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Instagram Business e il “bug” che fa sparire le foto

 

 

Se hai Instagram Business e hai notato un calo delle visualizzazioni, dei like e dei commenti non è detto che sia per colpa delle tue foto ma potresti essere vittima di uno “Shadow Banning”.

 

Se non hai ancora un account Business su Instagram e vuoi capire come si ottiene allora ti consiglio di leggere qui: “Come e perché passare al profilo business di Instagram“. Quando avevo il profilo normale e pubblicavo una foto di media avevo sempre una 50ina di like e una 10ina di commenti, molte volte superavo i 100 like entro 30 minuti dalla pubblicazione.

Una volta passato al profilo Business, almeno inizialmente, non è cambiato niente….inizialmente !! Infatti dopo qualche mese dal passaggio ho iniziato a notare un calo di like e commenti, inizialmente pensavo dipendesse dalle foto che stavo pubblicando (del resto non sono Steve McCurry) però ho notato anche una cosa che mi ha insospettito.

Ovvero un calo drastico delle visualizzazioni del quale non riuscivo a capire la motivazione fino a quando non ho controllato gli hashtag utilizzati. A questo punto la nebbia si dirada e inizio a capire quale può essere la motivazione di questo calo, le foto non appaiano più negli hashtag  facendomi perdere molta visibilità con tutto quello che ne consegue.

Anche in questo mi sono messo in discussione pensando di aver “infranto qualche regola misteriosa“. Postando la domanda su Facebook la prima cosa che mi hanno chiesto è stata:”Ma hai usato qualche hashtag considerato spam da Instagram?”

Controllando al volo le mie ultime 10 foto mi sono levato il dubbio, no non avevo usato hashtag spam. Se vuoi capire come riconoscere un hashtag spam ti consiglio di leggere l’articolo di Alessandro Pozzetti:”COME SCEGLIERE GLI HASHTAG DA UTILIZZARE SU INSTAGRAM (PER AUMENTARE LA VISIBILITÀ DI FOTO E VIDEO)“.

Girando su internet ho trovato un post che mi ha (parzialmente) tranquillizzato, perché alla fine non era un mio problema. L’articolo è il seguente: “Shadow Banning: le Foto su Instagram Business che Scompaiono“.

 

 

TU VUOI FARE L’INSTAGRAMMER, ALLORA DEVI DA PAGÀ

Quello che succede quando passi ad un account Business è abbastanza chiaro, vuoi la visibilità ? Allora devi pagare !! No, non sto parlando di comprare i follower anche perché ho già scritto che è da COGLIONI ! Se te lo sei perso trovi il post qui: “Hai comprato i followers? Bravo COGLIONE !!

Parlo di spendere soldi per sponsorizzare i post e quindi avere in questa maniera più visibilità, come succede per le pagine di Facebook. Aspetta aspetta ma Instagram è di Facebook !! 😀

 

 

TORNARE SUI PROPRI PASSI

Io personalmente sono tornato sui miei passi e quindi ho riportato il mio profilo da Business a Personale e tutto “magicamente” è tornato come prima. Le foto appaiono negli hashtag, quindi ho visibilità, like e commenti sono tornati a regime.

Certo con il profilo personale mi perdo alcune cose che avevo con quello Business:

 

 

  1. I pulsanti per le CtA (Call to Action), ovvero i tasti per contattarmi via email o per visitare il mio blog
  2. La possibilità di sponsorizzare i miei post
  3. Le statistiche
  4. L’aspetto professionale

 

 

PULSANTI CALL TO ACTION

Quando parlo di pulsanti Call to Action intendo quello per contattarmi via email o quello per visitare il mio sito. Non è un grosso problema perché sia l’email che l’indirizzo del sito sono presenti nella mia BIO, è vero che se mi vuoi mandare l’email adesso devi fare il copia e incolla del mio indirizzo però se hai bisogno di contattarmi lo fai !

 

SPONSORIZZARE I POST

Con il profilo personale non ho la possibilità di sponsorizzare i miei post, poco male perché non ho questa necessità ma se proprio ne avessi necessità punterei sul mio network.

 

LE STATISTICHE

Questa sarà la funzione che mi mancherà di più perché erano dati puliti, chiari e molto comodi per fare dei piccoli report… e basta !!

 

ASPETTO PROFESSIONALE

“Anche l’occhio vuole la sua parte” ma anche “L’abito non fa il Monaco”. In questo periodo ho notato molti fotografi professionisti con il profilo personale e molti fotografi amatoriali con il profilo Business. Quindi alla fine non mi preoccuperei più di tanto di apparire professionale grazie al pulsante “CONTATTAMI“.

 

 

CONCLUSIONI

Questi sono i motivi che mi hanno portato a tornare indietro con il mio profilo Instagram, tu hai avuto lo stesso problema ? Come hai risolto ? Lascia il tuo parere nei commenti sotto questo post.

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Cos’è YT2FB ? Il tool per migliorare la visibilità dei video su Facebook

 

Cos’è YT2FB ? Avete presente quando pubblicate un video su Facebook e l’anteprima del video si vede piccola? Brutta vero? Ecco YT2FB è la soluzione a questo problema, infatti grazie a questo tool riuscirete a pubblicare i video con un’anteprima decente.

Una volta che avete deciso quale video pubblicare su Facebook dovete andare sul sito YT2FB e incollare il link nel box dove trovate scritto “paste your YouTube link“. Una volta dato invio YT2FB inizierà a lavorare per generare il nuovo link.
 

COME SI USA YT2FB

Quindi se ho intenzione di pubblicare il seguente link https://www.youtube.com/watch?v=nLE74-4PzSA su Facebook, una volta passato su YT2FB il nuovo link sarà: http://yt2fb.com/post-facebook-large-thumbnail-on-facebook-by-yt2fb-31/ .

 

 

Come potete notare l’url cambia e questo permette di “ingannare” Facebook riuscendo a pubblicare il video con l’anteprima più grande. Come potete notare dalla foto il link può essere pubblicato anche su altri Social Network (Twitter, Google Plus, LinkedIn etc..) ottenendo lo stesso risultato.

PERCHÉ USARE YT2FB ?

A questa domanda io ho trovato due risposte:
  1. Estetica: come si dice anche l’occhio vuole la sua parte, vedere un video con una piccola immagine è veramente brutto. Molto meglio vedere il titolo (o descrizione) con l’anteprima grande.
  2. Engagement: questo punto si lega anche al punto precedente. Infatti un video con l’anteprima grande è più bello, ma ha anche più possibilità (proprio perché è più bello) che io lo veda e se usi i video per promuovere il tuo lavoro e/o prodotti capisci bene che diventa importante questo tool.

 

CONCLUSIONI

Questo tool, scoperto grazie al post “YT2FB: E i link a YouTube sembrano video nativi di Facebook!” , lo trovo veramente utile sia per condividere video per gioco che per lavoro. Tu ne conosci altri di tool simili? Cosa ne pensi di questo ? Lascia il tuo contributo nei commenti sotto questo post.

 

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“Senti tu che lavori con i Computer”….ovvero come maledire la tua passione per l’informatica

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Senti visto che lavori con i Computer mi puoi aiutare ? Si è rotto Google ! Senti visto che lavori con i Computer mi puoi vedere lo smartphone perché non riesco più a telefonare. Te che lavori con i computer ci metti un secondo a risolvermi questo problema.

 

Se lavori nel campo informatico, o se i computer sono la tua passione, chissà quante volte avrai sentito questi frasi e se pensi che le “domande” siano inventate ti posso assicurare che non è così. In questa era tecnologica i Nerd sono venerati (ma molto spesso anche sfruttati) dai tecno-analfabeti.

 

SENTI TE CHE LAVORI CON I COMPUTER..OVVERO È IN ARRIVO UNO TSUNAMI DI ROTTURE DI PALLE

Quando sei all’inizio della tua “carriera” di esperto informatico ti fa anche piacere di risolvere i problemi informatici di amici, parenti e colleghi ma credimi dopo qualche anno il tuo pensiero cambierà e arriverà il giorno in cui maledirai di avere la passione per l’informatica e per tutto ciò che è tecnologico.

Girando sul web mi è capitato un post di Patryk Rzucidlo Non rendere la tua passione un lavoro” dove appunto spiega l’errore di rendere la propria passione un lavoro (almeno in campo informatico), cazzo se è vero.

I tempi di quando mi divertivo davanti a un PC a smanettare con Linux, con i Server, con le Reti e con il Codice ormai sono lontani. Adesso devo passare 8 ore davanti a un PC a monitorare sistemi, a risolvere casini creati da programmi di merda scritti da programmatori incapaci.

E io sono uno di quei pochi fortunati che ha scelto il proprio lavoro o meglio ha scelto di rendere la propria passione un lavoro, ma per forza di cosa quando una passione diventa un lavoro qualcosa cambia.

E anche le “consulenze” ad amici, parenti e colleghi iniziano ad essere non più piacevoli. Se prima ti esaltavi adesso quando senti la frase “Senti te che lavori con i Computer..” vorresti avere il teletrasporto per scappare lontano.

Perché ? Il motivo è semplice:

 

  • Se sai usare il computer (anche a un livello normale) il tecno-analfabeta pensa che tu possa risolvere tutti i problemi informatici di questo mondo
  • Ti vengono sottoposti sempre dei problemi informatici assurdi, del tipo “mi si è rotto Google” oppure delle problematiche mai viste che rientrano nei “misteri informatici” che manco Bill Gates conosce
  • “Tu lavori con i computer che ci vuole a risolvere questo problema”… ecco questa frase è presagio di almeno 4/5 ore di rotture di palle

 

Questi sono solamente alcuni dei motivi che ti fanno pensare: “Quasi quasi cambio lavoro e mi metto a fare il kebabbaro”.

 

CONCLUSIONI

Continuo ad amare il mio lavoro (anche se preferirei tornare ai ritmi più blandi come ai tempi universitari) ma sto cercando di limitare le consulenze ad amici/parenti/colleghi, alla fine è anche per questo che ho aperto il blog.

Se ti interessa l’argomento passione-lavoro ti consiglio di leggere anche il post di Riccardo Esposito La passione non diventerà mai un lavoro“.

 

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Come creare un post evergreeen

 

Quando apri un blog devi tenere conto che esistono due tipi di post, quelli che io chiamo “one-shot” e gli “evergreen”.  I primi sono post con una vita breve, mentre i secondi possono portare traffico per mesi o per anni.

 

Cosa determina se un post è one-shot o se è evergreen ? Nella mia esperienza da blogger (dal 2009) ho potuto notare le seguenti cose:

 

POST ONE-SHOT

 

  1. L’argomento del post è un trend nel momento della pubblicazione per poi passare di moda dopo qualche settimana
  2. Il post non rispetta le regole SEO e quindi non riesce a “trovare spazio” sui motori di ricerca, quindi niente traffico organico
  3. L’argomento del post non interessa, o è scritto male, e quindi non attrae traffico

 

Naturalmente i post one-shot non sono il male anche loro portano traffico, anche se per un periodo più breve, certo se riusciamo a scrivere più post evergreen la salute del nostro blog migliorerà e di molto.

 

POST EVERGREEN

Il post evergreen è l’opposto di quello one-shot quindi avrà le seguenti caratteristiche:

 

  1. Tratta un argomento che genere un notevole interesse
  2. Rispetta le regole SEO e quindi riesce a collocarsi bene nei motori di ricerca
  3. Il post è interessante e scritto bene

 

COME HO CREATO IL MIO POST EVERGREEN

Esattamente 2 anni fa (20 febbraio 2015) ho creato il mio post evergreen che ad oggi ha portato sul mio blog circa 40000 visite con una media di 1666 visite mensili e un picco di 3091. Sto parlando del post “Le 5 migliori telecamere IP“.

Di queste 40000 visite il 99% arrivano dai motori di ricerca, quindi con un traffico organico, mentre i Social Media hanno avuto un ruolo minore (se non proprio inesistente). Infatti questo post è stato condiviso sui Social solo il giorno della pubblicazione, dopo non ho più effettuato “azioni di marketing”.

Infatti se andiamo ad analizzare il post con Buzzumo le condivisioni sui Social sono poche, molto poche.

 

Post Evergreen

 

Quindi se vogliamo puntare ad un post evergreen dobbiamo scrivere un post che generi traffico organico, ovvero se qualcuno scrive su Google una ricerca il primo sito ad uscire deve essere il nostro. Con il post “Le 5 migliori telecamere IP”  ha funzionato (e funziona) così, il post esce sempre in prima o seconda posizione nella prima pagina o comunque sempre in prima pagina.

Queste che vado ad elencare sono le keywords che portano traffico (ormai da 2 anni) sul mio blog:

 

  • migliore telecamera ip motorizzata
  • telecamera ip motorizzata esterno consigli
  • migliori videosorveglianza wifi
  • migliori telecamere da esterno
  • le migliori ipcam
  • telecamera ip motorizzata esterno consigli
  • migliori telecamere ip

 

Queste sono solo alcune delle combinazioni di ricerca che hanno reso il post “Le 5 migliori telecamere IP” un post evergreen.

 

TUTTO BELLO MA IN PRATICA COME BISOGNA FARE ?

Quando due anni fa ho deciso di scrivere il post “Le 5 migliori telecamere IP” venivo da un periodo di studio dell’argomento (quindi le telecamere IP) perché avevo intenzione di comprarle, e non volevo andare alla cieca.

Siti dove spiegassero bene cosa fossero e come funzionassero le telecamere IP ne ho trovati veramente pochi, la maggior parte sono pieni di banner pubblicitari o link di affiliazione (la giusta tecnica per far scappare il lettore come ho scritto anche qui) e poche informazioni, altri siti proponevano post veramente scarni però in mezzo a tutta questa fuffa qualche sito decente l’ho trovato.

Quindi pensai che un post sulle Telecamere IP (che oltre a consigliare quali comprare spiegasse anche il funzionamento) potesse tornare utile e per scriverlo mi sono mosso in questa maniera.

 

GOOGLE TREND

Normalmente quando inizio a scrivere un post faccio sempre qualche ricerca per vedere se l’argomento che andrò a trattare è interessante oppure no e per farlo utilizzo Google Trend. Quando due anni fa ho fatto la ricerca per le telecamere IP questo è stato il risultato.

 

 

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Nel 2015 il picco era alto e in crescita, quello che vedete dopo è una previsione che però non ha influito in maniera negativa sul post. Quindi una volta che hai verificato che l’argomento è “interessante” adesso ti tocca solamente scrivere il post.

 

UN TITOLO PER ATTIRARLI, UN TITOLO PER AFFASCINARLI, UN TITOLO PER SODDISFARLI E AL BLOG FIDELIZZARLI

L’attenzione di un lettore si attira nei primi 10 secondi se non ce la fai in questo tempo allora è un lettore perso. La prima cosa che viene letta è il titolo, quindi dobbiamo crearne uno  che attiri il lettore magari puoi provare anche un titolo pompato, ma in questo caso rischi che se il contenuto del post non è all’altezza di quello che hai scritto nel titolo la tua reputazione vacilli.

Un buon titolo? Un titolo che sia un’anteprima di quello che scriverai nel post e che incuriosisca il lettore.

 

CREARE UN POST UTILE

Ora arriva la parte più difficile ovvero creare il post, o meglio creare un post utile. Infatti non basta scrivere un post di due righe e mettere qualche link (magari di affiliazione). Ecco come ho fatto io.

La prima parte del post è una spiegazione di cosa sono e come funzionano le telecamere IP, quali sono le tipologie e il significato degli eventuali acronimi. Una volta che hai aiutato il lettore a capire meglio una cosa puoi presentare gli eventuali prodotti/servizi.

Nella seconda parte ho inserito le 5 telecamere (che poi sono diventate 6) che ritenevo migliori considerando anche un rapporto qualità/prezzo (cercando comunque di toccare varie fasce di prezzo). Ora se hai eseguito bene la prima parte e se hai un account di affiliazione (nel mio caso Amazon) puoi pensare di mettere invece del classico link il tuo link di affiliazione.

Che risultati otterresti? Lo spiego nel seguente post: “[Case Study]: Affiliazione Amazon, ecco come guadagnare con un solo post“.

Nella terza, ed ultima parte, puoi lasciare eventualmente spazio ad un breve riassunto e alle conclusioni invitando i lettori ad utilizzare i commenti sotto il post se hanno domande.

Non dimenticarti di dare una “spolverata di SEO” al testo, utilizzare i tag giusti, foto di qualità e personalizzare l’url del post.

 

AGGIORNARE IL POST

Una volta che il post è pubblicato non lo devi abbandonare ma ogni tanto una mano di vernice fa sempre bene per tenerlo vivo.

 

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Infatti dopo 1 anno dalla pubblicazione ho ripreso il post e ho dato una mano di vernice, in particolare le cose che ho cambiato sono state le seguenti:

 

  1. La foto scegliendone una migliore
  2. Ho migliorato il testo
  3. Aggiunto un prodotto
  4. Verificato che i link ai prodotti fossero ancora validi

 

Aggiornare il post periodicamente è una abitudine che dovete prendere se volete mantenere i vostri post sempre freschi.

 

CONCLUSIONI

Questo è quello che ho fatto io per creare (e mantenere) un post evergreen e visti i risultati penso di aver fatto bene. Voi cosa ne pensate? Avete suggerimenti o critiche (costruttive) da fare ? Sfruttate i commenti sotto questo post per il vostro contributo.

Naturalmente, con le opportune modifiche, potete applicare quanto detto a un video su Youtube (se vi interessa l’argomento vi consiglio di leggere questo post di Francesco Menghini: “COME AUMENTARE GLI ISCRITTI SUL TUO CANALE YOUTUBE“) oppure quando dovete pubblicare una foto.

 

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[BLOG E ALTRI DISASTRI]: Ovvero come ti faccio scappare il lettore

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Oggi voglio tirare le orecchie a tutti quei blogger che mettono in piedi delle “strategie” che si vedono lontano un miglio che sono fallimentari. Nel mondo del blog non importa quanti attestati hai attaccati in cameretta, spesso è il buon senso a fare la differenza.

 

Sono un blogger dal lontano 2009 e in questi anni ne ho visti blog (qualcuno arrivare al successo altri chiudere dopo pochi mesi) e ne ho viste di “strategie” per portare traffico al proprio sito, alcune erano veramente geniale altre erano delle cazzate enormi.

 

Twittami: Nel mondo del blog non importa quanti attestati hai attaccati in cameretta, spesso è il buon senso a fare la differenza. #toxnetlab

 

In questi anni anche io ho fatto molte cazzate con il blog perché ho sperimentato, del resto ho sempre considerato il mio blog un laboratorio (per questo si chiama Toxnetlab), e come si dice chi fa sbaglia e sbagliando si impara ma perseverare è diabolico !!!

 

PRENDI FIATO E RAGIONA

Come dicevo inizialmente non esistono delle regole scritte ma spesso è il buon senso che ti salva, specialmente quando non hai esperienza, e nel 2017 ci sono tre cose che da lettore (ma anche da blogger) mi mandano in bestia e mi fanno mettere nella black list un blog.

 

TITOLI POMPATI

I titoli pompati, o come si dice in gergo tecnico clickbaiting, è una delle tecniche che fa incazzare di più il lettore. Titoli che ti promettono la luna e poi leggendo il contenuto ti accorgi che la luna non la vedrai neanche in foto.

Siamo nel 2017 si sono scritti migliaia di post su quanto sia dannosa questa tecnica, ma niente il “blogger furbo” la continua ad usare perché quando vede il picco di visite su Google Analytics si eccita poi non importa se nei giorni successivi il blog assomiglia al deserto del Sahara a lui piace così, quel numerone gli serve per fare il coatto con gli amici.

 

“Le tue uniche poche erezioni le hai quando fai le visualizzazioni – Marracash

 

Recentemente ho letto questo articolo, “Consigli per non cedere al clickbait e generare valore“, che ti spiega come non cedere al lato oscure del clickbait e fare comunque i numeri.

 

BLOG MARKETTARI

Va bene la marketta, va bene il banner della tua affiliazione ma se questi vengono usati con moderazione. Se io arrivo su un blog e mi devo fare largo in una giungla di banner per riuscire ad arrivare al post che desidero leggere (manco fossi Indiana Jones nei “Predatori dell’Arca perduta”), allora no non va bene.

Anche il mio blog ha un banner di affiliazione (UNO SOLO), anche io ogni tanto faccio post-marketta ma prima ne ho scritti tanti free (e spero anche utili).

Se nel tuo blog pubblichi 10 post al mese e di questi 9 sono markette (neanche in linea con il tuo blog) allora non va bene. Io non dico di non fare markette o mettere banner ma moderatevi, poi fate come vi pare ma non vi lamentate se poi la gente usa AdBlock.

 

MI CHIEDI LA CONDIVISIONE? ALMENO FAMMI FINIRE DI LEGGERE !

L’ultima porcata che ho visto su un blog è la richiesta di condivisione prima di leggere tutto il post, altrimenti niente post (quasi un ricatto).

 

porcata

 

Ecco questo è quello che mi sono trovato davanti mentre stavo leggendo un post (anche interessante): ti chiediamo gentilmente di supportarci sui social network.  Vuoi portare traffico al blog? Vuoi generare engagement ? Pensi che questa CtA (Call to Action) si efficace?

Mi dispiace infrangere i tuoi sogni di gloria ma lo stai facendo male e ripeto questa tecnica mi sa di ricatto, tu condividi e io ti faccio finire di leggere il post. Lo sai che risultato hai ottenuto My Friend (come direbbe Montemagno) ?

 

 

Il post non l’ho condiviso e sul tuo blog non tornerò più, bravo ottima strategia bravo !! Poi non venite a piange che i blog non servono a niente, che non portano clienti e che non riuscite a guadagnare con il blog perché la colpa è solo vostra !

 

CONCLUSIONI

Per attirare un lettore sul tuo blog ci vuole tanto lavoro, per fidelizzarlo devi sudare le famose 7 camicie, per renderlo un “ultrà” che ti fa pubblicità devi sputare il sangue ma per farlo scappare ci vuole poco anzi pochissimo !

 

Twittami: Come si misura il successo di un blog? No con le views ma se il lettore arriva sul tuo blog “povero” e va via “ricco” di contenuti. #toxnetlab

 

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