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Come creare un post evergreeen

 

Quando apri un blog devi tenere conto che esistono due tipi di post, quelli che io chiamo “one-shot” e gli “evergreen”.  I primi sono post con una vita breve, mentre i secondi possono portare traffico per mesi o per anni.

 

Cosa determina se un post è one-shot o se è evergreen ? Nella mia esperienza da blogger (dal 2009) ho potuto notare le seguenti cose:

 

POST ONE-SHOT

 

  1. L’argomento del post è un trend nel momento della pubblicazione per poi passare di moda dopo qualche settimana
  2. Il post non rispetta le regole SEO e quindi non riesce a “trovare spazio” sui motori di ricerca, quindi niente traffico organico
  3. L’argomento del post non interessa, o è scritto male, e quindi non attrae traffico

 

Naturalmente i post one-shot non sono il male anche loro portano traffico, anche se per un periodo più breve, certo se riusciamo a scrivere più post evergreen la salute del nostro blog migliorerà e di molto.

 

POST EVERGREEN

Il post evergreen è l’opposto di quello one-shot quindi avrà le seguenti caratteristiche:

 

  1. Tratta un argomento che genere un notevole interesse
  2. Rispetta le regole SEO e quindi riesce a collocarsi bene nei motori di ricerca
  3. Il post è interessante e scritto bene

 

COME HO CREATO IL MIO POST EVERGREEN

Esattamente 2 anni fa (20 febbraio 2015) ho creato il mio post evergreen che ad oggi ha portato sul mio blog circa 40000 visite con una media di 1666 visite mensili e un picco di 3091. Sto parlando del post “Le 5 migliori telecamere IP“.

Di queste 40000 visite il 99% arrivano dai motori di ricerca, quindi con un traffico organico, mentre i Social Media hanno avuto un ruolo minore (se non proprio inesistente). Infatti questo post è stato condiviso sui Social solo il giorno della pubblicazione, dopo non ho più effettuato “azioni di marketing”.

Infatti se andiamo ad analizzare il post con Buzzumo le condivisioni sui Social sono poche, molto poche.

 

Post Evergreen

 

Quindi se vogliamo puntare ad un post evergreen dobbiamo scrivere un post che generi traffico organico, ovvero se qualcuno scrive su Google una ricerca il primo sito ad uscire deve essere il nostro. Con il post “Le 5 migliori telecamere IP”  ha funzionato (e funziona) così, il post esce sempre in prima o seconda posizione nella prima pagina o comunque sempre in prima pagina.

Queste che vado ad elencare sono le keywords che portano traffico (ormai da 2 anni) sul mio blog:

 

  • migliore telecamera ip motorizzata
  • telecamera ip motorizzata esterno consigli
  • migliori videosorveglianza wifi
  • migliori telecamere da esterno
  • le migliori ipcam
  • telecamera ip motorizzata esterno consigli
  • migliori telecamere ip

 

Queste sono solo alcune delle combinazioni di ricerca che hanno reso il post “Le 5 migliori telecamere IP” un post evergreen.

 

TUTTO BELLO MA IN PRATICA COME BISOGNA FARE ?

Quando due anni fa ho deciso di scrivere il post “Le 5 migliori telecamere IP” venivo da un periodo di studio dell’argomento (quindi le telecamere IP) perché avevo intenzione di comprarle, e non volevo andare alla cieca.

Siti dove spiegassero bene cosa fossero e come funzionassero le telecamere IP ne ho trovati veramente pochi, la maggior parte sono pieni di banner pubblicitari o link di affiliazione (la giusta tecnica per far scappare il lettore come ho scritto anche qui) e poche informazioni, altri siti proponevano post veramente scarni però in mezzo a tutta questa fuffa qualche sito decente l’ho trovato.

Quindi pensai che un post sulle Telecamere IP (che oltre a consigliare quali comprare spiegasse anche il funzionamento) potesse tornare utile e per scriverlo mi sono mosso in questa maniera.

 

GOOGLE TREND

Normalmente quando inizio a scrivere un post faccio sempre qualche ricerca per vedere se l’argomento che andrò a trattare è interessante oppure no e per farlo utilizzo Google Trend. Quando due anni fa ho fatto la ricerca per le telecamere IP questo è stato il risultato.

 

 

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Nel 2015 il picco era alto e in crescita, quello che vedete dopo è una previsione che però non ha influito in maniera negativa sul post. Quindi una volta che hai verificato che l’argomento è “interessante” adesso ti tocca solamente scrivere il post.

 

UN TITOLO PER ATTIRARLI, UN TITOLO PER AFFASCINARLI, UN TITOLO PER SODDISFARLI E AL BLOG FIDELIZZARLI

L’attenzione di un lettore si attira nei primi 10 secondi se non ce la fai in questo tempo allora è un lettore perso. La prima cosa che viene letta è il titolo, quindi dobbiamo crearne uno  che attiri il lettore magari puoi provare anche un titolo pompato, ma in questo caso rischi che se il contenuto del post non è all’altezza di quello che hai scritto nel titolo la tua reputazione vacilli.

Un buon titolo? Un titolo che sia un’anteprima di quello che scriverai nel post e che incuriosisca il lettore.

 

CREARE UN POST UTILE

Ora arriva la parte più difficile ovvero creare il post, o meglio creare un post utile. Infatti non basta scrivere un post di due righe e mettere qualche link (magari di affiliazione). Ecco come ho fatto io.

La prima parte del post è una spiegazione di cosa sono e come funzionano le telecamere IP, quali sono le tipologie e il significato degli eventuali acronimi. Una volta che hai aiutato il lettore a capire meglio una cosa puoi presentare gli eventuali prodotti/servizi.

Nella seconda parte ho inserito le 5 telecamere (che poi sono diventate 6) che ritenevo migliori considerando anche un rapporto qualità/prezzo (cercando comunque di toccare varie fasce di prezzo). Ora se hai eseguito bene la prima parte e se hai un account di affiliazione (nel mio caso Amazon) puoi pensare di mettere invece del classico link il tuo link di affiliazione.

Che risultati otterresti? Lo spiego nel seguente post: “[Case Study]: Affiliazione Amazon, ecco come guadagnare con un solo post“.

Nella terza, ed ultima parte, puoi lasciare eventualmente spazio ad un breve riassunto e alle conclusioni invitando i lettori ad utilizzare i commenti sotto il post se hanno domande.

Non dimenticarti di dare una “spolverata di SEO” al testo, utilizzare i tag giusti, foto di qualità e personalizzare l’url del post.

 

AGGIORNARE IL POST

Una volta che il post è pubblicato non lo devi abbandonare ma ogni tanto una mano di vernice fa sempre bene per tenerlo vivo.

 

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Infatti dopo 1 anno dalla pubblicazione ho ripreso il post e ho dato una mano di vernice, in particolare le cose che ho cambiato sono state le seguenti:

 

  1. La foto scegliendone una migliore
  2. Ho migliorato il testo
  3. Aggiunto un prodotto
  4. Verificato che i link ai prodotti fossero ancora validi

 

Aggiornare il post periodicamente è una abitudine che dovete prendere se volete mantenere i vostri post sempre freschi.

 

CONCLUSIONI

Questo è quello che ho fatto io per creare (e mantenere) un post evergreen e visti i risultati penso di aver fatto bene. Voi cosa ne pensate? Avete suggerimenti o critiche (costruttive) da fare ? Sfruttate i commenti sotto questo post per il vostro contributo.

Naturalmente, con le opportune modifiche, potete applicare quanto detto a un video su Youtube (se vi interessa l’argomento vi consiglio di leggere questo post di Francesco Menghini: “COME AUMENTARE GLI ISCRITTI SUL TUO CANALE YOUTUBE“) oppure quando dovete pubblicare una foto.

 

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[BLOG E ALTRI DISASTRI]: Ovvero come ti faccio scappare il lettore

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Oggi voglio tirare le orecchie a tutti quei blogger che mettono in piedi delle “strategie” che si vedono lontano un miglio che sono fallimentari. Nel mondo del blog non importa quanti attestati hai attaccati in cameretta, spesso è il buon senso a fare la differenza.

 

Sono un blogger dal lontano 2009 e in questi anni ne ho visti blog (qualcuno arrivare al successo altri chiudere dopo pochi mesi) e ne ho viste di “strategie” per portare traffico al proprio sito, alcune erano veramente geniale altre erano delle cazzate enormi.

 

Twittami: Nel mondo del blog non importa quanti attestati hai attaccati in cameretta, spesso è il buon senso a fare la differenza. #toxnetlab

 

In questi anni anche io ho fatto molte cazzate con il blog perché ho sperimentato, del resto ho sempre considerato il mio blog un laboratorio (per questo si chiama Toxnetlab), e come si dice chi fa sbaglia e sbagliando si impara ma perseverare è diabolico !!!

 

PRENDI FIATO E RAGIONA

Come dicevo inizialmente non esistono delle regole scritte ma spesso è il buon senso che ti salva, specialmente quando non hai esperienza, e nel 2017 ci sono tre cose che da lettore (ma anche da blogger) mi mandano in bestia e mi fanno mettere nella black list un blog.

 

TITOLI POMPATI

I titoli pompati, o come si dice in gergo tecnico clickbaiting, è una delle tecniche che fa incazzare di più il lettore. Titoli che ti promettono la luna e poi leggendo il contenuto ti accorgi che la luna non la vedrai neanche in foto.

Siamo nel 2017 si sono scritti migliaia di post su quanto sia dannosa questa tecnica, ma niente il “blogger furbo” la continua ad usare perché quando vede il picco di visite su Google Analytics si eccita poi non importa se nei giorni successivi il blog assomiglia al deserto del Sahara a lui piace così, quel numerone gli serve per fare il coatto con gli amici.

 

“Le tue uniche poche erezioni le hai quando fai le visualizzazioni – Marracash

 

Recentemente ho letto questo articolo, “Consigli per non cedere al clickbait e generare valore“, che ti spiega come non cedere al lato oscure del clickbait e fare comunque i numeri.

 

BLOG MARKETTARI

Va bene la marketta, va bene il banner della tua affiliazione ma se questi vengono usati con moderazione. Se io arrivo su un blog e mi devo fare largo in una giungla di banner per riuscire ad arrivare al post che desidero leggere (manco fossi Indiana Jones nei “Predatori dell’Arca perduta”), allora no non va bene.

Anche il mio blog ha un banner di affiliazione (UNO SOLO), anche io ogni tanto faccio post-marketta ma prima ne ho scritti tanti free (e spero anche utili).

Se nel tuo blog pubblichi 10 post al mese e di questi 9 sono markette (neanche in linea con il tuo blog) allora non va bene. Io non dico di non fare markette o mettere banner ma moderatevi, poi fate come vi pare ma non vi lamentate se poi la gente usa AdBlock.

 

MI CHIEDI LA CONDIVISIONE? ALMENO FAMMI FINIRE DI LEGGERE !

L’ultima porcata che ho visto su un blog è la richiesta di condivisione prima di leggere tutto il post, altrimenti niente post (quasi un ricatto).

 

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Ecco questo è quello che mi sono trovato davanti mentre stavo leggendo un post (anche interessante): ti chiediamo gentilmente di supportarci sui social network.  Vuoi portare traffico al blog? Vuoi generare engagement ? Pensi che questa CtA (Call to Action) si efficace?

Mi dispiace infrangere i tuoi sogni di gloria ma lo stai facendo male e ripeto questa tecnica mi sa di ricatto, tu condividi e io ti faccio finire di leggere il post. Lo sai che risultato hai ottenuto My Friend (come direbbe Montemagno) ?

 

 

Il post non l’ho condiviso e sul tuo blog non tornerò più, bravo ottima strategia bravo !! Poi non venite a piange che i blog non servono a niente, che non portano clienti e che non riuscite a guadagnare con il blog perché la colpa è solo vostra !

 

CONCLUSIONI

Per attirare un lettore sul tuo blog ci vuole tanto lavoro, per fidelizzarlo devi sudare le famose 7 camicie, per renderlo un “ultrà” che ti fa pubblicità devi sputare il sangue ma per farlo scappare ci vuole poco anzi pochissimo !

 

Twittami: Come si misura il successo di un blog? No con le views ma se il lettore arriva sul tuo blog “povero” e va via “ricco” di contenuti. #toxnetlab

 

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Come creare un BOT su Telegram

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Telegram è la migliore applicazione per chattare, molto meglio di WhatsApp, ma non è solamente questo è molto di più. Una delle funzioni migliori di Telegram sono i bot che ti permettono di avere delle funzioni veramente interessanti.

 

Se usi ancora WhatsApp ti consiglio di leggere questo post perché magari riesco a farti cambiare idea, se invece usi già Telegram allora sicuramente questo post ti potrà tornare sicuramente utile. Prima di iniziare andiamo a vedere cosa sono esattamente i BOT.

 

“Il bot (abbreviazione di robot) in terminologia informatica in generale è un programma che accede alla rete attraverso lo stesso tipo di canali utilizzati dagli utenti umani (per esempio che accede alle pagine Web, invia messaggi in una chat, si muove nei videogiochi, e così via). Programmi di questo tipo sono diffusi in relazione a molti diversi servizi in rete, con scopi vari ma in genere legati all’automazione di compiti chel network fa credere all’utente di comunicare con un’altra persona umana. Questi bot migliorano di anno in anno ed è sempre più difficile distinguere un bot da una persona umana.”

 

ANDIAMO A CREARE IL NOSTRO BOT

Creare il nostro BOT è molto semplice e per farlo abbiamo bisogno di un account Telegram e poi  di altri due BOT che sono: @BotFather e @ManyBot. Per prima cosa apriamo Telegram e facciamo partire il BOT @BotFather, una volta fatto vi troverete davanti a questa schermata.

 

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Questo è il menù con i comandi che avete a disposizione per creare il vostro BOT, il comando che dovrete lanciare sarà /newbot. Una volta lanciato questo comando vi verrano chiesti il nome del BOT e il nome con il quale dovrà essere raggiunto da tutti (quindi quello che appare dopo la @).

Ad esempio il nome del BOT può essere PIPPO mentre il nome per raggiungerlo sarà PIPPOBOT (oppure PIPPO_BOT). Il nome utilizzato per farlo raggiungere anche ad altri utenti DEVE SEMPRE FINIRE CON BOT.

Una volta creato il nome, il BOT @BotFather ci manderà un token (una stringa alfanumerica) che dovremmo copiare perché ci servirà al passaggio successivo.

Lo step successivo è quello di far partire @ManyBot dove andremo ad effettuare il copia e incolla del token che abbiamo ottenuto prima. Una volta che @ManyBot parte dobbiamo lanciare il comando /addbot e poi incollare il token che abbiamo ottenuto prima.

Una volta che il token viene accettato dobbiamo descrivere cosa farà questo BOT (se non volete farlo vi basterà digitare il comando /skip). A questo punto il bot è pronto per essere usato , ti verrà anche indicato l’url da inviare ai contatti con i quali vorrai condividerlo.

 

FICO QUESTO BOT, MA NON HO CAPITO COSA FA

Il bot ha due funzioni principali, la prima è quella di invio notifiche (ad esempio il bot di Netflix ti manda una notifica ogni volta che esce un nuovo film oppure il bot del meteo che giornalmente ti manda le previsioni meteo) oppure  puoi usarli per creare piccoli giochi o questionari.

Il caso che vi ho fatto vedere io è quello per l’invio notifiche, ad esempio io ho creato un bot che si chiama @ToxnetlaBot che ogni volta che viene pubblicato un nuovo post sul blog manda una notifica. Come ho fatto ? Seguimi che te lo spiego.

 

CONFIGURA IL TUO BOT

Una volta creato il tuo bot dobbiamo configurarlo quindi, sempre da @ManyBot, lanciamo il comando (questo nel caso di un bot per invio notifiche) /autoposting il quale farà partire il BOT che avete appena creato.

Una volta che vostro BOT è avviato ridigitate il comando /autoposting e questa volta scegliete la vostra fonte da dove prendere i post da pubblicare. Le fonti possono essere Twitter, Youtube, VK o un feed RSS. Nel mio caso ho usato il feed RSS del mio blog (se non hai un feed RSS ti consiglio di crearlo con FeedBurner).

A questo punto una volta impostata la fonte il BOT è pronto per funzionare quindi, quando uscirà questo post, il mio BOT mi dovrebbe notificare la pubblicazione.

CONCLUSIONI

Alla fine creare un BOT per Telegram non è così difficile, ora il limite è solo la vostra fantasia. Se avete domande o dubbi potete sfruttare i commenti sotto questo post.

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[INTERVISTA]: Angelo Cerrone di Angelocerrone.it

Angelo Cerrone

 

Siamo arrivati alla quinta intervista e questa volta parliamo con un giovane professionista del web marketing molto forte anche su Instagram, oggi parliamo con Angelo Cerrone di https://www.angelocerrone.it/.

Non perdiamo tempo e iniziamo subito con le domande, sei pronto Angelo ?

 

LE DOMANDE AD ANGELO CERRONE

Ciao Angelo, prima di tutto “grazie” per il tempo che hai impiegato a rispondere alle domande per il mio blog. Allora partiamo subito.

 

Presentati spiegando ai lettori chi sei e cosa fai nella vita

Ciao, mi chiamo Angelo,ho da poco compiuto trent’anni e vivo nella splendida provincia di Salerno. Nella vita sono un nullafacente per molti e un professionista per pochi in quanto mi occupo di marketing e comunicazione per imprese e liberi professionisti.

Attualmente sono digital e social media strategist per una società locale,svolgo attività da libero professionista e,sempre in ambito locale,sto gestendo,sotto il profilo comunicativo,un nuovo progetto imprenditoriale.

 

Come nasce il tuo blog, Angelo Cerrone (www.angelocerrone.it), e quali argomenti tratti?

Il blog nasce dalla mia precedente esperienza con WordPress.com. In due anni e mezzo ho ottenuto tantissime soddisfazioni sia sotto l’aspetto professionale che sotto l’aspetto personale.

Dopo lunghe ed attente riflessioni,ho pensato di creare un blog di proprietà dove potessi ripercorrere i successi del mio primo blog.

Per questo anche su angelocerrone.it continuerò a “parlare” di marketing e comunicazione per imprese e liberi professionisti soprattutto in ambito digitale.

 

Come nasce un tuo post? Hai un calendario editoriale?

I miei post nascono dalla mie esperienze personali con i media digitali o in alternativa dalle richieste dei miei follower. Quest’ultime possono essere esplicite o tacite.

Le richieste esplicite non hanno bisogno di presentazioni visto che ognuno di noi ha ricevuto,almeno una volta nella vita,un messaggio,un email o un commento di aiuto da parte di un utente meno esperto.

Invece le richieste implicite sono molto più complesse in quanto è necessario ascoltare i bisogni dei navigatori mediante una continua analisi dei dati statistici del proprio blog.

Invece per quanto riguarda il calendario editoriale,per ora è prevista una sola pubblicazione per il Lunedì,con un argomento scelto la settimana precedente,ma in futuro spero di trovare ulteriore tempo per incrementare il numero di post.

 

Angelo e i social: che rapporto hai?

Odi et amo. Alcuni social li amo da impazzire,altri un po’ meno ma nel complesso adoro il mio lavoro. I social che apprezzo maggiormente sono quelli visual ovvero Pinterest ed Instagram,mentre non amo particolarmente Facebook perché su quella piattaforma la creatività e le idee sono penalizzate da un algoritmo che premia soltanto chi investe nell’advertising.

Infine apprezzo molto anche Linkedin e Twitter che sono utilissimi per chi ha un blog o per chi opera nel campo del business to business.

 

Blog e lavoro: quanto può essere utile un blog nel lavoro di un freelance e/o Azienda ?

Il blog continua ad essere l’arma vincente per le imprese e per i freelance in quanto i costi del social advertising,almeno su Facebook, sono più che raddoppiati e la profilazione sulla stessa piattaforma non sembra essere immune da errori.

Infatti fino a pochi anni fa,su Facebook bastavano pochi euro per raggiungere i propri obiettivi mentre oggi non è più cosi e ciò rappresenta un Handicap per chi non ha grandi budget da investire sul social di Zuckerberg.

Invece per quanto riguarda gli errori,questi ultimi sono legati all’algoritmo di Facebook che mostra gli annunci pubblicitari anche ad utenti poco interessati al nostro prodotto o servizio e ciò condiziona l’intera campagna pubblicitaria in quanto i tassi di conversione sono influenzati anche da questi utenti “fantasma”.

Per questo ritengo che il blog e la Seo siano ancora fondamentali per tutte quelle attività che non hanno grandi risorse economiche in quanto con tanto lavoro e con piccoli budget,da destinare alle attività di Sem,si possono raggiungere grandi traguardi sotto il profilo della conversioni finali.

 

Dalla tua esperienza, le aziende come vivono i Social Media? E’ un rapporto ancora “immaturo” o finalmente è cambiato qualcosa?

Rispetto a qualche anno fa,qualcosa è cambiato ma l’Italia resta una terra di cuggini o di imprenditori fai da te.

In questi anni di blogging,ho raccontato diversi epic-fail digitali come: il Kamasutra di Grisbi,il biscottone della MotoGp interpretato dalla Gentilini oppure la comunicazione omofoba di Melegatti.

Inoltre in questi ultimi mesi abbiamo assistito al suicidio del ristorante Piovono Zucchine che ha creato una strategia di Instant marketing “sfruttando” la tragedia del terremoto.

Tutte queste azioni sono la chiara dimostrazione di come ci sia ancora tanta improvvisazione.

Ma in questo caos generale stanno emergendo belle realtà digitali come Taffo,Trony o altre piccole pagine dedicate a prodotti non strettamente connessi con il mondo tecnologico.

Questo significa che la figura del social media manager inizia ad essere rilevante per il mondo del lavoro,ma naturalmente questa nuova figura professionale ha bisogno di tempo,spazio e soprattutto di risorse economiche da utilizzare nel campo dei social media.

 

Ti seguo anche su Instagram e devo dire che il tuo profilo va molto forte, parlaci dei progetti che hai lanciato su questa piattaforma.

Il mio amore per Instragram è abbastanza recente. Mi sono iscritto alla piattaforma soltanto alla fine del 2015 e in un anno ho ottenuto risultati sorprendenti. Ho dato vita a due progetti ovvero all’hashtag #unangeloinviaggio e alla pagina @italiaincartolina.

Con il primo progetto,racconto i miei viaggi lungo la penisola italiana in modo tale da valorizzare un territorio ricco di storia,arte e di bellezze paesaggistiche.

Invece il secondo progetto ha per protagonista i miei follower e i loro viaggi. Attraverso l’hashtag #italiaincartolina,tutti possono essere protagonisti della mia pagina ottenendo visibilità e un piccolo premio ovvero dedicare la loro cartolina ad una specifica persona.

 

Come può essere utile Instagram per un freelance o Azienda?

Le aziende e i liberi professionisti possono operare su Instagram mediante un’attività di indicizzazione locale o di interessi. Mi spiego meglio.

Se l’azienda A operasse sul territorio X,la stessa impresa potrebbe utilizzare tutti quegli hashtag che caratterizzano il territorio X oppure tutti quegli hashtag che possono essere coerenti con gli interessi della propria community.

A tutto ciò,possiamo aggiungere anche le potenzialità di Instagram Stories,uno strumento sottovalutato da molti ma che può essere fondamentale per attuare strategie di storytelling aziendale.

Tutto ciò che ho appena elencato,è valido anche per i freelance che possono utilizzare l’app per valorizzare i loro servizi e per consolidare i rapporti con la loro community di riferimento.

 
LinkedIn Pulse si può inserire in una strategia di marketing ? Può essere utile per un’azienda che ha già un blog?

Linkedin Pulse è un’ottima soluzione per fare storytelling aziendale.

Sostengo da tempo che le aziende devono incentivare e coinvolgere i loro dipendenti nello storytelling aziendale proprio attraverso Linkedin Pulse.

Ogni dipendente potrà scrivere uno o più post dove racconterà la sua esperienza lavorativa in modo tale da mostrare il lato umano della stessa azienda.
Naturalmente i contenuti realizzati su questa piattaforma dovranno essere coerenti con quelli pubblicati sul proprio blog aziendale in quanto senza coerenza vengono meno gli aspetti della comunicazione integrata.

 

CONCLUSIONI

Ringrazio ancora Angelo  per il suo tempo e per aver reso questa intervista, grazie alle sue risposte, molto interessante.

Se la volete seguire anche sui Social questi sono i suoi Canali:

 

 

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I blogger sono i più odiati

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Siamo nel 2017 ma ancora quando parli di blog, e di come la figura del blogger possa essere una figura professionale, c’è ancora qualcuno che storce il naso o se la ride prendendoti per il culo. Il vero problema è che spesso sono gli stessi “addetti ai lavori” che lo fanno.

 

Le stesse aziende che usano i blog per vendere i propri prodotti usano il mezzo, ma deridono chi lo usa (i blogger appunto). Solitamente in azienda non si sceglie un professionista (ad esempio un consulente  esterno) per gestirlo, ma si affidano allo stagista di turno (o a quello che in azienda “scrive meglio) e poi ?

Poi succede che il blog non decolla, le vendite non aumentano e la colpa è del blog (o dei social media) che sono inutili, una grossa perdita di tempo. Francesco Ambrosino ha scritto un post molto interessante (che ti consiglio di leggere) dove dice la seguente cosa:

 

“Si, fare il blogger è un lavoro, e anche complesso !”

MA CHI SONO VERAMENTE I BLOGGER ?

No, non è una figura mitologica metà uomo e metà tastiera, ma è un vero professionista che non è solamente capace a scrivere in italiano (cosa fondamentale). Il blogger, quando deve scrivere un nuovo pezzo, deve prima di tutto studiare l’argomento.

 

Tweet: Il blogger non è una figura mitologica metá uomo e metá tastiera !! #toxnetlab

 

Studiare l’argomento, cercare le fonti attendibili e approfondire (che può essere riassunta come fase preparatoria) è una delle fasi più lunghe e complesse che un blogger deve affrontare se vuole risultare credibile, se vuole essere professionale.

Una volta terminata questa prima fase si passa a quella della scrittura che può essere divisa in questa maniera:

 

  1. Bozza
  2. Verifica
  3. Correggi errori
  4. Bozza
  5. Verifica
  6. Correggi errori
  7. Bozza
  8. Verifica
  9. Pubblica

 

Abbiamo finito? Assolutamente no, perché tra il punto 8 (verifica) e il punto 9 (pubblica) dobbiamo inserire la cura della grafica del post.

 

“Prendo una foto da google immagini, perché li sono tutte gratis, anche a bassa risoluzione (così non pesa tanto) e la metto nel post – La voce del Popolo” 

 

SBAGLIATO !!! Ok ho capito non sei un grafico, non sei un fotografo ma il vero blogger deve avere anche una “piccola” infarinatura. Iniziamo a sfatare qualche mito.

 

GOOGLE IMMAGINI – FOTO GRATIS

Non è vero che le foto che trovi su Google Immagini sono TUTTE GRATIS, fate molta attenzione perché il proprietario di una foto si potrebbe far girare le palle (nel dubbio mettete sempre un link di riferimento all’autore).

Se volete andare sul sicuro, trovare foto belle e gratis potete provare su questi siti, io li uso frequentemente e mi sono sempre trovato bene.

 

 

Questi sono solo alcuni dei siti che potete trovare sul web, se ne conoscete altri scrivete nei commenti sotto questo post il loro indirizzo.

 

FOTO CON RISOLUZIONE BASSA

Vedere una foto in bassa risoluzione, tutta sgranata che non si distinguono i soggetti credimi non è una bella cosa, anche su un blog. Ora se tu pensi di prendere una foto a bassa risoluzione perché così pesa poco, e tu hai sentito che le foto devono pesare poco così il blog è più veloce, allora ti stai sbagliando.

Ti stai sbagliando a prendere una foto a bassa risoluzione, scegli una bella foto con una risoluzione decente (anche alta) e poi la passi qui: https://tinypng.com/.

Questo strumento web ti rende “più leggera” la foto senza perdere niente in qualità, ottima vero !!??!!

 

TO BE CONTINUED…

Una volta che  finalmente il povero blogger ha pubblicato il suo post non ha finito di lavorare (si hai capito bene lavorare) ma dovrà occuparsi delle Pubbliche Relazioni 2.0, infatti i motori di ricerca sono importanti per spingere i propri post ma non si vive di solo SEO.

Il blogger dovrà spingere i propri post sui vari Social Media senza diventare uno spammer rompi balle e credetemi la linea tra attività di Pubbliche Relazioni e Spammer è molto, ma molto sottile.

 
Tweet: Non si vive di solo SEO #toxnetlab

 

A questo punto il blogger deve anche interagire anche con i suoi colleghi blogger perché come ho scritto in un mio post “Nessun blogger è un’isola”. E dopo che hai fatto tutte queste cose hai finito? No, devi studiare costantemente, perché il web è sempre in evoluzione, e poi ricominciare il ciclo cercando di migliorare sempre.

 

IL BLOGGER È LA FIGURA PIÙ ODIATA

Potrei stare qui ore a parlare di quanto sia importante la figura del blogger nel web, ma tanto resterà sempre la figura più odiata del web e più professionalmente bistrattata.

 

“La verità è che certa gente ti odia sempre Tanto vale farsi odiare facendo quello che ami veramente”

 

La scorsa settimana su Twitter ho lanciato un sondaggio dove chiedevo quale tipologia di blogger fosse la più odiata, questo è stato il risultato:

 

 

I Fashion Blogger si sono piazzati primi con il 58% dei voti, niente di strano, ma quello che mi ha sorpreso è che al secondo posto ci sono i Tech Blogger con il 19% dei voti. Invece i Food Blogger, che mi aspettavo al secondo posto subito dopo i Fashion Blogger, ultimi (quindi i meno odiati) con un misero 10%.

Tu invece quale categoria di blogger non sopporti? Lascia, se vuoi, il tuo voto nei commenti sotto questo post.

 

CONCLUSIONI

Alla fine  tutti vogliono essere blogger ma nessuno lo ammetterà mai, perché tanto, in Italia, i blogger saranno sempre visti o come il ragazzino brufoloso che scrive al computer o come lo scroccone che si vende per una recensione.

Tu cosa ne pensi? Sei un blogger o uno di quelli che non li sopporta? Se vuoi lasciare il tuo parere e dire cosa ne pensi  puoi sfruttare i commenti sotto questo post, se invece vuoi approfondire puoi leggere anche questi post:

 

Quanto costa una recensione ?

Cosa non sopportate dei bloggers ?

 

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