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Usa le Stories per aumentare la visibilità su Instagram

 

 

Lo puoi amare o lo puoi odiare, ma certamente non lo puoi ignorare. È un Social in continua crescita e in continua evoluzione. I suoi numeri parlano chiaro, il futuro sarà suo.

Naturalmente sto parlando di Instagram, il Social giovane, che piace anche alle aziende ma meno alla maggioranza dei Social Esperti (hai presente quelli che un giorno si e uno no scrivono filippiche di post su come bisogna usare i Social, lo smartphone etc..).

Come direbbe Guido Meda Instagram c’è, Instagram c’è, Instagram c’è e quindi fatevene una ragione e vediamo di usarlo al meglio. Se stai pensando di usare questo Social in maniera seria allora ti consiglio di passare al profilo business, se non sai come fare allora ti consiglio di leggere il post che ho scritto: “Come e perché passare al profilo business di Instagram“.

Se invece vuoi capire come sponsorizzare un post su Instagram allora ti consiglio di leggere questo post:”Come (e perché) sponsorizzare un post su Instagram“.

 

USIAMO LE STORIES PER AUMENTARE LA VISIBILITÀ

Le Stories sono una delle funzioni più interessanti che sono state introdotte su Instagram (si lo so sono nate su Snapachat ma qui si parla di Instagram) perché oltre ad essere divertenti sono utili per aumentare la visibilità dei profili e quindi del nostro feed (le nostre foto).

Se usi Instagram per lavoro (magari sei un fotografo che vuole pubblicizzare il proprio lavoro) aumentare di visibilità si può tradurre come un aumento di contatti, che potrebbero essere dei futuri clienti.

Se usi la versione business avrai a disposizione anche la sezione Insight dove potrai vedere i dati statistici del tuo account. Ho fatto un test non pubblicando Stories per una settimana e poi la settimana successiva ho pubblicato una/due Stories al giorno per una settimana.

I numeri in fatto di Impression, Copertura, Visualizzazione Profilo erano più del doppio e inoltre il contatore delle persone che hanno cliccato sul mio sito e che mi hanno contattato via e-mail è raddoppiato rispetto alla settimana senza Stories.

 

COME USARE LE STORIES

Non esiste una regola fissa, dipende molto da che tipo di attività svolgi e come vuoi impostare la tua comunicazione. I primi due esempi che mi vengono in mente sono l’utilizzo per un fotografo e quello per un blogger.

Nel caso del fotografo puoi far vedere il backstage di un servizio fotografico, quindi magari fare Stories mentre si sta scattando o durante la preparazione. Tenere alta l’attenzione dei propri follower sul lavoro che si sta facendo. Interessante è anche fare le Stories durante la fase di post-produzione dei propri scatti.

Nel caso del blogger (mettiamo un Tech Blogger) invece le Stories possono essere usate per lanciare delle rubriche (ad esempio: Pillole di Facebook) dove magari uno spiega qualche trucco per fare una determinata cosa o magari una mini-recensione su un prodotto/servizio. Usare le Stories per avvisare i propri follower che stai scrivendo un nuovo post o che è uscito un nuovo pezzo sul tuo blog.

Insomma le Stories sono ottime per far vedere come lavori ma anche per far vedere la tua “parte umana”, gli strumenti per rendere interessanti le Stories ci sono dove metterci solamente la vostra fantasia.

Inoltre le Stories sono molto utile per tenere “vivo” il proprio account anche quando non abbiamo nessuna foto da pubblicare nel nostro feed.

 

CONCLUSIONI

Le Stories sono sempre più orientate al business e a confermalo è anche un articolo di TeckCrunch:”Instagram injects 2X bigger Stories previews mid-feed”, quindi ignorare le Stories non è una mossa molto furba.

Tu persona comune, ma anche te Social Media Qualcosa, cosa ne pensi delle Stories di Instagram? Le trovi utili o inutili? Lascia il tuo contributo nei commenti sotto questo post.

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Come organizzare un viaggio con Google Maps

Quando dobbiamo organizzare un viaggio, che sia per piacere o per lavoro, la cosa più importante è la pianificazione per non lasciare niente al caso.

Esistono diversi tool per pianificare i propri viaggi ma quello che io trovo più utile è il caro e vecchio Google Maps. Si hai letto bene, Google Maps, quello che solitamente la gente usa per vedere il tragitto per andare da A a B o per vedere una determinata località con Street View.

Con Google Maps puoi fare molto di più per i tuoi viaggi e per farlo ti basterà avere solamente un account Google, un computer e uno smartphone, se avete anche una macchina con un navigatore compatibile allora l’utilizzo diventa ancora più interessante.

 

ORGANIZZIAMO IL NOSTRO VIAGGIO

Abbiamo deciso di organizzare un viaggio di piacere, magari per il prossimo week end, magari ad Arezzo. Bene allora la prima cosa che dobbiamo fare è andare su Google Maps e trovare il percorso migliore per arrivare.

Il percorso migliore per andare da Roma ad Arezzo è quello che segna 218 km (in 2 ore e 24 minuti) per arrivare a destinazione. Ora dobbiamo cercare un hotel e dei ristoranti dove mangiare, per farlo basta zoomare sulla città di destinazione e vedere  cosa riusciamo a trovare.

 

 

Ecco ad esempio possiamo andare a mangiare da Porcavacca (se capitate per Arezzo ve lo consiglio) quindi salviamo la posizione del locale in maniera di averla in evidenza quando apriremo la mappa, per farlo vi basterà cliccare sull’icona del ristorante sulla mappa e poi cliccate sul tasto Salva (che trovate nella colonna di sinistra).

La stessa procedura la potete ripetere per ogni attività commerciale che è registrata su Google Maps (come ad esempio Hotel). Una volta che avete definito il vostro viaggio, quindi avete deciso il tragitto e i punti d’interesse, sarebbe comodo avere tutto sul vostro smartphone o tablet (andare in giro con il portatile non è proprio comodo).

Si può fare tranquillamente, basta cliccare sul tasto “Invia al Telefono” che trovate nella colonna a sinistra. Se vuoi capire come si può mandare il percorso appena calcolato al computer al tuo smartphone, tablet o auto (si hai letto bene: AUTO) leggi qui:”Google Maps: invia i tuoi itinerari dal PC allo smartphone” oppure leggi qui: “Inviare le indicazioni stradali al telefono, all’auto o al tablet”.

 

CONCLUSIONE

Insomma una soluzione rapida ed efficace per organizzare al meglio i vostri viaggi usando dei tools affidabili e gratuiti messi a disposizione da Google. Voi cosa usate quando dovete organizzare i vostri viaggi? Avete mai pensato ad usare Google Maps ? Lasciate il vostro contributo nei commenti sotto questo post.

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Come scegliere il migliore tema wordpress per il tuo blog

Il successo di un blog è determinato dai suoi contenuti, vero, ma anche l’aspetto conta. Quindi scegliere il giusto tema può fare la differenza per il vostro blog.

Quando decidiamo di aprire un blog dobbiamo pensare a molte prima di andare online, una di queste cose è l’aspetto grafico che vogliamo dare al nostro blog. La scelta non è facile ne può essere fatta in maniera superficiale.

Se usi WordPress avrai sicuramente notato che esistono tanti, forse troppi, temi per wordpress e questa è già una prima difficoltà. Infatti la pigrizia potrebbe portarci a scegliere una tema a caso e questo potrebbe essere dannoso per il nostro blog.

La scelta di un tema non determina solamente l’aspetto che avrà il vostro blog, ma avrà un peso importante anche sulle sue prestazioni. Molti temi risultano “pesanti” e questo potrebbe rallentare la velocità del vostro blog, altri pericolosi.

Quando andiamo a scegliere un tema la prima cosa che dobbiamo andare a vedere è quando è stato fatto l’ultimo aggiornamento, se trovate un tema che non viene aggiornato da 5 anni è meglio lasciarlo perdere, potrebbe essere fonte di guai.

Inoltre alcuni temi hanno delle funzionalità che per alcune tipologie di blog non vanno bene mentre per altre si, quindi come vedete la scelta di un tema non è proprio una cosa scontata e veloce. Quindi come si fa per scegliere il tema migliore per il nostro blog ? 

 

 4 CARATTERISTICHE DA CONSIDERARE

Quando dobbiamo scegliere il tema per il nostro blog dobbiamo tenere in considerazione soprattutto tre cose:

 

TEMA LAYOUT RESPONSIVE

Un tema per essere preso in considerazione deve essere Layout Responsive, ovvero deve essere un tema che si deve adattare anche alla visione su dispositivi Mobile (smartphone, tablet). Il blog deve avere delle buone prestazioni e deve essere facilmente fruibile sia nella versione Desktop che nella versione Mobile.

Tutto questo è fondamentale perché Google ha aggiornato il suo algoritmo e va a penalizzare quei siti/blog che non sono Layout Responsive.

 

CHE BLOG DEVI CREARE ?

Come abbiamo detto prima esistono molti temi wordpress e alcuni vanno bene per una tipologia di blog e altri no, questo significa che alcuni temi sono strutturati e hanno funzionalità che vanno bene per un Food Blogger e non per un blog sulla fotografia. Quindi capite bene cosa volete fare.

 

FEEDBACK

Prima di installare il nuovo tema controllate sempre che feedback hanno lasciato altri utenti, le recensioni spesso lasciano il tempo che trovano perché possono “taroccate” però molte volte sono anche utili per capire la bontà di un tema

 

AGGIORNAMENTI

Un tema che viene aggiornato spesso è segno che ha una community attiva alle spalle e che il progetto è ancora vivo, un tema che non viene aggiornato da 5 anni significa solo una cosa: NON INSTALLARE !!

 

CONCLUSIONI

Questi sono i piccoli accorgimenti che devi avere quando decidi di aprire un blog su WordPress (non mi dire che stai su blogger…ma dai !!?!?!), perché quando decidi di buttarti nella blogosfera non puoi lasciare niente al caso.

Hai domande ? Dubbi ? Quale tema usi (o vorresti usare) per il tuo blog ?  Sfrutta i commenti sotto questo post per lasciare il tuo contributo.

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Come modificare l’impostazioni di rete con un file .BAT

Quando lavori con il tuo portatile una delle cose più noiose che puoi avere è quella di cambiare continuamente a mano l’impostazioni della tua scheda di rete.

Lavori come consulente quindi non è detto che tu sia fisicamente sempre nello stesso posto di lavoro, oggi puoi lavorare da casa, domani dal tuo ufficio a Roma e dopo domani sei dal cliente. Ogni posto avrà la sua configurazione per accedere alla rete e questo significa che ogni volta dovrai andare a modificare l’impostazioni della tua scheda di rete a mano.

Una bella rottura vero? Una rottura che si può automatizzare con un semplice file batch (quelli con estensione .BAT). I file .BAT esistono da sempre, se hai usato il DOS sicuramente li ricordi, e dopo tanti anni ancora resistono anche se nella maggior parte dei casi sono stati dimenticati.

 

CREARE IL FILE .BAT

Creare un file .BAT non è una cosa impossibile, ne devi essere un mago della programmazione, basta consultare il tuo amico GOOGLE per capire come fare e quali comandi usare. Nel caso specifico andremo a vedere come impostare una scheda di rete in DHCP (ovvero per ottenere l’indirizzo IP in maniera dinamica) e come impostare una scheda di rete con IP Statico.

 

IMPOSTAZIONE DHCP

 

netsh interface ip set address name=”Connessione alla rete locale (LAN)” source=dhcp

netsh interface ip set dns name=”Connessione alla rete locale (LAN)” source=dhcp

 

La prima riga indica che la vostra scheda di rete dovrà essere impostata su DHCP, quindi per acquisire l’indirizzo in maniera dinamica, la seconda riga invece imposta il vostro DNS sempre in DHCP. Fate attenzione dove vedete scritto “Connessione alla rete locale (LAN)“, non è messo a caso infatti quello è il nome esatto della scheda di rete del mio computer. Se invece voi l’avete chiamata “PIPPO” allora dovrete scrivere: netsh interface ip set address name=”PIPPO” source=dhcp . 

Una volta scritto queste informazioni salvate il file con estensione .BAT e il file verrà creato e sarà pronto per essere utilizzato.

 

IMPOSTAZIONE IP STATICO

 

netsh interface ip set address name=”Connessione alla rete locale (LAN)” source=static addr=192.18.1.23 mask=255.255.255.0 gateway=192.168.1.1 gwmetric=0

netsh interface ip set dns “Connessione alla rete locale (LAN)” static 192.18.1.200 Primary

 

In questo caso i comandi sono uguali alla situazione precedente solo che alla voce SOURCE abbiamo messo STATIC e poi abbiamo aggiunto la voce: addr=192.18.1.23 mask=255.255.255.0 gateway=192.168.1.1 gwmetric=0 . Qui andremo ad aggiungere i dati della nostra rete:

 

  • Indirizzo di rete
  • Maschera
  • Gateway
  • Metrica del Gateway

 

Anche in questo caso una volta scritto queste informazioni salvate il file con estensione .BAT e il file verrà creato e sarà pronto per essere utilizzato.

Per fare tutto questo non dovete installare nessun programma costoso, vi basterà usare il Notepad di Windows.

 

CONCLUSIONI

Si lo so è un metodo rudimentale e che esistono migliaia di programmini che fanno la stessa cosa, ma voi vi fidate di quei programmini? Non è più bello creare un “programmino” vostro e magari personalizzarlo?

Ad esempio guardate cosa ha fatto Marco Procida con un file .BAT: “Ho migliorato la lettura di Wired.it

Se avete domande e se non vi è chiaro qualcosa potete sfruttare i commenti sotto questo post.

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Influencers o Markettari ?

Influencers o Markettari ? Bisogna scegliere perché la differenza è netta, anche se spesso e volentieri le persone tendono a sovrapporre le due figure.

Prima di andare avanti voglio chiarire una cosa, questo non è un post contro chi fa le markette tramite i propri canali Social o tramite il proprio blog, ma è un post contro chi fa markette in maniera non chiara andando ad ingannare i lettori.

Ingannare il lettore è la cosa più sbagliata che si possa fare perché il lettore, specialmente quello fidelizzato, ripone fiducia in te Influencer/Blogger/Web Star/Guru e quindi spacciare un post sponsorizzato per un post spontaneo è una delle cose peggiori che si possa fare per perdere credibilità.

 

INFLUENCER O MARKETTARO ? L’IMPORTANTE È ESSERE ONESTI

L’Influencer è colui che con il suo parere influenza la “massa”, il suo però non è un parere superficiale ma approfondito (o almeno si spera). Se Tizio dice che il software A è il migliore sulla piazza per fare una determinata cosa, si presume che Tizio l’abbia spulciato per bene (e per lungo tempo) il software A.

Tutti possono essere influencer, non c’è bisogno di avere 10000 fan sulla Pagina di Facebook anzi non c’è proprio bisogno di essere su Facebook (di solito i migliori frequentano poco i Social).

Gli Influencer da Social, quelli che prendono migliaia di like per ogni cazzata che pubblicano, invece influenzano le masse con il loro parere parlando di cose che spesso e volentieri conoscono in maniera superficiale o per niente.

Ecco, loro sono quelli che varcano la sottile linea rossa sconfinando nel territorio dei markettari, quelli che: “parlo di tutto basta che mi paghi”. Alcuni adottano questa filosofia ma lo fanno in maniera trasparente (utilizzando il famoso hashtag #adv),  altri no.

Qui arriviamo nel fantastico mondo dei markettari spesso spacciati come Influencer, ma che in realtà sono lontani anni luce da questo mondo . Il markettaro è quello che fa la foto alle scarpe che gli sono state spedite e la pubblica su Instagram, il markettaro è quello che pubblica video su Facebook parlando di prodotti FANTASTICI che poi in realtà non ha mai usato.

Il vero problema è che questi personaggi solitamente hanno un largo seguito (vuoi perché hanno una buona parlantina o vuoi perché hanno messo mano al portafoglio e si sono comprati il proprio seguito) che mette like, condivide e qualcuno segue anche i consigli di questi “GURU“.

Il markettaro viene sempre pagato per i suoi post che raggiungono mediamente 10000/15000 like, ma quanti di questi like si convertono in vendite? Come fanno le aziende a quantificare il lavoro di questi markettari ?

 

CONCLUSIONI

Voi cosa ne pensate di questa situazione che, secondo me, sta sempre di più sfuggendo  di mano sia alle “Web Star” che alle Aziende? Come vi comportate davanti a un post palesemente sponsorizzato ma che viene spacciato per spontaneo?

Lasciate i vostri pareri e/o esperienze nei commenti sotto questo post, sempre se volete !

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