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Come creare un post evergreeen

 

Quando apri un blog devi tenere conto che esistono due tipi di post, quelli che io chiamo “one-shot” e gli “evergreen”.  I primi sono post con una vita breve, mentre i secondi possono portare traffico per mesi o per anni.

 

Cosa determina se un post è one-shot o se è evergreen ? Nella mia esperienza da blogger (dal 2009) ho potuto notare le seguenti cose:

 

POST ONE-SHOT

 

  1. L’argomento del post è un trend nel momento della pubblicazione per poi passare di moda dopo qualche settimana
  2. Il post non rispetta le regole SEO e quindi non riesce a “trovare spazio” sui motori di ricerca, quindi niente traffico organico
  3. L’argomento del post non interessa, o è scritto male, e quindi non attrae traffico

 

Naturalmente i post one-shot non sono il male anche loro portano traffico, anche se per un periodo più breve, certo se riusciamo a scrivere più post evergreen la salute del nostro blog migliorerà e di molto.

 

POST EVERGREEN

Il post evergreen è l’opposto di quello one-shot quindi avrà le seguenti caratteristiche:

 

  1. Tratta un argomento che genere un notevole interesse
  2. Rispetta le regole SEO e quindi riesce a collocarsi bene nei motori di ricerca
  3. Il post è interessante e scritto bene

 

COME HO CREATO IL MIO POST EVERGREEN

Esattamente 2 anni fa (20 febbraio 2015) ho creato il mio post evergreen che ad oggi ha portato sul mio blog circa 40000 visite con una media di 1666 visite mensili e un picco di 3091. Sto parlando del post “Le 5 migliori telecamere IP“.

Di queste 40000 visite il 99% arrivano dai motori di ricerca, quindi con un traffico organico, mentre i Social Media hanno avuto un ruolo minore (se non proprio inesistente). Infatti questo post è stato condiviso sui Social solo il giorno della pubblicazione, dopo non ho più effettuato “azioni di marketing”.

Infatti se andiamo ad analizzare il post con Buzzumo le condivisioni sui Social sono poche, molto poche.

 

Post Evergreen

 

Quindi se vogliamo puntare ad un post evergreen dobbiamo scrivere un post che generi traffico organico, ovvero se qualcuno scrive su Google una ricerca il primo sito ad uscire deve essere il nostro. Con il post “Le 5 migliori telecamere IP”  ha funzionato (e funziona) così, il post esce sempre in prima o seconda posizione nella prima pagina o comunque sempre in prima pagina.

Queste che vado ad elencare sono le keywords che portano traffico (ormai da 2 anni) sul mio blog:

 

  • migliore telecamera ip motorizzata
  • telecamera ip motorizzata esterno consigli
  • migliori videosorveglianza wifi
  • migliori telecamere da esterno
  • le migliori ipcam
  • telecamera ip motorizzata esterno consigli
  • migliori telecamere ip

 

Queste sono solo alcune delle combinazioni di ricerca che hanno reso il post “Le 5 migliori telecamere IP” un post evergreen.

 

TUTTO BELLO MA IN PRATICA COME BISOGNA FARE ?

Quando due anni fa ho deciso di scrivere il post “Le 5 migliori telecamere IP” venivo da un periodo di studio dell’argomento (quindi le telecamere IP) perché avevo intenzione di comprarle, e non volevo andare alla cieca.

Siti dove spiegassero bene cosa fossero e come funzionassero le telecamere IP ne ho trovati veramente pochi, la maggior parte sono pieni di banner pubblicitari o link di affiliazione (la giusta tecnica per far scappare il lettore come ho scritto anche qui) e poche informazioni, altri siti proponevano post veramente scarni però in mezzo a tutta questa fuffa qualche sito decente l’ho trovato.

Quindi pensai che un post sulle Telecamere IP (che oltre a consigliare quali comprare spiegasse anche il funzionamento) potesse tornare utile e per scriverlo mi sono mosso in questa maniera.

 

GOOGLE TREND

Normalmente quando inizio a scrivere un post faccio sempre qualche ricerca per vedere se l’argomento che andrò a trattare è interessante oppure no e per farlo utilizzo Google Trend. Quando due anni fa ho fatto la ricerca per le telecamere IP questo è stato il risultato.

 

 

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Nel 2015 il picco era alto e in crescita, quello che vedete dopo è una previsione che però non ha influito in maniera negativa sul post. Quindi una volta che hai verificato che l’argomento è “interessante” adesso ti tocca solamente scrivere il post.

 

UN TITOLO PER ATTIRARLI, UN TITOLO PER AFFASCINARLI, UN TITOLO PER SODDISFARLI E AL BLOG FIDELIZZARLI

L’attenzione di un lettore si attira nei primi 10 secondi se non ce la fai in questo tempo allora è un lettore perso. La prima cosa che viene letta è il titolo, quindi dobbiamo crearne uno  che attiri il lettore magari puoi provare anche un titolo pompato, ma in questo caso rischi che se il contenuto del post non è all’altezza di quello che hai scritto nel titolo la tua reputazione vacilli.

Un buon titolo? Un titolo che sia un’anteprima di quello che scriverai nel post e che incuriosisca il lettore.

 

CREARE UN POST UTILE

Ora arriva la parte più difficile ovvero creare il post, o meglio creare un post utile. Infatti non basta scrivere un post di due righe e mettere qualche link (magari di affiliazione). Ecco come ho fatto io.

La prima parte del post è una spiegazione di cosa sono e come funzionano le telecamere IP, quali sono le tipologie e il significato degli eventuali acronimi. Una volta che hai aiutato il lettore a capire meglio una cosa puoi presentare gli eventuali prodotti/servizi.

Nella seconda parte ho inserito le 5 telecamere (che poi sono diventate 6) che ritenevo migliori considerando anche un rapporto qualità/prezzo (cercando comunque di toccare varie fasce di prezzo). Ora se hai eseguito bene la prima parte e se hai un account di affiliazione (nel mio caso Amazon) puoi pensare di mettere invece del classico link il tuo link di affiliazione.

Che risultati otterresti? Lo spiego nel seguente post: “[Case Study]: Affiliazione Amazon, ecco come guadagnare con un solo post“.

Nella terza, ed ultima parte, puoi lasciare eventualmente spazio ad un breve riassunto e alle conclusioni invitando i lettori ad utilizzare i commenti sotto il post se hanno domande.

Non dimenticarti di dare una “spolverata di SEO” al testo, utilizzare i tag giusti, foto di qualità e personalizzare l’url del post.

 

AGGIORNARE IL POST

Una volta che il post è pubblicato non lo devi abbandonare ma ogni tanto una mano di vernice fa sempre bene per tenerlo vivo.

 

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Infatti dopo 1 anno dalla pubblicazione ho ripreso il post e ho dato una mano di vernice, in particolare le cose che ho cambiato sono state le seguenti:

 

  1. La foto scegliendone una migliore
  2. Ho migliorato il testo
  3. Aggiunto un prodotto
  4. Verificato che i link ai prodotti fossero ancora validi

 

Aggiornare il post periodicamente è una abitudine che dovete prendere se volete mantenere i vostri post sempre freschi.

 

CONCLUSIONI

Questo è quello che ho fatto io per creare (e mantenere) un post evergreen e visti i risultati penso di aver fatto bene. Voi cosa ne pensate? Avete suggerimenti o critiche (costruttive) da fare ? Sfruttate i commenti sotto questo post per il vostro contributo.

Naturalmente, con le opportune modifiche, potete applicare quanto detto a un video su Youtube (se vi interessa l’argomento vi consiglio di leggere questo post di Francesco Menghini: “COME AUMENTARE GLI ISCRITTI SUL TUO CANALE YOUTUBE“) oppure quando dovete pubblicare una foto.

 

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[BLOG E ALTRI DISASTRI]: Ovvero come ti faccio scappare il lettore

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Oggi voglio tirare le orecchie a tutti quei blogger che mettono in piedi delle “strategie” che si vedono lontano un miglio che sono fallimentari. Nel mondo del blog non importa quanti attestati hai attaccati in cameretta, spesso è il buon senso a fare la differenza.

 

Sono un blogger dal lontano 2009 e in questi anni ne ho visti blog (qualcuno arrivare al successo altri chiudere dopo pochi mesi) e ne ho viste di “strategie” per portare traffico al proprio sito, alcune erano veramente geniale altre erano delle cazzate enormi.

 

Twittami: Nel mondo del blog non importa quanti attestati hai attaccati in cameretta, spesso è il buon senso a fare la differenza. #toxnetlab

 

In questi anni anche io ho fatto molte cazzate con il blog perché ho sperimentato, del resto ho sempre considerato il mio blog un laboratorio (per questo si chiama Toxnetlab), e come si dice chi fa sbaglia e sbagliando si impara ma perseverare è diabolico !!!

 

PRENDI FIATO E RAGIONA

Come dicevo inizialmente non esistono delle regole scritte ma spesso è il buon senso che ti salva, specialmente quando non hai esperienza, e nel 2017 ci sono tre cose che da lettore (ma anche da blogger) mi mandano in bestia e mi fanno mettere nella black list un blog.

 

TITOLI POMPATI

I titoli pompati, o come si dice in gergo tecnico clickbaiting, è una delle tecniche che fa incazzare di più il lettore. Titoli che ti promettono la luna e poi leggendo il contenuto ti accorgi che la luna non la vedrai neanche in foto.

Siamo nel 2017 si sono scritti migliaia di post su quanto sia dannosa questa tecnica, ma niente il “blogger furbo” la continua ad usare perché quando vede il picco di visite su Google Analytics si eccita poi non importa se nei giorni successivi il blog assomiglia al deserto del Sahara a lui piace così, quel numerone gli serve per fare il coatto con gli amici.

 

“Le tue uniche poche erezioni le hai quando fai le visualizzazioni – Marracash

 

Recentemente ho letto questo articolo, “Consigli per non cedere al clickbait e generare valore“, che ti spiega come non cedere al lato oscure del clickbait e fare comunque i numeri.

 

BLOG MARKETTARI

Va bene la marketta, va bene il banner della tua affiliazione ma se questi vengono usati con moderazione. Se io arrivo su un blog e mi devo fare largo in una giungla di banner per riuscire ad arrivare al post che desidero leggere (manco fossi Indiana Jones nei “Predatori dell’Arca perduta”), allora no non va bene.

Anche il mio blog ha un banner di affiliazione (UNO SOLO), anche io ogni tanto faccio post-marketta ma prima ne ho scritti tanti free (e spero anche utili).

Se nel tuo blog pubblichi 10 post al mese e di questi 9 sono markette (neanche in linea con il tuo blog) allora non va bene. Io non dico di non fare markette o mettere banner ma moderatevi, poi fate come vi pare ma non vi lamentate se poi la gente usa AdBlock.

 

MI CHIEDI LA CONDIVISIONE? ALMENO FAMMI FINIRE DI LEGGERE !

L’ultima porcata che ho visto su un blog è la richiesta di condivisione prima di leggere tutto il post, altrimenti niente post (quasi un ricatto).

 

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Ecco questo è quello che mi sono trovato davanti mentre stavo leggendo un post (anche interessante): ti chiediamo gentilmente di supportarci sui social network.  Vuoi portare traffico al blog? Vuoi generare engagement ? Pensi che questa CtA (Call to Action) si efficace?

Mi dispiace infrangere i tuoi sogni di gloria ma lo stai facendo male e ripeto questa tecnica mi sa di ricatto, tu condividi e io ti faccio finire di leggere il post. Lo sai che risultato hai ottenuto My Friend (come direbbe Montemagno) ?

 

 

Il post non l’ho condiviso e sul tuo blog non tornerò più, bravo ottima strategia bravo !! Poi non venite a piange che i blog non servono a niente, che non portano clienti e che non riuscite a guadagnare con il blog perché la colpa è solo vostra !

 

CONCLUSIONI

Per attirare un lettore sul tuo blog ci vuole tanto lavoro, per fidelizzarlo devi sudare le famose 7 camicie, per renderlo un “ultrà” che ti fa pubblicità devi sputare il sangue ma per farlo scappare ci vuole poco anzi pochissimo !

 

Twittami: Come si misura il successo di un blog? No con le views ma se il lettore arriva sul tuo blog “povero” e va via “ricco” di contenuti. #toxnetlab

 

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I blogger sono i più odiati

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Siamo nel 2017 ma ancora quando parli di blog, e di come la figura del blogger possa essere una figura professionale, c’è ancora qualcuno che storce il naso o se la ride prendendoti per il culo. Il vero problema è che spesso sono gli stessi “addetti ai lavori” che lo fanno.

 

Le stesse aziende che usano i blog per vendere i propri prodotti usano il mezzo, ma deridono chi lo usa (i blogger appunto). Solitamente in azienda non si sceglie un professionista (ad esempio un consulente  esterno) per gestirlo, ma si affidano allo stagista di turno (o a quello che in azienda “scrive meglio) e poi ?

Poi succede che il blog non decolla, le vendite non aumentano e la colpa è del blog (o dei social media) che sono inutili, una grossa perdita di tempo. Francesco Ambrosino ha scritto un post molto interessante (che ti consiglio di leggere) dove dice la seguente cosa:

 

“Si, fare il blogger è un lavoro, e anche complesso !”

MA CHI SONO VERAMENTE I BLOGGER ?

No, non è una figura mitologica metà uomo e metà tastiera, ma è un vero professionista che non è solamente capace a scrivere in italiano (cosa fondamentale). Il blogger, quando deve scrivere un nuovo pezzo, deve prima di tutto studiare l’argomento.

 

Tweet: Il blogger non è una figura mitologica metá uomo e metá tastiera !! #toxnetlab

 

Studiare l’argomento, cercare le fonti attendibili e approfondire (che può essere riassunta come fase preparatoria) è una delle fasi più lunghe e complesse che un blogger deve affrontare se vuole risultare credibile, se vuole essere professionale.

Una volta terminata questa prima fase si passa a quella della scrittura che può essere divisa in questa maniera:

 

  1. Bozza
  2. Verifica
  3. Correggi errori
  4. Bozza
  5. Verifica
  6. Correggi errori
  7. Bozza
  8. Verifica
  9. Pubblica

 

Abbiamo finito? Assolutamente no, perché tra il punto 8 (verifica) e il punto 9 (pubblica) dobbiamo inserire la cura della grafica del post.

 

“Prendo una foto da google immagini, perché li sono tutte gratis, anche a bassa risoluzione (così non pesa tanto) e la metto nel post – La voce del Popolo” 

 

SBAGLIATO !!! Ok ho capito non sei un grafico, non sei un fotografo ma il vero blogger deve avere anche una “piccola” infarinatura. Iniziamo a sfatare qualche mito.

 

GOOGLE IMMAGINI – FOTO GRATIS

Non è vero che le foto che trovi su Google Immagini sono TUTTE GRATIS, fate molta attenzione perché il proprietario di una foto si potrebbe far girare le palle (nel dubbio mettete sempre un link di riferimento all’autore).

Se volete andare sul sicuro, trovare foto belle e gratis potete provare su questi siti, io li uso frequentemente e mi sono sempre trovato bene.

 

 

Questi sono solo alcuni dei siti che potete trovare sul web, se ne conoscete altri scrivete nei commenti sotto questo post il loro indirizzo.

 

FOTO CON RISOLUZIONE BASSA

Vedere una foto in bassa risoluzione, tutta sgranata che non si distinguono i soggetti credimi non è una bella cosa, anche su un blog. Ora se tu pensi di prendere una foto a bassa risoluzione perché così pesa poco, e tu hai sentito che le foto devono pesare poco così il blog è più veloce, allora ti stai sbagliando.

Ti stai sbagliando a prendere una foto a bassa risoluzione, scegli una bella foto con una risoluzione decente (anche alta) e poi la passi qui: https://tinypng.com/.

Questo strumento web ti rende “più leggera” la foto senza perdere niente in qualità, ottima vero !!??!!

 

TO BE CONTINUED…

Una volta che  finalmente il povero blogger ha pubblicato il suo post non ha finito di lavorare (si hai capito bene lavorare) ma dovrà occuparsi delle Pubbliche Relazioni 2.0, infatti i motori di ricerca sono importanti per spingere i propri post ma non si vive di solo SEO.

Il blogger dovrà spingere i propri post sui vari Social Media senza diventare uno spammer rompi balle e credetemi la linea tra attività di Pubbliche Relazioni e Spammer è molto, ma molto sottile.

 
Tweet: Non si vive di solo SEO #toxnetlab

 

A questo punto il blogger deve anche interagire anche con i suoi colleghi blogger perché come ho scritto in un mio post “Nessun blogger è un’isola”. E dopo che hai fatto tutte queste cose hai finito? No, devi studiare costantemente, perché il web è sempre in evoluzione, e poi ricominciare il ciclo cercando di migliorare sempre.

 

IL BLOGGER È LA FIGURA PIÙ ODIATA

Potrei stare qui ore a parlare di quanto sia importante la figura del blogger nel web, ma tanto resterà sempre la figura più odiata del web e più professionalmente bistrattata.

 

“La verità è che certa gente ti odia sempre Tanto vale farsi odiare facendo quello che ami veramente”

 

La scorsa settimana su Twitter ho lanciato un sondaggio dove chiedevo quale tipologia di blogger fosse la più odiata, questo è stato il risultato:

 

 

I Fashion Blogger si sono piazzati primi con il 58% dei voti, niente di strano, ma quello che mi ha sorpreso è che al secondo posto ci sono i Tech Blogger con il 19% dei voti. Invece i Food Blogger, che mi aspettavo al secondo posto subito dopo i Fashion Blogger, ultimi (quindi i meno odiati) con un misero 10%.

Tu invece quale categoria di blogger non sopporti? Lascia, se vuoi, il tuo voto nei commenti sotto questo post.

 

CONCLUSIONI

Alla fine  tutti vogliono essere blogger ma nessuno lo ammetterà mai, perché tanto, in Italia, i blogger saranno sempre visti o come il ragazzino brufoloso che scrive al computer o come lo scroccone che si vende per una recensione.

Tu cosa ne pensi? Sei un blogger o uno di quelli che non li sopporta? Se vuoi lasciare il tuo parere e dire cosa ne pensi  puoi sfruttare i commenti sotto questo post, se invece vuoi approfondire puoi leggere anche questi post:

 

Quanto costa una recensione ?

Cosa non sopportate dei bloggers ?

 

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2 plug-in per gestire al meglio i commenti

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I commenti sono molto importanti per un blog perché grazie a loro possiamo capire molte cose su come sta andando il nostro blog oppure possono essere uno spunto per nuovi post.

 

Insomma i commenti sono per il blog una vera e propria linfa vitale e se vogliamo possono essere anche un indicatore di salute per il nostro blog, ma quello di gestire i commenti non è un lavoro facile. Recentemente la Cassazione ha dichiarato che “Chi amministra un portale di qualsiasi genere su Internet è responsabile dei commenti lasciati dai lettori“.

Capite bene che diventa importante, se non vitale, gestire al meglio i commenti che i nostri lettori lasciano sotto i nostri post. Se usate WordPress avete già integrato un gestore dei commenti molto efficace, ma se cercate qualcosa di più allora dovete affidarvi a qualche plug-in esterno. Io ne ho individuati 2 che secondo me fanno il loro lavoro in maniera onesta.

 

IL DUO DELLE MERAVIGLIE

Prima di andare avanti volevo specificare una cosa, secondo me, molto importante che si può applicare nella gestione dei commenti ma ance nel web in generale.

 

“NESSUN PLUG-IN O SOFTWARE RIUSCIRÀ MAI A SOSTITUIRE IL BUON SENSO DI UNA PERSONA”

 

Quindi non affidatevi al 100% a questi plug-in, ma cercate di mantenere sempre il controllo del vostro blog.

 

DISQUS

Disqus forse è il plug-in più famoso per la gestione dei commenti, può essere scaricato cliccando su questo url: https://wordpress.org/plugins/disqus-comment-system/ 

Questo plug-in è molto facile da utilizzare ma allo stesso tempo è un gestore dei commenti professionale che semplifica la vita del povero amministratore del blog. Una peculiarità di Disqus è che indicizza i commenti all’interno dei motori di ricerca migliorando, migliorando la SEO dei nostri post e quindi aumentando la visibilità del nostro blog.

Altra funzione molto interessante è l’Auto-Sync (tra Disqus e il database di WordPress) che permette il backup di tutti i commenti sul blog.

 

FACEBOOK

I commenti di un blog possono essere gestiti anche tramite Social Network e secondo voi poteva mancare Facebook ? La risposta è scontata ed è no, tanto che potete trovare il plug-in per gestire i commenti tramite il Social di Mark a questo url: https://wordpress.org/plugins/facebook-comment-by-vivacity/

Utilizzare questo plug-in aiuta molto per la gestione dei commenti, ma anche per aumentare la visibilità dei propri post visto che i commenti lasciati sul blog e quelli lasciati su Facebook vengono integrati.

Inoltre, grazie al fatto che si può commentare tramite il proprio account di Facebook, invogliano i lettori a lasciare un commento sotto il post senza lasciare Facebook e senza registrarsi lasciando la propria email. Inoltre ci sono molte opzioni di personalizzazione (anche a livello grafico) che rendono questo plug-in uno dei più appetibili.

Questi non sono gli unici plug-in per gestire i commenti, ne esistono tanti altri, ma per me questi sono i migliori per avere una gestione pulita ed efficace dei commenti. Il plug-in che invece proprio non mi è piaciuto è quello dei commenti tramite Google Plus.

L’ho usato per un breve periodo e poi l’ho disinstallato subito perché l’ho trovato troppo casinaro e quando iniziano ad essere molti i commenti diventa veramente difficile gestirli.

 

CONCLUSIONI

Gestire un blog non è, anche se molti pensano il contrario, una passeggiata quindi diventa fondamentale avere gli strumenti giusti per semplificarci la vita. I commenti sono la linfa vitale per un blog, ma possono essere anche letali.

 

“I COMMENTI SONO LA LINFA VITALE PER UN BLOG”

 

Se vuoi approfondire il discorso “commenti” e capire come sfruttarli al meglio allora ti consiglio di leggere anche questi post:

 

 

Voi quale plug-in usate (se ne usate)? Lasciate i vostri contributi nei commenti sotto questo post.

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Cos’è Depop e come si usa l’applicazione per riciclare i regali

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Cos’è Depop ? È l’applicazione per vendere e comprare con un solo click. Utile per riciclare regali non graditi, o se dovete vendere dei vecchi oggetti che non usate più, ma anche per comprare oggetti, usati, ma interessanti a pochi euro.

 

Se durante questo Natale avete ricevuto regali orribili allora vuole dire che non avete letto il mio post “Ecco perché (e come) usare le liste su Amazon“, ma potete rimediare andando a scaricare l’applicazione Depop, che è disponibile sia per iOS e sia per Android, per vendere quei regali poco graditi.

 

VENDERE CON DEPOP IN POCHI CLICK

Una volta che avete scaricato l’applicazione vi dovete registrare o tramite il vostro account Facebook o tramite email. Nel secondo caso dovrete riempire un form con le solite informazioni (Nome, Cognome, email etc..).

 

CARICA LA FOTO

A questo punto la fase di registrazione è finita e possiamo iniziare a vendere i nostri oggetti. La prima cosa da fare è scattare una foto dell’oggetto che vogliamo mettere in vendita, mi raccomando siate approssimativi in questa fase perché una foto fatta bene può fare la differenza.

Non è che dovete essere dei professionisti della fotografia ma cercate di rispettare almeno questi punti:

 

  • Inquadra bene il soggetto
  • Fai la foto in una stanza dove c’è una buona luce
  • Cerca di usare uno sfondo neutrale che non distragga

 

 

DESCRIVI COSA VUOI VENDERE

Una volta caricata la foto dobbiamo descrivere l’oggetto che vogliamo vendere (possiamo usare anche degli hashtags per migliorare la ricerca. Non ti serve scrivere poemi, anzi se riesci ad essere sintetico è anche meglio, l’importante è che fai capire in poche righe cosa vuoi vendere.

 

“Se vuoi vendere non devi dire cosa stai vendendo, ma cosa guadagnerebbero le persone nel comprarlo”

 

Se riesci ad invogliare le persone, descrivendo i vantaggi, allora hai più possibilità di vendere l’oggetto. Dopo la descrizione dove inserire il luogo dove vi trovate (se siete di Roma è meglio che i possibili acquirenti siano di Roma e non di Milano), poi dovete inserire la categoria dell’oggetto che volete vendere e la quantità.

A questo siamo arrivati alla fase cruciale determinare il prezzo, qui dovete stare attenti a non esagerare perché una caratteristica di questa applicazione è “acquistare a prezzi convenienti“. Una volta determinato il prezzo vi manca solo di definire se la consegna avverrà a mano o tramite spedizione.

 

 

Depop trattiene il 10% sulle vendite !! 

 

 

COMPRARE SU DEPOP

Depop non viene usato solamente per vendere ma puoi anche comprare, ad esempio se sei una aspirante fashion blogger puoi comprare gli abiti di Chiara Ferragni direttamente sul suo account ufficiale.

Comprare è ancora più semplice, infatti ti basta effettuare una ricerca per oggetto o per venditore, trovare l’oggetto desiderato e poi cliccare su compra. Per pagare puoi decidere se usare la Carta di Credito oppure Paypal.

La particolarità di questa applicazione è che troverete anche gli account dei così detti “VIP“, naturalmente dove stare molto attenti, perché come capita spesso sui Social, ai fake. Una volta che avete comprato e ricevuto l’ordine non vi dimenticate di lasciare una recensione, utile per aumentare la popolarità di chi vende ma anche molto utile per chi compra.

Infatti, almeno io faccio così, per evitare fregature è sempre bene guardare le recensioni sul venditore per capire se è uno affidabile oppure no.

 

CONCLUSIONI

L’aspetto dell’applicazione ricorda molto Instagram (sotto ogni oggetto c’è anche la possibilità di mettere un like o lasciare un commento), questa cosa la rende ancora più facile da usare (bastano veramente pochi secondi per capire come funziona).

Installazione veramente interessante da tenere sempre installata sul proprio smartphone, vendere e comprare non è stato mai così facile. Tu l’hai già usata questa applicazione ? Ne conosci altre simili? Lascia la tua opinione nei commenti sotto questo post.

 

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