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Caro blogger se vuoi emergere ti devi distinguere

Il web è un grande oceano dove puoi trovare molte (forse anche troppe) informazioni. Emergere con il proprio blog diventa ogni giorno sempre più difficile, specialmente se non stai portando niente di originale.

 

Ogni giorno (con una velocità disarmante) spuntano nuovi blog che nella maggior parte dei casi non arrivano neanche ad 1 anno di vita. Se prima la figura del blogger era ad appannaggio solamente dei nerd oggi, grazie anche alla semplicità con la quale si può aprire un blog, tutti vogliono aprire un blog per diventare il nuovo Aranzulla o la nuova Ferragni.

Se 10 anni fa era facile emergere con il blog oggi, a causa di questo overflow di informazioni, è più difficile specialmente se il tuo blog non ha una sua identità ben precisa.

 

DIVENTA IL BOTERO DEI BLOGGER

La scorsa settimana sono andato a vedere la mostra di Fernando Botero al Vittoriano (se passi per Roma ti consiglio di andarla a vedere, hai tempo fino al 27 agosto) e oltre le sue opere mi ha colpito una frase utilizzata per descrivere l’artista.

 

“…famoso e popolare in tutto il mondo per il suo inconfondibile linguaggio pittorico, immediatamente riconoscibile…..”

 

Inconfondibile linguaggio pittorico” e “Immediatamente riconoscibile” queste due caratteristiche sono, secondo me, l’arma vincente di Botero. In mezzo a tanti pittori il suo stile è unico, se vedete un suo quadro lo associate subito a lui.

 

Ecco quali caratteristiche deve avere il tuo blog se vuoi emergere: Inconfondibile linguaggio Immediatamente riconoscibile. Di blog che parlano del tuo stesso argomento (tech, cucina, fotografia, social media etc..) ne trovi quanti ne vuoi, ma sarà il tuo inconfondibile linguaggio a renderti immediatamente riconoscibile.

Lasciare il segno nella blogosfera non è facile ma non impossibile e alla fine è tutta una questione di stile, una volta trovato il proprio il tuo blog riuscirà a spuntare sopra a quei blog piatti e tutti uguali. Nella blogosfera italiana già esistono casi del genere, ad esempio il blog di Bennaker.com e quello di Marko Morciano sono due chiari esempi di blog con un loro stile inconfondibile che il lettore riesce a riconoscere subito.

 

CONCLUSIONI

Non esiste un manuale per diventare originali e creare il proprio stile, ognuno ha le sue tecniche e i suoi tempi. Quello che potete fare sono gli esercizi di stile, cioè provare e riprovare fino a quando non trovate la vostra strada.

E tu cosa vuoi essere? Un semplice e anonimo blogger oppure il Botero dei blogger ? A te la scelta !!

 

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3 errori da non fare nei commenti

 

 

Il blog è uno strumento di comunicazione bidirezionale e a renderlo tale sono i commenti che permettono al blogger di avere un filo diretto (quasi in tempo reale) con i lettori e viceversa.

I commenti sono la linfa vitale di un blog (come già scritto qui:”I commenti visti da un blogger”), uno strumento molto potente che permetterà al nostro blog di crescere e che migliorerà l’esperienza dei nostri lettori.

Naturalmente come per tutti gli strumenti così potenti c’è un “ma”. I commenti sono la linfa vitale per un blog, ma se non vengono usati bene possono essere anche l’arma che andrà a distruggere il blog. Per evitare che i commenti diventino lo strumento che porterà il nostro blog al fallimento dobbiamo evitare 3 errori comuni che ho visto in molti blog.

 

RISPONDERE IN RITARDO

Il primo errore che ho notato è quello di rispondere in ritardo ai commenti che vengono lasciati sul nostro blog e per ritardo non intendo qualche ora, ma un ritardo di qualche giorno se non settimane. Visto che i commenti solitamente vengono usati dai lettori per chiedere aiuto o chiarimenti rispondere con un forte ritardo non è il massimo della vita.

L’impressione che darete al lettore non è quello di essere “persone impegnate”, ma l’impressione sarà quella di avere poca attenzione per i vostri lettori.

 

NON RISPONDERE AI COMMENTI

Peggio di rispondere in ritardo c’è solamente non rispondere proprio e a questo la domanda nasce spontanea: perché avete attivato i commenti ? Se non avete voglia e/o tempo di rispondere ai commenti allora è meglio che non gli abilitate proprio sul vostro blog.

Certo il blog risulterà monco ma almeno non andrete ad illudere i vostri lettori e se proprio volete lasciare uno spiraglio di comunicazione lasciate  la vostra email nella sezione contatti del vostro blog, dove senza impegno risponderete ai vostri lettori.

 

CANCELLARE I COMMENTI

Non si può piacere a tutti e più il blog diventerà “famoso” e più aumenteranno i commenti critici (internet è piena di troll), l’errore che non dovete fare voi è quello di cancellare questa tipologia di commenti.

Rispondete sempre con garbo chiedendo spiegazioni, magari da un commento negativo può nascere qualcosa di buono per il vostro blog. Se poi notate che chi lascia un commento negativo lo fa solo per spalare merda sul vostro blog allora, in quel caso, dovete essere abili nel controbattere il troll di turno senza scendere al suo stesso livello.

 

CONCLUSIONI

Ti ritrovi in questi errori ? Hai visto blog che cadono di continuo in questi errori? Hai altri errori che ti infastidiscono come lettore ? Lascia il tuo contributo nei commenti sotto questo post, se invece vuoi approfondire la questione commenti ti suggerisco di leggere questi post:

 

 

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[BLOG E ALTRI DISASTRI]: Come rendere un post illeggibile

Blog e Disastri

 

Alcune volte mi capitano dei post che trattano argomenti interessanti, ma che non riesco a finire di leggere. Il motivo ? Pesantezza e noia durante la lettura del post.

Come può un post, che tu ritieni interessante, essere così pesante e noioso da non terminare di leggerlo? La domanda è lecita e la risposta è molto semplice: la formattazione e il linguaggio usato !! La formattazione di un post può fare la differenza (così come il linguaggio che andiamo ad utilizzare), specialmente se stiamo scrivendo un post molto lungo.

Io molte volte quando vado a comprare un libro lo sfoglio per vedere come è impostato, quando vedo capitoli lunghi (superiori alle 15 pagine) con blocchi unici di paragrafi tentenno nel comprarlo perché sicuramente avrò difficoltà nel leggerlo. Il motivo? Pesantezza e noia !!

 

PARAGRAFI CORTI TI SALVANO LA VITA

Se segui il mio blog avrai notato che i miei post difficilmente superano le 1000 parole e che i paragrafi sono composti al massimo da 4/5 righe. Questa scelta l’ho fatta perché molte volte gli argomenti trattati sul blog possono risultare già pesanti di loro (gli argomenti tecnici non sono mai leggeri) se poi vengono appesantiti da paragrafi lunghi è la fine.

Inoltre, visto che anche l’estetica è importante, vedere blocchi di 20 righe è molto più brutto che vedere 5 blocchi da 5 righe ciascuno. Non so voi ma a me vedere post (o articoli di giornale o libri) scritti in un unico blocco di 20/30 righe mi blocca, non riesco proprio a leggerlo.

 

LA SEMPLICITÀ VINCE SEMPRE

Altro punto importante da tenere sempre a mente è come scriviamo, bisogna scrivere semplice per far capire a tutti l’argomento che vogliamo trattare. Questa è una regola che dovrebbero adottare anche chi fa formazione (in aula, da remoto, tramite il proprio blog), ma che invece spesso e volentieri si barricano dietro paroloni per far vedere che loro conoscono la materia.

 

“PUOI ESSERE IL GURU NEL TUO CAMPO, MA SE  NON SAI SPIEGARE LA TUA MATERIA RESTI SOLO UN POVERO GURU-IMBECILLE”

 

La semplicità vince sempre in tutti i campi, molti la scambiano per superficialità o per incompetenza. Non è così, se riesci a spiegare come analizzare l’atomo alla casalinga di Voghera e lo fai senza usare paroloni allora sei veramente un Guru nel tuo campo.

Se vuoi comunicare e se vuoi comunicare bene devi “allentare il nodo della cravatta” perché alla fine la comunicazione nel 95 % dei casi deve arrivare alla gente normale che non vuole troppi giri di parole e tecnicismi ma vuole capire, vuole qualcosa di concreto.

 

CONCLUSIONI

Alla fine non serve molto per rendere un post leggibile, formattazione giusta e semplicità e vedrete che il vostro blog avrà dei benefici. Attenzione non sto parlando di una aumento esponenziale delle visite, ma di una fanbase affezionata che quando ha un problema va sul tuo blog per trovare la soluzione.

Tu hai altre idee per migliorare la leggibilità di un post? Cosa invece ti infastidisce ? Lascia il tuo contributo nei commenti sotto questo post.

Se invece vuoi scoprire come far scappare i lettori dal tuo blog leggi qui: “[BLOG E ALTRI DISASTRI]: Ovvero come ti faccio scappare il lettore“.

 

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[INTERVISTA]: Francesco Ambrosino di Socialmediacoso.it

 

 

Blog, Social Media, un evento in preparazione  e molto altro. Questo è quello che uscito da questa intervista con Francesco Ambrosino. Il suo sito è http://www.socialmediacoso.it

 

Francesco crede fortemente nel potere del Content Marketing e non gli piace parlare di cose che non conosce, per questo parla poco ma se può scrive.

 

LE DOMANDE A FRANCESCO AMBROSINO

Ciao Francesco, prima di tutto “grazie” per il tempo che hai impiegato a rispondere alle domande per il mio blog. Allora partiamo subito.

Presentati spiegando ai lettori chi sei e cosa fai nella vita 

Questa domanda è sempre bastarda, soprattutto per chi, come me, non sta mai fermo allo stesso posto per troppo tempo. In breve, posso dire che sono un Content Marketer, uno che, per mestiere, produce contenuti per PMI e liberi professionisti.

Mi occupo, nello specifico, di blogging aziendale e di social media marketing, faccio formazione e partecipo ad eventi di settore come relatore, quando non li organizzo io, come nel caso del Digitalklive.

 

 

Quando e perché è nato il tuo blog (http://www.socialmediacoso.it/) ?

Socialmediacoso è nato nell’estate del 2014, e da allora è la mia casa digitale. L’ho creato perché avevo bisogno di uno spazio mio per sperimentare e mettere in pratica le cose che imparavo e imparo ogni giorno, e da allora non ho mai smesso.

Scrivo sempre meno, ma lo faccio solo quando ho qualcosa che voglio dire davvero, che nasce dalle mie esperienze professionali quotidiane. Si evolve con me, e mi piace da morire.

 

 

Solitamente in passato  se a un imprenditore parlavi d’investire in Blog e Social Media ti rideva in faccia (se ti andava bene). In questi anni com’è cambiato l’approccio delle Aziende nei confronti di questi strumenti che, se usati bene,  possono essere veramente potenti?

Molti continuano a riderti in faccia, e sono quelli del “abbiamo sempre fatto così”. Ecco, quelli non saranno mai clienti, meglio ignorarli e salutarli con la manina mentre affondano con tutta l’azienda.

Oggi più che mai ci si rende conto che la presenza online deve essere subordinata alla produzione di contenuti utili, interessanti, di qualità, sia sui social che sul blog.

Un sito web aziendale non riceve traffico, se non branded, e questo è un problema enorme.

Se si vuole far fruttare quello spazio digitale, magari pagato anche profumatamente ad una agenzia del cazzo che continua a vendere il prodotto “sito” invece del servizio, è necessario produrre dei contenuti, ottimizzati lato SEO.

Meglio intercettare un traffico profilato, di persone potenzialmente interessate a quello che è il tuo settore, invece di sparare nel mucchio e sperare di beccare quello giusto.

 

 

Il blog aziendale e  i Social sono strumenti potenti per il proprio business, ma se usati male possono avere conseguenze devastanti (mi vengono in mente il caso di British Petroleum e di Piovono Zucchine). Secondo te cosa bisogna fare per cercare di salvare la nostra Web Reputation dopo una “crisi online”?

Guarda, partiamo dal presupposto che le crisi spesso sono generate dall’incomprensione o dall’eccessivo desiderio polemico degli utenti, mentre altre volte se le cercano proprio, come nel caso ridicolo di Piovono Zucchine.

Non esiste la bacchetta magica per evitare di fare danni, ma credo che per ridurre le possibilità di fallire sia sufficiente partire da un dato: quando parli online, non sei solo.

Devi sempre calcolare tutto quello che è calcolabile, quindi frasi anche solo potenzialmente ambigue su sesso, religione, credo politico, abitudini alimentari, vanno evitate.

Pochi social team sono veramente preparati a monte ad affrontare una crisi, si procede un po’ a vista in quei momenti, ma questo non giustifica l’arroganza. Mai.

Anche se hai ragione, devi sforzarti di mantenere dei toni pacati, senza mai, però, giustificare o avallare comportamenti offensivi da parte degli utenti. Una bella netiquette, una dose massiccia di santa pazienza, e si fa.

 

 

Blog: scrivere per i lettori o per Google ? Quanto è importante seguire le regole della SEO ?

Non esiste più una distinzione così netta tra le esigenze di Google rispetto a quelle degli utenti.

Se vuoi produrre dei contenuti per il tuo blog professionale o aziendale non devi ignorare le regole SEO, e se vuoi seguire le regole SEO non puoi ignorare il lettore.

Alla base della produzione dei contenuti deve esserci sempre il concetto di utilità: quell’argomento ha buoni volumi di ricerca su Google? Perfetto, vuol dire che le persone hanno quel problema lì e tu puoi provare a risolverglielo con un contenuto scritto come Dio comanda.

Google è un algoritmo, ma costruito per gli esseri umani. Quindi, scrivi per gli esseri umani, ma assicurandoti che abbiano bisogno di quel contenuto.

 

 

Se è vero che una volta i blogger venivano snobbati e presi per il culo, perché visti come il classici ragazzini nerd e brufolosi, adesso tutti vogliono fare i blogger (spesso mossi dalla ricerca di soldi e gloria). Com’è cambiata la situazione della blogosfera e come è cambiata la figura del blogger?

Tutti vogliono fare i blogger perché l’accesso alla professione è molto semplice, ma come dico sempre all’inizio dei miei corsi se vuoi fare il blogger non devi aprire un blog. Devi prima farti le ossa, altrimenti dopo tre mesi lo chiudi demoralizzato.

Non credo che sia cambiata la figura, semplicemente grazie ai social è più facile farsi notare. Io faccio blogging da 16 anni, le piattaforme sono sempre esistite anche prima di WordPress, solo che all’epoca dovevi essere un nerd o un amante della scrittura.

Oggi, invece, è possibile non essere nessuna delle due cose, ma avere voglia di raccontare il proprio lavoro, il proprio hobby, le proprie passioni.

Una cosa è certa, non si guadagna un cazzo facendo il blogger, quindi non lo aprite pensando di fare soldi con la pala grazie ai banner.

 

 

Svolgi anche attività di formazione, raccontaci il lavoro che c’è dietro la preparazione di un corso e quali sono le difficoltà che si possono incontrare durante questa attività. 

Adoro fare formazione, e sto cercando di farne sempre di più, organizzando da solo i miei corsi di Blogging e SEO Copywriting, prima a Napoli, ora a Roma.

Fare formazione è difficilissimo, ma io ho le spalle forti perché sono nato professionalmente in questo ambiente, nella realtà peggiore d’Italia per quanto riguarda questo settore: Napoli.

Mi dispiace dirlo, ma se riesci a portare gente in aula con un corso a pagamento a Napoli, puoi farlo ovunque. Ovunque.

Ci sono 3 cose difficili da fare:

  1. Progettare il corso: devi assicurarti che ci sia interesse per quella materia, che nel territorio non ci sia troppa concorrenza, che la tua struttura possa competere in modo adeguato sul mercato, che abbia una giusta proporzione tra durata e costo, e mille altre variabili (ad esempio calcolare le provvigioni dei commerciali);
  2. Vendere il corso: in Italia c’è la cultura del pezzo di carta, si fanno corsi per accumulare titoli e non competenze, ed è il motivo per il quale c’è una disoccupazione giovanile dilagante in questo fottuto Paese. Vogliamo fare tutti gli avvocati, poi scopri che c’è lavoro per i programmatori in angular.js ma non per gli azzeccagarbugli. Riuscire a vendere qualcosa di intangibile, che all’apparenza è solo fumo, è difficilissimo;
  3. Gestire l’aula: sono sincero, la maggior parte dei formatori in Italia è incompetente. Sia chiaro, mi riferisco all’abilità nel gestire l’aula, non alle competenze tecniche specifiche, che non discuto. Chi entra in aula a fare formazione quasi mai ha i tempi giusti, il linguaggio giusto, l’occhio attento per beccare quello che, in ultima fila, si è un po’ perso e non ha capito quanto hai appena spiegato, balbetta, pieno di intercalari da interrogazione delle superiori (ehm, diciamo, possiamo dire che, ecc..). Fare il formatore è come fare l’attore, o lo stand-up comedian. Devi gestire la curva dell’attenzione, altrimenti è finita.

 

 

Per una persona che lavora online quanto è importante uscire dalla “propria cameretta” ed incontrare vis a vis clienti e/o collaboratori 

Fondamentale. Lo dico sempre, lavori sui social ma non devi fare l’asociale.

Conosco professionisti che credono che lavorare online voglia dire stare 12 ore al giorno attaccato al pc a cosare il coso, e non fanno altro. Fosse per me, starei sempre in giro a fare consulenze, riunioni, corsi di formazione, eventi, altrimenti non cresci mai.

Il nostro lavoro può essere molto alienante, e rischiamo di diventare come Robertino in “Ricomincio da Tre”. Ecco, io sono come il personaggio di Troisi, che gli dice “devi uscire, và mmiezo ‘a strada, tocc ‘e femmene, va a arrubbà, fa chello che vuo’ tu!”.

 

 

In questi giorni sei impegnato con il DigiTalkLive (http://www.digitalklive.it/), raccontaci meglio questo progetto. 

Digitalklive è un pezzo di cuore, nato per caso e diventato un community di persone che si vuole bene davvero. Lo scorso anno, dal nulla, abbiamo organizzato un evento che doveva essere una semplice presentazione di un libro e si è trasformato in una giornata dedicata al Digital Marketing e al Content Marketing con più di 200 partecipanti.

Quest’anno, in vista dell’uscita del libro di Federico Simonetti e Luca Barboni sul Growth Hacking, abbiamo deciso di replicare l’evento, ma più grande e più figo.

Una giornata intera, con 18 relatori d’eccezione, divisi in due panel, uno dedicato alle StartUp e uno dedicato alle PMI.

Nel giro di 10 giorni siamo passati dal “vogliamo rifare il Digitalklive?” al “E adesso dove cazzo le mettiamo 300 persone?”.

Sembra una esagerazione, ma è andata proprio così, fino alla fine di marzo non avevamo nemmeno una sala, oggi abbiamo sponsor, relatori, sala, pranzo offerto a tutti, ricchi premi e cotillion.

La cosa bella di questo evento è l’entusiasmo che registra nelle persone, come se non stessero aspettando altro da tempo. In meno di 3 giorni è andato Sold Out, non ce lo saremmo mai aspettato. Ci sarà da divertirsi, e tu non puoi mancare!

 

 

CONCLUSIONI

Ringrazio ancora Francesco per aver risposto alle mie domande, se lo volete seguire sui Social questi sono i suoi canali:

 

 

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Come creare un post evergreeen

 

Quando apri un blog devi tenere conto che esistono due tipi di post, quelli che io chiamo “one-shot” e gli “evergreen”.  I primi sono post con una vita breve, mentre i secondi possono portare traffico per mesi o per anni.

 

Cosa determina se un post è one-shot o se è evergreen ? Nella mia esperienza da blogger (dal 2009) ho potuto notare le seguenti cose:

 

POST ONE-SHOT

 

  1. L’argomento del post è un trend nel momento della pubblicazione per poi passare di moda dopo qualche settimana
  2. Il post non rispetta le regole SEO e quindi non riesce a “trovare spazio” sui motori di ricerca, quindi niente traffico organico
  3. L’argomento del post non interessa, o è scritto male, e quindi non attrae traffico

 

Naturalmente i post one-shot non sono il male anche loro portano traffico, anche se per un periodo più breve, certo se riusciamo a scrivere più post evergreen la salute del nostro blog migliorerà e di molto.

 

POST EVERGREEN

Il post evergreen è l’opposto di quello one-shot quindi avrà le seguenti caratteristiche:

 

  1. Tratta un argomento che genere un notevole interesse
  2. Rispetta le regole SEO e quindi riesce a collocarsi bene nei motori di ricerca
  3. Il post è interessante e scritto bene

 

COME HO CREATO IL MIO POST EVERGREEN

Esattamente 2 anni fa (20 febbraio 2015) ho creato il mio post evergreen che ad oggi ha portato sul mio blog circa 40000 visite con una media di 1666 visite mensili e un picco di 3091. Sto parlando del post “Le 5 migliori telecamere IP“.

Di queste 40000 visite il 99% arrivano dai motori di ricerca, quindi con un traffico organico, mentre i Social Media hanno avuto un ruolo minore (se non proprio inesistente). Infatti questo post è stato condiviso sui Social solo il giorno della pubblicazione, dopo non ho più effettuato “azioni di marketing”.

Infatti se andiamo ad analizzare il post con Buzzumo le condivisioni sui Social sono poche, molto poche.

 

Post Evergreen

 

Quindi se vogliamo puntare ad un post evergreen dobbiamo scrivere un post che generi traffico organico, ovvero se qualcuno scrive su Google una ricerca il primo sito ad uscire deve essere il nostro. Con il post “Le 5 migliori telecamere IP”  ha funzionato (e funziona) così, il post esce sempre in prima o seconda posizione nella prima pagina o comunque sempre in prima pagina.

Queste che vado ad elencare sono le keywords che portano traffico (ormai da 2 anni) sul mio blog:

 

  • migliore telecamera ip motorizzata
  • telecamera ip motorizzata esterno consigli
  • migliori videosorveglianza wifi
  • migliori telecamere da esterno
  • le migliori ipcam
  • telecamera ip motorizzata esterno consigli
  • migliori telecamere ip

 

Queste sono solo alcune delle combinazioni di ricerca che hanno reso il post “Le 5 migliori telecamere IP” un post evergreen.

 

TUTTO BELLO MA IN PRATICA COME BISOGNA FARE ?

Quando due anni fa ho deciso di scrivere il post “Le 5 migliori telecamere IP” venivo da un periodo di studio dell’argomento (quindi le telecamere IP) perché avevo intenzione di comprarle, e non volevo andare alla cieca.

Siti dove spiegassero bene cosa fossero e come funzionassero le telecamere IP ne ho trovati veramente pochi, la maggior parte sono pieni di banner pubblicitari o link di affiliazione (la giusta tecnica per far scappare il lettore come ho scritto anche qui) e poche informazioni, altri siti proponevano post veramente scarni però in mezzo a tutta questa fuffa qualche sito decente l’ho trovato.

Quindi pensai che un post sulle Telecamere IP (che oltre a consigliare quali comprare spiegasse anche il funzionamento) potesse tornare utile e per scriverlo mi sono mosso in questa maniera.

 

GOOGLE TREND

Normalmente quando inizio a scrivere un post faccio sempre qualche ricerca per vedere se l’argomento che andrò a trattare è interessante oppure no e per farlo utilizzo Google Trend. Quando due anni fa ho fatto la ricerca per le telecamere IP questo è stato il risultato.

 

 

aff1

 

Nel 2015 il picco era alto e in crescita, quello che vedete dopo è una previsione che però non ha influito in maniera negativa sul post. Quindi una volta che hai verificato che l’argomento è “interessante” adesso ti tocca solamente scrivere il post.

 

UN TITOLO PER ATTIRARLI, UN TITOLO PER AFFASCINARLI, UN TITOLO PER SODDISFARLI E AL BLOG FIDELIZZARLI

L’attenzione di un lettore si attira nei primi 10 secondi se non ce la fai in questo tempo allora è un lettore perso. La prima cosa che viene letta è il titolo, quindi dobbiamo crearne uno  che attiri il lettore magari puoi provare anche un titolo pompato, ma in questo caso rischi che se il contenuto del post non è all’altezza di quello che hai scritto nel titolo la tua reputazione vacilli.

Un buon titolo? Un titolo che sia un’anteprima di quello che scriverai nel post e che incuriosisca il lettore.

 

CREARE UN POST UTILE

Ora arriva la parte più difficile ovvero creare il post, o meglio creare un post utile. Infatti non basta scrivere un post di due righe e mettere qualche link (magari di affiliazione). Ecco come ho fatto io.

La prima parte del post è una spiegazione di cosa sono e come funzionano le telecamere IP, quali sono le tipologie e il significato degli eventuali acronimi. Una volta che hai aiutato il lettore a capire meglio una cosa puoi presentare gli eventuali prodotti/servizi.

Nella seconda parte ho inserito le 5 telecamere (che poi sono diventate 6) che ritenevo migliori considerando anche un rapporto qualità/prezzo (cercando comunque di toccare varie fasce di prezzo). Ora se hai eseguito bene la prima parte e se hai un account di affiliazione (nel mio caso Amazon) puoi pensare di mettere invece del classico link il tuo link di affiliazione.

Che risultati otterresti? Lo spiego nel seguente post: “[Case Study]: Affiliazione Amazon, ecco come guadagnare con un solo post“.

Nella terza, ed ultima parte, puoi lasciare eventualmente spazio ad un breve riassunto e alle conclusioni invitando i lettori ad utilizzare i commenti sotto il post se hanno domande.

Non dimenticarti di dare una “spolverata di SEO” al testo, utilizzare i tag giusti, foto di qualità e personalizzare l’url del post.

 

AGGIORNARE IL POST

Una volta che il post è pubblicato non lo devi abbandonare ma ogni tanto una mano di vernice fa sempre bene per tenerlo vivo.

 

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Infatti dopo 1 anno dalla pubblicazione ho ripreso il post e ho dato una mano di vernice, in particolare le cose che ho cambiato sono state le seguenti:

 

  1. La foto scegliendone una migliore
  2. Ho migliorato il testo
  3. Aggiunto un prodotto
  4. Verificato che i link ai prodotti fossero ancora validi

 

Aggiornare il post periodicamente è una abitudine che dovete prendere se volete mantenere i vostri post sempre freschi.

 

CONCLUSIONI

Questo è quello che ho fatto io per creare (e mantenere) un post evergreen e visti i risultati penso di aver fatto bene. Voi cosa ne pensate? Avete suggerimenti o critiche (costruttive) da fare ? Sfruttate i commenti sotto questo post per il vostro contributo.

Naturalmente, con le opportune modifiche, potete applicare quanto detto a un video su Youtube (se vi interessa l’argomento vi consiglio di leggere questo post di Francesco Menghini: “COME AUMENTARE GLI ISCRITTI SUL TUO CANALE YOUTUBE“) oppure quando dovete pubblicare una foto.

 

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