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Come creare un post evergreeen

 

Quando apri un blog devi tenere conto che esistono due tipi di post, quelli che io chiamo “one-shot” e gli “evergreen”.  I primi sono post con una vita breve, mentre i secondi possono portare traffico per mesi o per anni.

 

Cosa determina se un post è one-shot o se è evergreen ? Nella mia esperienza da blogger (dal 2009) ho potuto notare le seguenti cose:

 

POST ONE-SHOT

 

  1. L’argomento del post è un trend nel momento della pubblicazione per poi passare di moda dopo qualche settimana
  2. Il post non rispetta le regole SEO e quindi non riesce a “trovare spazio” sui motori di ricerca, quindi niente traffico organico
  3. L’argomento del post non interessa, o è scritto male, e quindi non attrae traffico

 

Naturalmente i post one-shot non sono il male anche loro portano traffico, anche se per un periodo più breve, certo se riusciamo a scrivere più post evergreen la salute del nostro blog migliorerà e di molto.

 

POST EVERGREEN

Il post evergreen è l’opposto di quello one-shot quindi avrà le seguenti caratteristiche:

 

  1. Tratta un argomento che genere un notevole interesse
  2. Rispetta le regole SEO e quindi riesce a collocarsi bene nei motori di ricerca
  3. Il post è interessante e scritto bene

 

COME HO CREATO IL MIO POST EVERGREEN

Esattamente 2 anni fa (20 febbraio 2015) ho creato il mio post evergreen che ad oggi ha portato sul mio blog circa 40000 visite con una media di 1666 visite mensili e un picco di 3091. Sto parlando del post “Le 5 migliori telecamere IP“.

Di queste 40000 visite il 99% arrivano dai motori di ricerca, quindi con un traffico organico, mentre i Social Media hanno avuto un ruolo minore (se non proprio inesistente). Infatti questo post è stato condiviso sui Social solo il giorno della pubblicazione, dopo non ho più effettuato “azioni di marketing”.

Infatti se andiamo ad analizzare il post con Buzzumo le condivisioni sui Social sono poche, molto poche.

 

Post Evergreen

 

Quindi se vogliamo puntare ad un post evergreen dobbiamo scrivere un post che generi traffico organico, ovvero se qualcuno scrive su Google una ricerca il primo sito ad uscire deve essere il nostro. Con il post “Le 5 migliori telecamere IP”  ha funzionato (e funziona) così, il post esce sempre in prima o seconda posizione nella prima pagina o comunque sempre in prima pagina.

Queste che vado ad elencare sono le keywords che portano traffico (ormai da 2 anni) sul mio blog:

 

  • migliore telecamera ip motorizzata
  • telecamera ip motorizzata esterno consigli
  • migliori videosorveglianza wifi
  • migliori telecamere da esterno
  • le migliori ipcam
  • telecamera ip motorizzata esterno consigli
  • migliori telecamere ip

 

Queste sono solo alcune delle combinazioni di ricerca che hanno reso il post “Le 5 migliori telecamere IP” un post evergreen.

 

TUTTO BELLO MA IN PRATICA COME BISOGNA FARE ?

Quando due anni fa ho deciso di scrivere il post “Le 5 migliori telecamere IP” venivo da un periodo di studio dell’argomento (quindi le telecamere IP) perché avevo intenzione di comprarle, e non volevo andare alla cieca.

Siti dove spiegassero bene cosa fossero e come funzionassero le telecamere IP ne ho trovati veramente pochi, la maggior parte sono pieni di banner pubblicitari o link di affiliazione (la giusta tecnica per far scappare il lettore come ho scritto anche qui) e poche informazioni, altri siti proponevano post veramente scarni però in mezzo a tutta questa fuffa qualche sito decente l’ho trovato.

Quindi pensai che un post sulle Telecamere IP (che oltre a consigliare quali comprare spiegasse anche il funzionamento) potesse tornare utile e per scriverlo mi sono mosso in questa maniera.

 

GOOGLE TREND

Normalmente quando inizio a scrivere un post faccio sempre qualche ricerca per vedere se l’argomento che andrò a trattare è interessante oppure no e per farlo utilizzo Google Trend. Quando due anni fa ho fatto la ricerca per le telecamere IP questo è stato il risultato.

 

 

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Nel 2015 il picco era alto e in crescita, quello che vedete dopo è una previsione che però non ha influito in maniera negativa sul post. Quindi una volta che hai verificato che l’argomento è “interessante” adesso ti tocca solamente scrivere il post.

 

UN TITOLO PER ATTIRARLI, UN TITOLO PER AFFASCINARLI, UN TITOLO PER SODDISFARLI E AL BLOG FIDELIZZARLI

L’attenzione di un lettore si attira nei primi 10 secondi se non ce la fai in questo tempo allora è un lettore perso. La prima cosa che viene letta è il titolo, quindi dobbiamo crearne uno  che attiri il lettore magari puoi provare anche un titolo pompato, ma in questo caso rischi che se il contenuto del post non è all’altezza di quello che hai scritto nel titolo la tua reputazione vacilli.

Un buon titolo? Un titolo che sia un’anteprima di quello che scriverai nel post e che incuriosisca il lettore.

 

CREARE UN POST UTILE

Ora arriva la parte più difficile ovvero creare il post, o meglio creare un post utile. Infatti non basta scrivere un post di due righe e mettere qualche link (magari di affiliazione). Ecco come ho fatto io.

La prima parte del post è una spiegazione di cosa sono e come funzionano le telecamere IP, quali sono le tipologie e il significato degli eventuali acronimi. Una volta che hai aiutato il lettore a capire meglio una cosa puoi presentare gli eventuali prodotti/servizi.

Nella seconda parte ho inserito le 5 telecamere (che poi sono diventate 6) che ritenevo migliori considerando anche un rapporto qualità/prezzo (cercando comunque di toccare varie fasce di prezzo). Ora se hai eseguito bene la prima parte e se hai un account di affiliazione (nel mio caso Amazon) puoi pensare di mettere invece del classico link il tuo link di affiliazione.

Che risultati otterresti? Lo spiego nel seguente post: “[Case Study]: Affiliazione Amazon, ecco come guadagnare con un solo post“.

Nella terza, ed ultima parte, puoi lasciare eventualmente spazio ad un breve riassunto e alle conclusioni invitando i lettori ad utilizzare i commenti sotto il post se hanno domande.

Non dimenticarti di dare una “spolverata di SEO” al testo, utilizzare i tag giusti, foto di qualità e personalizzare l’url del post.

 

AGGIORNARE IL POST

Una volta che il post è pubblicato non lo devi abbandonare ma ogni tanto una mano di vernice fa sempre bene per tenerlo vivo.

 

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Infatti dopo 1 anno dalla pubblicazione ho ripreso il post e ho dato una mano di vernice, in particolare le cose che ho cambiato sono state le seguenti:

 

  1. La foto scegliendone una migliore
  2. Ho migliorato il testo
  3. Aggiunto un prodotto
  4. Verificato che i link ai prodotti fossero ancora validi

 

Aggiornare il post periodicamente è una abitudine che dovete prendere se volete mantenere i vostri post sempre freschi.

 

CONCLUSIONI

Questo è quello che ho fatto io per creare (e mantenere) un post evergreen e visti i risultati penso di aver fatto bene. Voi cosa ne pensate? Avete suggerimenti o critiche (costruttive) da fare ? Sfruttate i commenti sotto questo post per il vostro contributo.

Naturalmente, con le opportune modifiche, potete applicare quanto detto a un video su Youtube (se vi interessa l’argomento vi consiglio di leggere questo post di Francesco Menghini: “COME AUMENTARE GLI ISCRITTI SUL TUO CANALE YOUTUBE“) oppure quando dovete pubblicare una foto.

 

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I blogger sono i più odiati

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Siamo nel 2017 ma ancora quando parli di blog, e di come la figura del blogger possa essere una figura professionale, c’è ancora qualcuno che storce il naso o se la ride prendendoti per il culo. Il vero problema è che spesso sono gli stessi “addetti ai lavori” che lo fanno.

 

Le stesse aziende che usano i blog per vendere i propri prodotti usano il mezzo, ma deridono chi lo usa (i blogger appunto). Solitamente in azienda non si sceglie un professionista (ad esempio un consulente  esterno) per gestirlo, ma si affidano allo stagista di turno (o a quello che in azienda “scrive meglio) e poi ?

Poi succede che il blog non decolla, le vendite non aumentano e la colpa è del blog (o dei social media) che sono inutili, una grossa perdita di tempo. Francesco Ambrosino ha scritto un post molto interessante (che ti consiglio di leggere) dove dice la seguente cosa:

 

“Si, fare il blogger è un lavoro, e anche complesso !”

MA CHI SONO VERAMENTE I BLOGGER ?

No, non è una figura mitologica metà uomo e metà tastiera, ma è un vero professionista che non è solamente capace a scrivere in italiano (cosa fondamentale). Il blogger, quando deve scrivere un nuovo pezzo, deve prima di tutto studiare l’argomento.

 

Tweet: Il blogger non è una figura mitologica metá uomo e metá tastiera !! #toxnetlab

 

Studiare l’argomento, cercare le fonti attendibili e approfondire (che può essere riassunta come fase preparatoria) è una delle fasi più lunghe e complesse che un blogger deve affrontare se vuole risultare credibile, se vuole essere professionale.

Una volta terminata questa prima fase si passa a quella della scrittura che può essere divisa in questa maniera:

 

  1. Bozza
  2. Verifica
  3. Correggi errori
  4. Bozza
  5. Verifica
  6. Correggi errori
  7. Bozza
  8. Verifica
  9. Pubblica

 

Abbiamo finito? Assolutamente no, perché tra il punto 8 (verifica) e il punto 9 (pubblica) dobbiamo inserire la cura della grafica del post.

 

“Prendo una foto da google immagini, perché li sono tutte gratis, anche a bassa risoluzione (così non pesa tanto) e la metto nel post – La voce del Popolo” 

 

SBAGLIATO !!! Ok ho capito non sei un grafico, non sei un fotografo ma il vero blogger deve avere anche una “piccola” infarinatura. Iniziamo a sfatare qualche mito.

 

GOOGLE IMMAGINI – FOTO GRATIS

Non è vero che le foto che trovi su Google Immagini sono TUTTE GRATIS, fate molta attenzione perché il proprietario di una foto si potrebbe far girare le palle (nel dubbio mettete sempre un link di riferimento all’autore).

Se volete andare sul sicuro, trovare foto belle e gratis potete provare su questi siti, io li uso frequentemente e mi sono sempre trovato bene.

 

 

Questi sono solo alcuni dei siti che potete trovare sul web, se ne conoscete altri scrivete nei commenti sotto questo post il loro indirizzo.

 

FOTO CON RISOLUZIONE BASSA

Vedere una foto in bassa risoluzione, tutta sgranata che non si distinguono i soggetti credimi non è una bella cosa, anche su un blog. Ora se tu pensi di prendere una foto a bassa risoluzione perché così pesa poco, e tu hai sentito che le foto devono pesare poco così il blog è più veloce, allora ti stai sbagliando.

Ti stai sbagliando a prendere una foto a bassa risoluzione, scegli una bella foto con una risoluzione decente (anche alta) e poi la passi qui: https://tinypng.com/.

Questo strumento web ti rende “più leggera” la foto senza perdere niente in qualità, ottima vero !!??!!

 

TO BE CONTINUED…

Una volta che  finalmente il povero blogger ha pubblicato il suo post non ha finito di lavorare (si hai capito bene lavorare) ma dovrà occuparsi delle Pubbliche Relazioni 2.0, infatti i motori di ricerca sono importanti per spingere i propri post ma non si vive di solo SEO.

Il blogger dovrà spingere i propri post sui vari Social Media senza diventare uno spammer rompi balle e credetemi la linea tra attività di Pubbliche Relazioni e Spammer è molto, ma molto sottile.

 
Tweet: Non si vive di solo SEO #toxnetlab

 

A questo punto il blogger deve anche interagire anche con i suoi colleghi blogger perché come ho scritto in un mio post “Nessun blogger è un’isola”. E dopo che hai fatto tutte queste cose hai finito? No, devi studiare costantemente, perché il web è sempre in evoluzione, e poi ricominciare il ciclo cercando di migliorare sempre.

 

IL BLOGGER È LA FIGURA PIÙ ODIATA

Potrei stare qui ore a parlare di quanto sia importante la figura del blogger nel web, ma tanto resterà sempre la figura più odiata del web e più professionalmente bistrattata.

 

“La verità è che certa gente ti odia sempre Tanto vale farsi odiare facendo quello che ami veramente”

 

La scorsa settimana su Twitter ho lanciato un sondaggio dove chiedevo quale tipologia di blogger fosse la più odiata, questo è stato il risultato:

 

 

I Fashion Blogger si sono piazzati primi con il 58% dei voti, niente di strano, ma quello che mi ha sorpreso è che al secondo posto ci sono i Tech Blogger con il 19% dei voti. Invece i Food Blogger, che mi aspettavo al secondo posto subito dopo i Fashion Blogger, ultimi (quindi i meno odiati) con un misero 10%.

Tu invece quale categoria di blogger non sopporti? Lascia, se vuoi, il tuo voto nei commenti sotto questo post.

 

CONCLUSIONI

Alla fine  tutti vogliono essere blogger ma nessuno lo ammetterà mai, perché tanto, in Italia, i blogger saranno sempre visti o come il ragazzino brufoloso che scrive al computer o come lo scroccone che si vende per una recensione.

Tu cosa ne pensi? Sei un blogger o uno di quelli che non li sopporta? Se vuoi lasciare il tuo parere e dire cosa ne pensi  puoi sfruttare i commenti sotto questo post, se invece vuoi approfondire puoi leggere anche questi post:

 

Quanto costa una recensione ?

Cosa non sopportate dei bloggers ?

 

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2 plug-in per gestire al meglio i commenti

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I commenti sono molto importanti per un blog perché grazie a loro possiamo capire molte cose su come sta andando il nostro blog oppure possono essere uno spunto per nuovi post.

 

Insomma i commenti sono per il blog una vera e propria linfa vitale e se vogliamo possono essere anche un indicatore di salute per il nostro blog, ma quello di gestire i commenti non è un lavoro facile. Recentemente la Cassazione ha dichiarato che “Chi amministra un portale di qualsiasi genere su Internet è responsabile dei commenti lasciati dai lettori“.

Capite bene che diventa importante, se non vitale, gestire al meglio i commenti che i nostri lettori lasciano sotto i nostri post. Se usate WordPress avete già integrato un gestore dei commenti molto efficace, ma se cercate qualcosa di più allora dovete affidarvi a qualche plug-in esterno. Io ne ho individuati 2 che secondo me fanno il loro lavoro in maniera onesta.

 

IL DUO DELLE MERAVIGLIE

Prima di andare avanti volevo specificare una cosa, secondo me, molto importante che si può applicare nella gestione dei commenti ma ance nel web in generale.

 

“NESSUN PLUG-IN O SOFTWARE RIUSCIRÀ MAI A SOSTITUIRE IL BUON SENSO DI UNA PERSONA”

 

Quindi non affidatevi al 100% a questi plug-in, ma cercate di mantenere sempre il controllo del vostro blog.

 

DISQUS

Disqus forse è il plug-in più famoso per la gestione dei commenti, può essere scaricato cliccando su questo url: https://wordpress.org/plugins/disqus-comment-system/ 

Questo plug-in è molto facile da utilizzare ma allo stesso tempo è un gestore dei commenti professionale che semplifica la vita del povero amministratore del blog. Una peculiarità di Disqus è che indicizza i commenti all’interno dei motori di ricerca migliorando, migliorando la SEO dei nostri post e quindi aumentando la visibilità del nostro blog.

Altra funzione molto interessante è l’Auto-Sync (tra Disqus e il database di WordPress) che permette il backup di tutti i commenti sul blog.

 

FACEBOOK

I commenti di un blog possono essere gestiti anche tramite Social Network e secondo voi poteva mancare Facebook ? La risposta è scontata ed è no, tanto che potete trovare il plug-in per gestire i commenti tramite il Social di Mark a questo url: https://wordpress.org/plugins/facebook-comment-by-vivacity/

Utilizzare questo plug-in aiuta molto per la gestione dei commenti, ma anche per aumentare la visibilità dei propri post visto che i commenti lasciati sul blog e quelli lasciati su Facebook vengono integrati.

Inoltre, grazie al fatto che si può commentare tramite il proprio account di Facebook, invogliano i lettori a lasciare un commento sotto il post senza lasciare Facebook e senza registrarsi lasciando la propria email. Inoltre ci sono molte opzioni di personalizzazione (anche a livello grafico) che rendono questo plug-in uno dei più appetibili.

Questi non sono gli unici plug-in per gestire i commenti, ne esistono tanti altri, ma per me questi sono i migliori per avere una gestione pulita ed efficace dei commenti. Il plug-in che invece proprio non mi è piaciuto è quello dei commenti tramite Google Plus.

L’ho usato per un breve periodo e poi l’ho disinstallato subito perché l’ho trovato troppo casinaro e quando iniziano ad essere molti i commenti diventa veramente difficile gestirli.

 

CONCLUSIONI

Gestire un blog non è, anche se molti pensano il contrario, una passeggiata quindi diventa fondamentale avere gli strumenti giusti per semplificarci la vita. I commenti sono la linfa vitale per un blog, ma possono essere anche letali.

 

“I COMMENTI SONO LA LINFA VITALE PER UN BLOG”

 

Se vuoi approfondire il discorso “commenti” e capire come sfruttarli al meglio allora ti consiglio di leggere anche questi post:

 

 

Voi quale plug-in usate (se ne usate)? Lasciate i vostri contributi nei commenti sotto questo post.

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3 tecniche per aumentare i commenti nel tuo blog

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Chiariamo subito che questi tre punti non sono la Bibbia per aumentare i commenti ma sono le tre tecniche che utilizzo io sul mio blog e che, almeno fino ad oggi, hanno sempre funzionato. Non è stregoneria ne scorciatoie per raggiungere velocemente l’obiettivo, ma semplicemente tre tecniche che ho affinato nel tempo.

A qualcuno potranno sembrare banali mentre ad altri no, se voi avete altre tecniche parlatene tranquillamente nei commenti sotto questo post.

 

Punto Primo: ARGOMENTO

Content is King, tranquillo non ti voglio ammorbare con questo discorso ormai sdoganato ma l’argomento che andrai a scegliere è importante per aumentare i commenti sotto un post. Ad esempio se nel tuo post tratti come argomento un HowTo (una guida) dove spieghi in maniera chiara e semplice come fare qualcosa, allora molto probabilmente il contatore dei commenti rimarrà a zero o al massimo non supererai la decina (commenti che saranno la maggior parte complimenti).

Se invece l’argomento che andrai a trattare sarà una tua opinione, argomento di attualità o meglio ancora una domanda allora vedrai il  contatore dei commenti aumentare velocemente.

 

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Come potete vedere il post che parla di come trasferire la rubrica da iPhone ad Android ha avuto zero commenti, mentre il post “Cosa non sopportate dei bloggers?” ha ottenuto 44 commenti. Questo perché ho scelto un argomento che ha “eccitato” i lettori scatenando in loro una reazione (positiva o negativa) che gli ha spinti a commentare.

 

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Esistono anche dei post-guide che per quanto possano essere scritte in maniera chiara genereranno comunque un buon numero di commenti perché vanno a colpire un bacino d’utenza “non tecnica”, che ha bisogno di un supporto costante. Ricordate il problema della “Cookie Law” ? L’aver scritto tre post su questo argomento ha generato, verso il mio blog, un numero elevato di traffico e di commenti che mi hanno aiutato anche a crescere come blogger.

Infine c’è l’argomento tabù (ogni settore ha il suo) che nel mio caso è la fatidica domanda: “Meglio l’iPhone o uno smartphone Android?” Ecco, quando toccate l’argomento tabù del vostro settore armatevi di molta pazienza, perché la maggior parte dei commenti che arriveranno saranno di gente che ti verrà contro (alcune volte anche in maniera brutale).

 

Nel tuo settore qual è l’argomento tabù ?

 

Punto Secondo: CALL TO ACTION

Il lettore va sempre sollecitato e per farlo esistono le CTA (Call To Action) che possono essere inserite nel testo del post.

 

“Una call to action è una piccola frase che ha l’obiettivo di spingere l’utente a compiere una determinata azione.”

 

Le Call To Action sono quelle frasi che ti spingono a cliccare sul tasto COMPRA o sul tasto ISCRIVITI o, come capita per il mio blog, per lasciare un commento. Quando le uso cerco sempre di rendere partecipe il lettore per stimolarlo a lasciare il suo parere nei commenti.

Attenzione questa cosa delle Call To Action può sembrare un “meccanismo freddo” ma così non è, perché il commento del lettore mi interessa veramente (se così non fosse avrei bloccato i commenti senza troppo sbattimento.

Se vuoi approfondire l’argomento Call To Action ti consiglio di leggere anche i post di:

 

 

Punto Terzo: GESTIONE

Se vuoi ricevere i commenti sotto i tuoi post te li devi anche meritare e per farlo devi gestire i tuoi commenti. Nei commenti di un post si possono generare delle “community”, idee per nuovi post, critiche costruttive, critiche distruttive, complimenti, idee per migliorarsi e tane altre cose.

Tutte queste cose non vengono su da sole e non  bastano solamente i commenti dei lettori, ma c’è bisogno anche della presenza del padrone di casa. Devi rispondere ai commenti il più velocemente possibile, lo so che sei pieno di impegni ma rispondere a un commento dopo una settimana è molto brutto (se questi sono i tuoi tempi è meglio che li disattivi).

Ringrazia chi ti fa i complimenti ma rispondi anche alle critiche (anche a quelle distruttive) sempre in maniera pacata, ragiona con loro perché forse non hanno tutti i torti a criticarti. Il commento è la linfa vitale del blog.

Se vuoi approfondire la questione “Gestione Commenti” ti consiglio di leggere anche questi post:

 

 

Il commento è la linfa vitale del blog.

 

CONCLUSIONI

Tu sei un lettore che legge e scappa o ti fermi a lasciare un commento sotto il post? Cosa ne pensi di queste tre tecniche che utilizzo io? Fai anche te così o ne usi altre? Se vuoi puoi lasciare il tuo parere nei commenti sotto questo post.

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Wikipedia e il caso Aranzulla: ma chi se ne frega

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Oggi non parliamo niente di tecnico ma di una polemica che ha invaso il web in questi ultimi giorni, ovvero dello scontro tra Wikipedia e Aranzulla per una pagina cancellata, la pagina dedicata  ad Aranzulla.

Se usi il web non puoi, anche solo per sbaglio, non aver letto almeno una volta del caso (ormai diventato un trend) di questa estate 2016: Wikipedia ha levato la pagina ad Aranzulla !! E chi cacchio è sto Aranzulla?

Se non lo conosci vuole dire che non hai mai avuto un problema informatico da risolvere tramite Google, infatti Salvatore Aranzulla è il re delle “guide per tutti” (o meglio conosciute come Dummies) che ti aiutano a risolvere un problema informatico (da quello più semplice a quello più difficile), il suo successo è dovuto anche al fatto che le sue guide non sono per gli esperti ma per l’utente medio (quello che ha bisogno di una guida anche per accendere un PC).

 

WIKIPEDIA-GATE: IL CASO ARANZULLA

Ma quale è stata la causa scatenante della polemica tra i ragazzi di Wikipedia e Aranzulla tanto da farla diventare un trend sul web ? Che cosa ha fatto scattare “l’ira” del re degli HowTo ? Perché siamo invasi da post e articoli (anche il Fatto Quotidiano e il Corriere si sono occupati del caso) su questa cazzo di pagina cancellata ad Aranzulla ?

Il tutto è partito da un post lanciato dallo stesso Aranzulla su Facebook che recitava cosi:

 

Aranz1

 

Da questo post in poi si è scatenato l’inferno sul web e il caso Aranzulla è diventato un caso nazionale (tanto che il Fatto Quotidiano ha messo la notizia in prima pagina), confermato anche dallo stesso Aranzulla in questo post.

 

Aranz2

 

Salvatore Aranzulla è l’uomo più amato e allo stesso tempo odiato del web, molti lo esaltano (definendolo anche GURU) e non possono fare a meno delle sue guide mentre altri lo detestano definendolo un markettaro, incapace e altri con altri epiteti pesanti. Diciamo che questa cosa è abbastanza normale del resto “il potere logora chi non ce l’ha!!”  e tutti questi wanna be aspiranti Aranzulla che sono spuntanti grazie alla diffusione dei blog venderebbero la madre per avere almeno 1/4 del traffico che ha il suo blog.

Aranzulla è amato dagli utenti medi ed odiato da quella che viene definita, citando Davide Pozzi, l‘élite degli “informatici tutti di un pezzo” per i quali non è tollerabile che “esseri inferiori” abbiano soldi, successo e visibilità., e continuerà a fare di tutto per denigrarlo e metterlo in cattiva luce.

 

IL MIO PARERE SUL CASO WIKIPEDIA-ARANZULLA

Anche il mio blog, che naturalmente non può essere paragonato a quello di Aranzulla e mai l’ho fatto, che tratta argomenti “tecnici” in maniera semplice viene denigrato da “questi esseri superiori” quando capitano sul mio blog.

Naturalmente chi ha guadagnato da questa storia è Aranzulla (anche se non dovesse riavere la sua pagina) visto che in questi giorni tra citazioni, link e traffico verso il suo blog  ha di sicuro raddoppiato la sua popolarità (arrivando anche sulle prime pagine di Giornali nazionali).

Se Aranzulla ha vinto chi è che ha perso? Wikipedia? No, ha perso l’utente che naviga sul web visto il bombardamento mediatico che ha dovuto subire manco fosse veramente importante apparire su Wikipedia.

 

“Se non hai una pagina Wikipedia non esisti”

 

Aranzulla hai fatto tutto sto bordello per una paginetta su Wikipedia, te che di popolarità non ne hai bisogno, ma ne è valsa veramente la pena? Oppure è tutta una strategia? 

 

CONCLUSIONI

Io la mia l’ho detta ora tocca a te, se vuoi puoi lasciare il tuo parere nei commenti sotto questo post. Salvatore naturalmente se vuoi puoi commentare anche te 😀 !!

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