Come riconoscere una Bufala

Pinocchio

Non sto parlando della buonissima mozzarella campana, ma di quelle notizie che giornalmente invadono i nostri feed e la nostra timeline di Facebook.

Proprio Facebook, che ha dichiarato guerra alle fake news, è il posto dove le bufale trovano un buon terreno dove diffondersi in maniera virale. Ancora oggi, nonostante tutte le raccomandazioni del caso, nella mia timeline vedo ancora molta gente che pubblica (in maniera convinta) notizie così false che neanche Lercio.it pubblicherebbe.

 

COME RICONOSCERE UNA BUFALA

Chi genera bufale su internet non lo fa in maniera casuale, ma segue uno schema ben preciso che gli permetterà di rendere la notizia virale in poco tempo.

 

TITOLO AD EFFETTO

Il titolo acchiappa click, anche se ormai è più che sputtanato, ancora colpisce e lo sapete perché ? Perché il 90% delle persone legge solo il titolo senza mai andare a leggere quello che il post contiene.

Quindi capite bene che se scrivo un post con un titolo ad effetto questo verrà sicuramente condiviso molte volte fino a diventare virale.

 

ECCITA IL TUO LETTORE

Aspetta aspetta, fermati, non devi andare su youporn. Ne parlavo già in questo post (Eccita i tuoi lettori per aumentare le condivisioni) dove parlavo di un libro che avevo letto, che consiglio, di Jonah Berger “Contagioso”. 

 

“La collera e l’ansia inducono le persone a condividere perché, come la meraviglia, sono emozioni intense, ad alto tasso di eccitamento; innescano la scintilla , scuotono e spingono all’azione.”

“L’eccitamento è anche una delle ragioni per cui le cose divertenti vengono condivise.”

 

Ecco, le bufale fanno leva proprio su queste  tre cose: collera, ansia e meraviglia. Queste sono tre emozioni che spingono la persona a fare l’azione che noi gli chiediamo, ovvero condividere. Ma cosa ci guadagnano i creatori di queste bufale?

Molti lo fanno per puro divertimento (come quelli che negli anni ’90 creavano le catene di S. Antonio via sms) altri invece lo fanno per guadagnare soldi tramite i banner pubblicitari, infatti portando molto traffico sul sito aumenta la possibilità che qualcuno, volente o nolente, clicchi sul banner pubblicitario e faccia così guadagnare qualcosa al creatore della bufala.

Esistono anche le bufale messe in piedi per ledere qualcuno o qualcosa, ma questa è un’altra storia.

 

CONCLUSIONI

Su internet ne girano veramente tante di bufale, ogni giorno qualcuno si inventa qualcosa di nuovo ed è sempre più difficile (in molti casi) capire se quello che leggiamo è vero oppure no. Prima di cliccare su condividi prendetevi tempo e controllate tramite altre fonti se quello che avete letto è vero.

Ricordatevi sempre che la bufala si regge su due cose fondamentalmente: titolo accattivante ed eccitare il lettore. Se volete approfondire su questo argomento vi consiglio di leggere anche questi due articoli:

 

 

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4 thoughts on “Come riconoscere una Bufala

  1. Andrea Torti 22 maggio 2017 alle 8:39 Reply

    Giusto.

    Secondo me, però, il vero problema è che molte persone condividono notizie false senza controllare non per ignoranza o disattenzione, ma per il semplice fatto che conferma i loro pregiudizi…

    …e che comunque può servire a sostenere la loro parte politica (della seria “intanto spaliamo un po’ di m***a, poi vediamo se Tizio riesce a venirne fuori!”)

    Per dire, se io già ho in antipatia un politico, sarò più che disposto a credere (e far credere) che abbia fatto assumere la moglie per 100.000 euro al mese, che partecipi a riti satanici o che si sia venduto la nonna per debiti di gioco 😛

    Insomma, non è la fake news a creare odio e diffidenza, ma sono l’odio e la diffidenza a fare la fortuna delle fake news.

    Liked by 1 persona

    • Mr Tozzo 22 maggio 2017 alle 9:45 Reply

      Ciao Andrea !!

      Vero, molte volte le bufale vengono create per distruggere l’immagine di una persona (specialmente se è una persona pubblica) e questo comportamento è proprio da infami. Però bisogna stare molto attenti perché la diffamazione è punibile legalmente.

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  2. mikimoz 22 maggio 2017 alle 13:48 Reply

    E’ difficile -troppo- andarsi a cercare la fonte.
    E’ difficile pure per le Iene.

    Moz-

    Liked by 1 persona

    • Mr Tozzo 22 maggio 2017 alle 14:22 Reply

      Troppa fatica…. eppure l’amico Google può aiutare 🙂

      Mi piace

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