[INTERVISTA]: Gloria Vanni di Lessissexy.com

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Arrivati alla quarta intervista credo che sia proprio il momento di intervistare una donna, lei è Gloria Vanni di http://www.lessissexy.com/ una Giornalista/Blogger che ama fare rete, viaggiare e che si definisce un’apolide sempre in movimento.

Non mi dilungo oltre e vi lascio a questa interessane intervista, buona lettura !!

LE DOMANDE A GLORIA VANNI

Ciao Gloria, prima di tutto “grazie” per il tempo che hai impiegato a rispondere alle domande per il mio blog. Allora partiamo subito.

Presentati spiegando ai lettori chi sei e cosa fai nella vita

Ciao Andrea, grazie per questo invito a fare rete e che piacere essere subito dopo un testimonial come Moz! Allora, sono un puzzle! Sono un’apolide sempre in movimento, una persona innamorata della vita, una giornalista ieri e per sempre. Sono blogger, consulente di comunicazione, content editor e host.

Mannaggia l’inglese, però qui rende meglio di “creatrice di contenuti” e “ospite”, cioè persona che offre ospitalità. Ospitare, prendermi cura degli altri e condividere progetti di benessere è ciò che più amo. Ah, sono anche figlia, mamma, ex moglie, sorella, amica, volontaria: basta?

Nella tua biografia leggo che sei giornalista professionista e blogger freelance. Cosa pensi dei giornalisti che schifano i blogger e dei blogger che non vedono di buon occhio i giornalisti? Da che parti ti metti?

Non mi metto da nessuna parte: nel mondo c’è spazio per tutti e credo che ogni giorno sia buono per imparare qualcosa e da chiunque.

Penso che, salvo eccezioni, il giornalismo italiano non abbia compreso e raccolto l’opportunità del web: connetterci. E, allo stesso modo, è stata fraintesa la libertà del web che consente a tutti di aprire la bocca e dire qualsiasi cosa. È comunque difficile creare dialoghi e confronti tra chi parla lingue diverse.

Per esempio, tra una fashion blogger di 20 anni e una giornalista con una lunga storia professionale che, per diventare professionista, ha dovuto passare un esame di Stato, scritto e orale. L’informazione è cambiata e oggi i blogger sono più sexy dei giornalisti.

L’ho detto anche nei corsi di comunicazione digitale organizzati con l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia a Milano: apriti cielo, stavo per essere lapidata da centinaia di giornalisti presenti in sala.

Come nasce il tuo blog, Less Is Sexy (http://www.lessissexy.com/), e di cosa parli nei tuoi post?

Less Is Sexy è un blogzine, una via di mezzo tra un blog e un magazine. Nasce il 1° aprile 2013 e sostenibilità, crescita personale, benessere, lifestyle, viaggi sono i temi di articoli il cui obiettivo è informare, incuriosire, stimolare dialoghi e creare confronti. Less Is Sexy non vende nulla: condivide.

Condivide ispirazioni e azioni di sostenibilità che per me è prendersi cura di sé, degli altri, della Terra. Viviamo in un’epoca di opportunità e cambiamenti e “less is sexy” è meno individualismo e più visioni globali, meno nazionalismi e più inclusione, meno autoreferenzialità e più progetti comuni… continuo?

Come nasce un tuo post? Hai un calendario editoriale o scrivi quando ne hai voglia?

Ho un calendario editoriale e pubblico un post a settimana: il martedì. È un calendario comunque flessibile che aggiorno ogni tre mesi circa. Dedico un giorno alla settimana alla scrittura.

Ore in cui scelgo di essere online il minimo indispensabile ed elimino ogni possibile distrazione: no a mail, whatsapp, cellulare e sì alla tecnica del pomodoro che ho raccontato in questo post: http://www.lessissexy.com/tecnica-del-pomodoro/

Gloria e i social: che rapporto hai?

Ho un rapporto distaccato, sereno ed equilibrato. I social sono per me strumenti di comunicazione e condivisione di conoscenza e informazione. Sui miei profili pubblico ciò che mi piace e sulle pagine di LessIsSexy pubblico i post del blog con PostPickr e cose che reputo interessanti per la community che lo segue.

Credo profondamente nel fare rete e condivido spesso post di blogger e media che m’ispirano. E ci metto la faccia. È con l’obiettivo di promuovere la conoscenza che per esempio ho condiviso la mia esperienza di cavia, paziente e persona guarita dall’epatite C.

L’HCV è un virus silenzioso e la percentuale di chi non sa di averlo è altissima. La prevenzione nasce dalla conoscenza.

Com’è cambiata la comunicazione dal periodo della carta stampata a quello del web?

Fino agli anni Novanta del secolo scorso, c’erano i cosiddetti media tradizionali – giornali, radio, televisione, affissioni –, e la comunicazione era verticale e monodirezionale: il giornalista scriveva il suo articolo, l’editore si occupava di stampa e distribuzione e ci si preoccupava poco dell’utente finale.
Con il web, anche l’informazione diventa parte di un processo condiviso e orizzontale. Viviamo una comunicazione più democratica dove anche il lettore può contribuire all’informazione: è il cosiddetto “citizen journalism”. Il giornalista ha sempre il compito di verificare la veridicità delle fonti, oggi è detto anche “fact-checking”.

Lo stesso blogger assume diversi ruoli: crea contenuti e si deve preoccupare di pubblicarli sul blog, quindi condividerli sui social, poi rispondere ai commenti e moderare le conversazioni, ovvero deve prendersi cura dei suoi lettori. È tempo ed energia.

E, come se non bastasse, devi commentare gli altri blogger, essere presente in modo propositivo in gruppi e comunità, fare strategie a medio termine ed essere pronto a stravolgere i tuoi piani in pochi istanti.

Blog e lavoro: quanto può essere utile un blog nel lavoro di un freelance?

Per me è fondamentale, soprattutto all’inizio. Il blog è uno straordinario biglietto da visita, tanto più in Italia dove, grazie al nostro spiccato individualismo, ogni giorno nascono blog con “nomeecognome.it”. Poi, con l’incremento del lavoro, succede che il blog personale passi in secondo piano. Sono pochi i professionisti che riescono a mantenerlo vivo e aggiornato.

Se ti dico viaggiare cosa ti viene in mente? Qual è stato il tuo ultimo viaggio?

Come scrivo nella mia biografia dei post, ho iniziato a viaggiare a 3 anni quando scappavo dall’asilo e ho detto che sono un’apolide sempre in movimento. Il mio primo viaggio da sola l’ho fatto a 13 anni in treno. Poi, sono partita per un viaggio in mare di cinque anni: ho navigato su barche a vela dai 20 ai 25 anni e sono riuscita a laurearmi prima di scendere dalle barche e scegliere di mettere radici a Milano.

Con la consapevolezza che siamo di passaggio e così, dopo 34 anni (intensi e belli), a primavera 2017 cambio vita e mi trasferisco in Spagna, a Minorca. Dove continuerò a fare ospitalità e a occuparmi di benessere, sostenibilità e comunicazione. Il mio ultimo viaggio breve è a Minorca, quello medio è in Malaysia, Thailandia, Taiwan. Quello lungo sarà quando acquisterò un biglietto di sola andata.

Viaggiare per me è vivere. È aprirsi al mondo e agli altri. È uscire dalla propria zona di comfort per avventurarsi in mondi sconosciuti. Opportunità da cogliere al volo per una valigia (sempre pronta) come me.

Si dice che viaggiare apra la mente: come e quanto ha influito il “viaggio” nella Gloria di oggi?

I viaggi sono stati, sono, per me fondamentali. Ero una teenager chiusa, ombrosa, negativa, silenziosa, arrabbiata. Viaggiare apre mente, cuore, corpo, tutto. I cinque anni di barca sono stati la migliore scuola di vita che io potessi sognare. Ho imparato a convivere, a farmi rispettare, ad accettare differenze, a giudicare meno, a lavorare con le mani, a gioire di poco.

Ricordo ancora la difficoltà di spiegare perché la libertà di essere me stessa e di guadagnare 300.000 lire al mese come marinaio/cuoca/skipper (in nero, ovviamente), lavorando 16-18 ore al giorno e 7 giorni su 7, fosse per me la sola scelta possibile. Avevo 20 anni e sono partita per il Sudan, Mar Rosso.

Ho continuato a viaggiare come giornalista specializzata in turismo e prodotti della Terra. Ho viaggiato come mamma e da sola. Nel 2017 compio 60 anni e mi regalo un’altra occasione di viaggio: cambio Paese e scelgo Minorca, la più selvaggia e autentica delle Baleari, per vivere vicino al mare e nella natura.

Se volessi diventare giornalista, quali sono i passi da compiere e quali consigli ti senti di dare alle nuove leve?

Se dico che il giornalismo è una “professione quasi estinta” forse non sarei capita e comunque non è del tutto corretta. Ho fatto la giornalista a tempo pieno nel secolo scorso. Con passione, determinazione, curiosità. Per due anni sono stata “inviato speciale” (era il mio sogno!): inviato di vita, non di guerra.

Non so davvero se tutto ciò oggi è ancora possibile. Non ho fatto scuole ma tanta gavetta e pratica sul campo. Consigli alle nuove leve? Umiltà, umiltà e ancora umiltà. Il che non significa accettare 5 euro a cartella, 1800 battute, 30×60 righe: il giornalismo non va a parole come il blogging. Allora, umiltà, studio (scuole specializzate e università) e strategie. È meglio iniziare in quotidiani locali e piccole cooperative.

Facendo anche due lavori perché con la scrittura e il giornalismo è difficile sopravvivere, figurati diventare ricchi. Suggerisco la lettura del post “17 consigli se vuoi collaborare con un giornale(http://www.wired.it/attualita/media/2016/12/05/consigli-collaboratore-giornale/ ) di Federico Ferrazza, direttore di wired.it e, poi, non mollare mai i propri sogni. Buona vita a tutti.

CONCLUSIONI

Ringrazio ancora Gloria per il suo tempo e per aver reso questa intervista, grazie alle sue risposte molto interessante.

Se la volete seguire anche sui Social questi sono i suoi Canali:

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19 thoughts on “[INTERVISTA]: Gloria Vanni di Lessissexy.com

  1. Stefano 12 dicembre 2016 alle 9:57 Reply

    Bellissima intervista a Gloria, che, come al solito, riesce a esprimere tutti i concetti con una spontaneità e una semplicità quasi disarmanti.
    Condivido moltissimo, in particolare, lo spunto sul giornalismo che non ha capito la potenza della rete e dei blog, che invece vengono sempre visti come “robaccia”.
    Complimenti per l’intervista!

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    • Mr Tozzo 12 dicembre 2016 alle 9:59 Reply

      Grazie, ma con persone come Gloria l’intervista viene facile ;D

      Condivido anche io quello che ha detto Gloria sul giornalismo, questo non voler guardare le cose come stanno, rifiutare il cambiamento è solamente un danno per la categoria.

      Liked by 2 people

  2. gloriavanni 12 dicembre 2016 alle 11:26 Reply

    Aiuto! Grazie, Andrea, un ospite inaspettato mi obbliga a dedicarmi alla vita reale, pulizie di casa: questa è l’ospitalità, appena finito condivido!

    Liked by 1 persona

    • Mr Tozzo 12 dicembre 2016 alle 11:29 Reply

      Grazie a te per il tempo che hai dedicato a questa intervista ;D

      Mi piace

  3. gloriavanni 12 dicembre 2016 alle 11:28 Reply

    Grazie, Stefano, per apprezzare la spontaneità e la semplicità che mi fanno sparpagliare sorrisi e buongiorno quotidiani agli sconosciuti! 🙂

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  4. mikimoz 12 dicembre 2016 alle 12:34 Reply

    La Biondona!
    Grazie per la citazione, baby!
    Bellissima intervista: conduci una vita davvero less, gestendoti bene il lato web/social.
    Non è sbagliato, in effetti.
    Blogger vs Giornalismo… è un discorso interessante ma è ovvio che essere giornalisti (o pubblicisti, o lavorare in una redazione) è percepito come più autorevole (il problema dei blog è che danno voce a cani e porci, vedi me :p)

    Moz-

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  5. mikimoz 12 dicembre 2016 alle 19:37 Reply

    Decisamente, e farò in modo che sia sempre così 🙂

    Moz-

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  6. gloriavanni 12 dicembre 2016 alle 20:57 Reply

    Ciao, Moz, felice che l’intervista ti sia piaciuta! Blogger vs giornalismo è, e sarà, una querelle senza fine fino a quando qualcuno aprirà la bocca per dire… «tu non sai chi sono io!».
    Scherzo ma non troppo e questo da ambo le parti!
    Comunque è vero: essere giornalista, possedere il fatidico tesserino (verde = pubblicista; amaranto = professionista) presuppone maggiore autorevolezza. Presuppone, appunto! Un abbraccio grande e buon Natale! 🙂

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  7. Federico Chigbuh Gasparini 13 dicembre 2016 alle 12:00 Reply

    Ciao Andrea, ottima intervista. Mi piace lo stile di vita di Gloria.

    Tra l’altro per un breve periodo della mia vita, in gioventù, ho vissuto a Cala n Porter, Minorca.

    Isola bellissima di cui ho un ottimo ricordo.

    Gloria in che parte di Minorca andrai a vivere?

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    • Mr Tozzo 13 dicembre 2016 alle 12:02 Reply

      Ciao Federico, hai ragione lo stile di vita di Gloria è uno stile da imitare…sicuramente si guadagna in salute.

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      • Federico Chigbuh Gasparini 13 dicembre 2016 alle 12:18 Reply

        Caro Andrea, io nel mio piccolo mi sono spostato dal centro di Milano a Ponti sul Mincio sul Lago di Garda e pur continuando ad amare The Big City ho guadagnato molto in lifestyle.

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  8. ignoranteconstile 13 dicembre 2016 alle 13:35 Reply

    Un’intervista che sa trasmettere energia e vitalità, proprio come l’entusiasmo che Gloria infonde nei suoi articoli. Pensare positivo, umiltà e determinazione: abbiamo tanto ancora da imparare! Grazie per la testimonianza 👍

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    • Mr Tozzo 13 dicembre 2016 alle 13:38 Reply

      Hai ragione, Gloria è un vero ciclone di positività.

      Grazie per aver letto.

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  9. gloriavanni 15 dicembre 2016 alle 20:16 Reply

    Ciao Federico, grazie per avere lasciato tue tracce e chiedo scusa per la lentezza della mia risposta! Sono un po’ #lessissexy, vero? Allora, ho scelto di andare a vivere sotto a Mahon, nella parte meridionale di Minorca perché è meno ventosa e più calda. Clima temperato che si vede anche nella vegetazione, tipicamente mediterranea con olivi!

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  10. gloriavanni 15 dicembre 2016 alle 20:20 Reply

    Ciao, Luca! Grazie per le tue parole e sì, credo che il pensare positivo, mescolato a determinazione, condito con umiltà (tanta) e passione (tantissima) siano ottimi ingredienti per continuare a sorridere ogni giorno e a impegnarsi in un mondo migliore.

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  11. gloriavanni 15 dicembre 2016 alle 20:22 Reply

    Cala n Porter non è distante da dove mi sto dirigendo: vieni a trovarmi, Federico? Ovviamente l’invido è per tutti 🙂

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  12. Federico Chigbuh Gasparini 21 dicembre 2016 alle 14:04 Reply

    Grazie per la proposta. Ci farò un pensierino.

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