[INTERVISTA]: Miki Capuano di Mikimoz.blogspot.it

mikimoz

 

Siamo arrivati alla terza intervista e questa volta tocca a un blogger  “particolare”, nel senso che il suo blog non si focalizza solamente sulla famosa “nicchia” che tutti decantano ma tratta sempre diversi argomenti (oltre ad avere rubriche fisse come quelle sulle serie TV). È un blogger che dice pane al pane e vino al vino e proprio per questo molte volte viene attaccato.  Lui è Miki Capuano e il blog è http://mikimoz.blogspot.it/ , buona lettura.

 

LE DOMANDE A MIKI CAPUANO

Ciao Miki prima di tutto ti volevo ringraziare per il tempo che hai voluto dedicarmi, non perdiamo altro tempo e iniziamo subito con le domande.

 

Presentati spiegando ai  lettori chi sei e cosa fai nella vita e come mai hai deciso di scrivere e dedicare del tempo al blog http://mikimoz.blogspot.it/

Ciao a tutti i lettori toxici, qui è Miki Moz. Sono un eterno dodicenne, blogger da ormai dieci anni, ho vissuto varie fasi del web e del blogging stesso: tutto è iniziato quando, con alcuni amici frequentanti un forum su Berserk, avemmo l’idea di aprirci uno spazio personale. Era un’esperienza fatta quasi per gioco, diciamo una cosa… fra di noi.

 

Il tuo blog non tratta un argomento preciso ma, da quello che ho visto io, parla di te a 360°. Il tuo blog attira molte persone, ogni post ha sempre molti commenti, secondo te da cosa dipende questo successo?

Diciamo che ho sempre considerato il mio blog come l’estensione della mia cameretta. Di conseguenza, dentro c’è molto di me e della mia vita quotidiana; ma ci sono anche tutte le mie passioni e tutti i miei ricordi. In sostanza, ho aperto il Moz O’Clock anche per “fissare” definitivamente queste cose, il mio mondo pop.

Non so se sia un successo, di certo non sta a me dirlo; è vero che si è creata una sorta di community e la cosa mi ha sempre riempito di gioia e di orgoglio, perché per me il blogging è questo: divertirsi con gli amici virtuali esattamente come ci si divertirebbe al bar con gli amici reali!

 

Come nasce un tuo post? Hai un calendario editoriale o vai al momento?

Inizialmente non avevo nessun calendario, ma solo moltissime cose da dire.
Poi, andando avanti, anche per dare una sorta di bussola a tutta la gente che mi seguiva, ho iniziato a organizzarmi sempre meglio.

E quindi sono sorte rubriche più specifiche, un palinsesto meglio variegato e una identità che credo si sia maggiormente affermata. Oggi cerco di pubblicare almeno una volta al giorno, lasciandomi sempre spazio per improvvisazioni e instant-post sul mondo della cultura pop.

 

Nei tuo post sono sempre presenti gli anni ’80, da cosa nasce questo attaccamento a questi anni ?

Forse perché ci sono nato, forse perché in parte li ho vissuti. Ho avuto una bellissima infanzia, sono stato fortunato e anche un po’ viziato. Sono romantico, a modo mio, nei confronti di questo periodo: stavamo bene (senza scendere nel dettaglio sui meccanismi socio-politici e su dove siamo arrivati adesso), e almeno nel mio blog voglio che ci sia sempre questo senso di benessere, seppur superficiale, ma non sterilmente nostalgico.

Il mio blog, sin dal nome, è dedicato al tempo. Ecco, mi piace pensare che il Moz O’Clock sia una sorta di macchina del tempo che guarda all’oggi con lo spirito giocoso e spensierato del passato.

 

Il blog ti ha aiutato nel tuo lavoro ? Ti ha portato contatti o proposte di collaborazioni?

In alcuni casi sì. Diciamo che alcune porte già aperte per altri motivi (studio, volontariato) sono poi state ancora più aperte grazie al blog e a quello che gravita attorno a questo mondo.

Per meglio dire, spesso le cose si sono contaminate a vicenda; ultimamente la mia passione per il junkfood –sempre presente sul Moz O’Clock con ricette e spuntini- ha contribuito a farmi gestire la cucina in un pub di un amico, a cui ho donato il mio personale menu testato in dieci anni di blogging.

Insomma, è abbastanza per non essere nemmeno un vero foodblogger, no? Spero, in futuro, di continuare con altri progetti; battere altre strade già percorse col blog, esportabili in nuove realtà.

 

Youtube: c’è stato un periodo che pubblicavi anche dei video sul tuo canale e poi hai smesso. Mancanza di tempo o altro? Come la vedi una futura integrazione tra video e blog?

Ho smesso esattamente nello stesso momento in cui ho allentato molto col mio blog.

Lavorando per sette mesi di sera/notte, ho dovuto tralasciare il blogging cercando di non spegnere del tutto. Ora sono tornato, deciso a riprendere in mano tutto, a partire dalla community, che è la cosa a cui tengo di più. Anche i video sono già tornati: prossimamente arriverà anche il secondo capitolo di Onirica, il cortometraggio che presentai nel 2014.

Avremmo dovuto girarlo un mesetto fa, ma poi il terremoto ha scombussolato tutti i piani.
Credo che i video possano essere un mezzo “altro”, un altro modo per esprimersi.
Dal mio punto di vista non sostituiranno i post classici, ossia gli articoli. Ma credo molto nella crossmedialità e quindi… perché non sperimentare? Dopotutto Onirica è una storia che comunque a monte è scritta, e quindi poi messa in scena. La scrittura è sempre alla base di tutto, nessun problema per me.

 

Che rapporto hai con i Social ?

Un rapporto normale. Sono praticamente su tutti i social principali.
Ho iniziato con Google+, poi con Twitter nel 2011, quindi sono approdato con eccessivo ritardo anche su Facebook e ancora Instagram.

I social sono uno strumento della comunicazione, e devono essere sfruttati in questo senso. Io spero di utilizzarli al meglio per divertire la mia community e gli amici che mi seguono, usandoli per aprire ulteriori finestre sul mio mondo

 

Ho notato che molte volte sei attaccato  per le tue idee, , passami il termine,  ‘estremiste”. Come reagisci a chi ti viene sotto i commenti ad “attaccare” ?  

Non reagisco male, almeno penso. Ognuno ha le sue idee estremiste, non credo che le mie lo siano più di quelle degli altri. Si discute, ed è giusto così: dopotutto non lo si fa anche al bar? Ecco, il Moz O’Clock è per me –come ti dicevo- un bar virtuale per discussioni virtuali

 

Questa domanda l’ho fatta già nella precedente intervista ma purtroppo è ancora un tema attuale. Il “web può essere cattivo”  e in questi ultimi mesi abbiamo avuto dei casi di cronaca che lo confermano (vedi caso Tiziana Cantone). Ti sei fatto una tua idea su queste vicende? Secondo te è giusto punire la “gogna mediatica” con una “gogna mediatica” alla Selvaggia Lucarelli ?

Penso che non ci sia né cultura né attenzione a riguardo. Si parla ancora poco di comunicazione, specie nelle scuole, e delle conseguenze possibili derivanti dall’uso sbagliato del web.

In mancanza di sensibilizzazione e probabilmente anche di interesse e pentimento, la gogna mediatica potrebbe essere veramente l’unico sistema che davvero va a colpire i colpevoli, più di ogni altra punizione. Ovviamente fino a che non si affronta seriamente il discorso, in primis nelle strutture di formazione.

 

CONCLUSIONI

Grazie Miki per il tuo tempo e per le risposte interessanti che hai lasciato. Se l’intervista vi è piaciuta mette un LIKE e CONDIVIDETELA, se invece volete seguire Miki questi sono i suoi Canali Social:

 

 

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16 thoughts on “[INTERVISTA]: Miki Capuano di Mikimoz.blogspot.it

  1. mikimoz 14 novembre 2016 alle 10:34 Reply

    Ahaha, hai cercato di “umanizzarmi” un poco, chiamandomi per intero?😄
    Grande Tox, grazie mille per lo spazio concessomi e un saluto a tutti i tuoi lettori!!🙂

    Moz-

    Liked by 2 people

    • Mr Tozzo 14 novembre 2016 alle 11:33 Reply

      Ti vogliono far passare per cattivo come a Trump😀

      Grazie a te per il tempo che hai dedicato alle mie domande.

      Mi piace

      • mikimoz 14 novembre 2016 alle 12:03 Reply

        Grazie a te per lo spazio che hai voluto concedermi🙂
        Vogliono farmi passare per cattivo? Bhe, meglio cattivo che buonista😉

        Moz-

        Liked by 1 persona

  2. Andrea Torti 14 novembre 2016 alle 11:11 Reply

    Come dimostra l’intervista, spesso il successo di un blog non dipende tanto dagli scopi che ci si pone all’inizio, quanto dall’impegno con cui si vive il percorso🙂

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    • Mr Tozzo 14 novembre 2016 alle 11:29 Reply

      Vero, anzi verissimo !! La passione può farti fare grandi cose.

      Mi piace

    • mikimoz 14 novembre 2016 alle 12:06 Reply

      Ciao Andrea.
      Dico la verità: il blog è forse la cosa dove metto più impegno in assoluto, anche se non si tratta di impegno che “pesa”. Dal momento in cui diventa un peso (anche solo rinunciare a andare a cazzeggiare in piscina con gli amici) allora non bloggo🙂
      Snaturerei una passione, e soprattutto tradirei il pubblico: meglio sospendere che scrivere a forza^^

      Moz-

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  3. Ferruccio 14 novembre 2016 alle 11:25 Reply

    Moz è un grande comunicatore

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  4. gennarolangella 14 novembre 2016 alle 18:21 Reply

    Secondo me, più che il termine di blogger, dato il suo peso in Internet, per Moz si possa parlare di “influencer Web”.

    Lascio un saluto! ^_^

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  5. Pietro 18 novembre 2016 alle 12:18 Reply

    Quando penso a cosa vuol dire essere blogger penso a Moz, lui che condivide con me molto dei miei temi ma che è dieci volte più bravo e soprattutto più ca++one di me😀

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    • Mr Tozzo 18 novembre 2016 alle 13:04 Reply

      Lo ripeto, Moz è uno dei più bravi blogger che conosco nel panorama italiano.

      Riesci a parlare di tutto con una dote comunicativa che rende ogni tipo di argomento sempre interessante.

      Liked by 1 persona

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