“Piovono Zucchine”… ma questa volta il culo non è quello dell’ortolano

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Instant Marketing ? Sciacallaggio? Pura Follia? Non si sa bene cosa è passato per la testa a quelli di “Piovono Zucchine”, ma sicuramente questa storia rimarrà negli anni e potrebbe diventare anche un caso di studio su cosa NON bisogna fare. 

“Piovo Zucchine” è un ristorante vegano di Brindisi che domenica scorsa (con un tempismo allucinante) ha pubblicato sulla propria pagina Facebook un post veramente pessimo, sia da un punto di vista umano che da un punto di vista di comunicazione.

Inutile dire che il post è diventato subito virale, la pagina di “Piovono Zucchine” è stata presa d’assalto da utenti ed esperti del settore che non hanno gradito il post.

 

PIOVONO ZUCCHINE: INSTANT MARKETING E CATTIVO GUSTO

La notte tra sabato 29 ottobre e domenica 30 ottobre il Centro Italia è stato colpito da un nuovo terremoto che ha messo in ginocchio la popolazione locale. La scossa è stata così forte che si è sentita anche Roma, quindi potete immaginare cosa possa aver fatto nelle zone dove si trovava l’epicentro.

La stessa domenica quelli di “Piovono Zucchine” pubblicano il seguente post sulla propria pagina Facebook.

 

 

Il tempismo e il cattivo gusto di questo post hanno generato una serie di commenti (più di 1000) tutti negativi naturalmente. In poco tempo il post diventa virale e la pagina Facebook di “Piovono Zucchine” si trova nel bel mezzo di uno ShitStorm.

 

“Shitstorm is a vulgar dysphemism for a chaotic and unpleasant situation”

 

Nella storia del web non è la prima volta che accade e sicuramente non sarà l’ultima, aziende molto più grosse sono state travolte da uno ShitStorm, l’importante è come si reagisce ad una cosa del genere. Ecco, quello che hanno fatto quelli di “Piovono Zucchine” è proprio quello che NON bisogna mai fare.

Hanno risposto a quasi tutti i commenti che venivano lasciati sotto il post, e fino a qui va benissimo, il problema è che le risposte che davano erano quasi surreali. Molti utenti, alcuni anche che lavorano nel settore della comunicazione, ha sottolineato il fatto che il post fosse veramente pessimo e fuori luogo. Come risposta veniva data sempre, quando non si peccava di presunzione,  la seguente:

 

piovono-zucchine-1

 

La spiegazione non è piaciuta quasi a nessuno, tanto che i commenti sono continuati, e la situazione è degenerata anche per le successive risposte che non sono piaciute.

 

L’IMPORTANTE CHE SE NE PARLI

“La collera e l’ansia inducono le persone a condividere perché, come la meraviglia, sono emozioni intense, ad alto tasso di eccitamento; innescano la scintilla , scuotono e spingono all’azione. L’eccitamento è anche una delle ragioni per cui le cose divertenti vengono condivise.”

 

Questo è quello che dichiara Jonah Berger nel suo libro “Contagioso”in questo quelli di “Piovono Zucchine” sono stati molto bravi ma questo è uno di quei casi che il detto “l’importante che se ne parli” non funziona.

Infatti l’aver scatenato la collera ha portato solamente più di mille commenti negativi, reaction negative e cosa più importante (e allo stesso tempo grave) ha portato più di 1000 recensioni negative che per un locale non è proprio il massimo.

 

piovono-zucchine-2

 

Com’era la storia del “purché se ne parli” ? Forse ancora qualcuno non ha capito come funziona il web, se fai una stronzata questa diventa subito virale e una volta che la reputazione è andata è veramente difficile farla tornare.

Se lavori sbagliare è normale, specialmente se ti improvvisi, ma perseverare (come si dice) è diabolico. La cazzata del post poteva essere recuperata con un post di scuse, ma la cattiva gestione dei commenti ha reso la “crisi” irreversibile. Anzi, la gestione dei commenti è stata peggio del post stesso e l’arroganza non paga.

 

SE PIOVE MERDA E QUALCUNO DEVE METTERCI UN OMBRELLO E CHI CHIAMERAI?

Se la tua azienda finisce dentro uno ShitStorm mediatico per una tua cappellata hai poche cosa da fare, anzi sostanzialmente ne hai solo una: CHIEDERE SCUSA !! Anche in questo caso il chiedere scusa subito per il post avrebbe risolto la questione senza creare tutto questo clamore mediatico.

Ma forse quelli di “Piovono Zucchine” hanno pensato che creare del “rumore” avrebbe fatto bene alla loro attività. Altra cosa da fare, dopo aver chiesto scusa, è affidare la comunicazione via Social a qualcuno esperto che sia in grado anche di gestire una eventuale crisi.

 

“Qualche volta se piove merda e qualcuno deve metterci un ombrello… e chi chiamerai?”

 

Ecco, il Social Media Manager è colui che mette l’ombrello quando inizia a piovere merda e allora perché affidare la propria comunicazione a persone improvvisate?

 

 

CONCLUSIONI

Questo è il mio punto di vista (da profano) su un caso che sicuramente passerà alla storia come “Il peggior modo di gestire la Comunicazione Aziendale” oppure “Come affondare una azienda con un post“.

E voi cosa ne pensate del caso “Piovono Zucchine” ? Lasciate le vostre osservazioni nei commenti sotto questo post. Qui di seguito vi riporto alcuni post che trattano lo stesso argomento, post interessanti da leggere:

 

 

Inoltre con TagBoard ho creato una pagina che monitora in tempo reale l’hashtag #piovonozucchine per chi fosse interessato ad approfondire la storia. La pagina la trovate a questo indirizzo: http://tgb.io/PiovonoZucchine/326642 . Se invece non conosci TagBoard e vuoi approfondire ti consiglio di leggere il post di Simone Bennatihttp://www.metup.it/2016/10/26/tagboard-hashtag-real-time-monitor/

 

Se ancora non sei diventato fan su Facebook di Toxnetlab’s Blog puoi farlo cliccando: Toxnetlab’s Blog Facebook.

Se il post ti è piaciuto metti un Mi Piace e/o lascia un commento e condividilo sui vari Social (sempre se vuoi  :D ).

 

 

 

 

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6 thoughts on ““Piovono Zucchine”… ma questa volta il culo non è quello dell’ortolano

  1. Andrea Torti 7 novembre 2016 alle 10:53 Reply

    Il rifiuto dell’azienda di fare subito marcia indietro è forse il risvolto più assurdo dell’intera vicenda – se persino Radio Maria ha avuto il buon senso di farlo qualche giorno dopo, perché queste persone non l’hanno capito? Mah.

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    • Mr Tozzo 7 novembre 2016 alle 10:57 Reply

      Ciao Andrea, infatti la cosa più assurda non è tanto il post (una cazzata può capitare a tutti) ma come è stata gestita dopo.

      La gestione dei commenti è stata così surreale che pensavo che fosse tutto finto, invece la triste realtà è che loro sono rimasti convinti della loro posizione.

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      • Andrea Torti 7 novembre 2016 alle 11:50 Reply

        Convinti… e respinti, mi sa.

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        • Mr Tozzo 7 novembre 2016 alle 11:55 Reply

          Se leggi le recensioni sulla loro Pagina Facebook te ne renderai conto, da un punto della comunicazione sono stati massacrati (tieni conto che hanno un voto di 1,5/5 stelle nelle recensioni).

          Se poi vai su TripAdvisor vengono massacrati anche li, ma questa volta per quello che cucinano.

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  2. Stefano 7 novembre 2016 alle 13:01 Reply

    Molto interessante, Andrea, non ero a conoscenza di questo abominio. Analisi accurata, la tua, e puntuale.
    Ho linkato il tuo post in un commento del mio ultimo post, dove discuto proprio di Influencing Marketing.
    grazie dello spunto.
    Stefano

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    • Mr Tozzo 7 novembre 2016 alle 13:08 Reply

      Grazie a te per aver letto il mio post e per averlo linkato.

      Si è vero questo caso è veramente al limite della logica, sembra quasi che i proprietari volessero affondare il proprio ristorante.

      Vado a leggere subito il tuo post.

      Liked by 1 persona

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