Comfort Zone Si, Comfort Zone No

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La scorsa settimana sono andato a vedere il film “Kung Fu Panda 3“, che vi consiglio di vedere se già non l’avete visto, e ad un certo punto il Maestro Shifu dice una frase che mi ha colpito molto.

 

“Se fai solo quello che sai fare non sarai mai niente di diverso di quello che già sei!”

 

Praticamente il Maestro Shifu stava parlando, come la chiamano gli americani, della Comfort Zone.

 

“La Comfort Zone nella psicologia comportamentale è una condizione mentale di sicurezza, dove tutto è rassicurante, noto; dove ti muovi a tuo agio, senza grandi sorprese”

 

Molti Guru definisco la Comfort Zone come il male dal quale bisogna allontanarsi per poter essere veramente produttivi, perché allontanandosi dalla zona di Comfort la mente è più stimolata e reattiva. Ma è veramente così? Questa mattina ho scritto la stessa frase su Facebook e, tra i vari commenti ricevuti, il commento che mi ha colpito di più è quello di Simone.

 

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Giustamente Simone dice: “Ma se io mi trovo bene come sto, perché devo (rischiando anche) cambiare?” E come darli torto ? Effettivamente se io ho la mia bella isola felice perché dovrei abbandonarla per avventurarmi per mari burrascosi?

 

CHI NON RISICA NON ROSICA MA….

Chi non risica non rosica ma anche NO !! In questo periodo trovo veramente assurdo abbandonare la propria Comfort Zone per tentare l’azzardo, è come sedersi a un tavolo verde e fare All-In senza avere niente in mano.

La Comfort Zone, secondo me, non deve essere vista come un punto di partenza ma come un punto di arrivo un traguardo che abbiamo raggiunto dopo tanti sacrifici e perché quindi adesso lo dovrei abbandonare?

A Simone ho replicato dicendo “Alcune volte mettersi alla prova può essere stimolante“, ma lo stimolo deve partire da te e non deve essere imposto da altri anche perché in quel caso i risultati non sarebbero quelli sperati. Quindi, come diceva Lubrano, la domanda nasce spontanea. Ma se io mi trovo bene nella mia zona di Comfort perché dovrei lasciarla?

 

CONCLUSIONI

E tu stai pensando di lasciare la tua zona di Comfort per avventurarti in zone non esplorate? O l’hai già abbandonata? Ti sei pentito o sei felice? Lascia, se vuoi, la tua esperienza nei commenti.

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27 thoughts on “Comfort Zone Si, Comfort Zone No

  1. Marcello Trombetti 29 marzo 2016 alle 7:35 Reply

    Se non provi cose nuove e come se non vivi. Ciao se ti interessa io ho scritto un racconto che parla di una donna guerriera che il giorno del suo compleanno ha perso il suo pianeta e la sua gente. Adesso deve fare un viaggio per capire chi o cosa ha fatto una cosa del genere. Se ti interessa eccoti il link https://warriorofstarslastoriadidinahknight.wordpress.com/

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  2. Angelo Cerrone 29 marzo 2016 alle 7:41 Reply

    Concordo con Simone,se una persona sta bene con se stessa perché deve rischiare e mettere a rischio gli equilibri che ha raggiunto. Le certezze ormai non esistono più e se qualcuno può godersi la serenità è giusto che lo faccia.

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    • Mr Tozzo 29 marzo 2016 alle 12:31 Reply

      Esatto, uno deve tentare il cambiamento solamente se ha una vera necessità dentro. Anche perché, come ho già detto, le cose forzate non riescono mai bene.

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  3. Silvia moto39ilblog 29 marzo 2016 alle 7:50 Reply

    Ciao Andrea, sono d’accordo, non sempre bisogna per forza cambiare la propria confort zone, non a tutti i costi almeno, Però penso che cercare, anche nelle piccole cose, di sperimentare nuove strade, non è una cosa così negativa. Non bisogna per forza parlare di cambio di lavoro, o chissà cosa, potrebbe anche essere una cosa più piccola. Provare ad esempio a cambiare modo di scrivere lo stesso argomento trattato da molti sempre allo stesso modo… , oppure provare ad avere un handicap, per capire il disagio di chi lo sta vivendo. Insomma stare bene con se stessi può anche voler dire, provare a stare bene anche in modi diversi.
    Buona giornata e grazie, per un punto di vista inedito, mi hai fatto pensare e questo è sempre bello!

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    • Mr Tozzo 29 marzo 2016 alle 12:34 Reply

      Ciao e grazie per il commento.

      Si hai ragione nessuno si deve sentire obbligato nel cambiare la propria comfort zone, ma deve partire tutto in maniera spontanea. Inoltre non bisogna pensare alla comfort zone solo e per forza in ambito lavorativo.

      Grazie ancora per aver letto e aver lasciato un commento.

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  4. gloriavanni 29 marzo 2016 alle 8:18 Reply

    Ciao, Andrea, sono super d’accordo con te sull’origine dello stimolo: deve partire da te e non deve essere imposto da altri. Però, ogni tanto capitano delle eccezioni per cui alcuni stimoli arrivano fonti esterne e ci danno il là per andare fuori dalla nostra zona di comfort. Li accettiamo, li facciamo nostri e usciamo a curiosare oltre la nostra zona di comfort. Personalmente cerco di uscirci ogni giorno e non ne sono per nulla pentita, è il mio modo di essere e vivere! Buona settimana🙂

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    • Mr Tozzo 29 marzo 2016 alle 12:36 Reply

      Si hai ragione lo stimolo può arrivare in qualsiasi momento e da qualsiasi fonte, allora in quel caso bisogna accettare la “sfida” che può essere uno stimolo per migliorare.

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  5. Stefano 29 marzo 2016 alle 8:46 Reply

    Io concordo con Gloria. E sono uno che sta cercando di muoversi al di fuori della propria Comfort Zone. Sento lo stimolo a trovare qualcosa di diverso. Rimanere nella propria situazione attuale, se da una parte dà garanzie, dall’altra, nel lungo periodo, rischia di portare ad una sorta di apatia da cui poi è difficile uscire.
    E poichè la vita non va sempre avanti in maniera lineare, ogni tanto prendersi qualche rischio è secondo me molto stimolante!

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    • Mr Tozzo 29 marzo 2016 alle 12:39 Reply

      Ciao Stefano grazie per aver letto e commentato.

      Come in tutte le cose ci sono i lati positivi e quelli negativi, rimanere troppo nella propria zona di comfort può portarti (come hai detto giustamente te) ad una sorta di apatia e il rischio di perdere l’entusiasmo nel fare le cose.

      Anche uscire dalla zona di comfort però ha i suoi rischi, ovvero fare un salto nel vuoto alcune volte può spaventare, però se hai i giusti stimoli puoi ottenere i tuoi risultati.

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  6. delia 29 marzo 2016 alle 8:52 Reply

    Personalmente, non la vedo come te! Un conto è stare bene con se stessi ( e avere una certa serenità , senso di soddisfazione), che è una cosa completamente diversa dalla comfort zone! Io sono in un periodo di “scomfort zone”, e non ho mai avuto chissà quali sensi di ansia o inadeguatezza tali da dovermi mettere a cercare nuove strade per motivi di necessità. Lasciare la comfort zone non significa ribaltare la propria vita ma guardare dove non si è mai guardato , provare cose non provate, porsi una sfida personale e raggiungerla.

    Secondo me, chi si sente abbastanza soddisfatto e non sente il bisogno di “sconfortarsi” è, essenzialmente, qualcuno che di sua natura è già un’avventuroso e ha sempre cercato quel qualcosa i più, senza neanche accorgersene.
    E sono convinta che, se in età giovane o molto giovane, la differenza è poca tra chi si spinge oltre e chi invece se ne sta tranquillo con le sue solite cose, col passare degli anni riesci ad assaporare la tua vita solo se ti sei spinto oltre, da qualche parte, ho hai spinto le tue forze in luoghi un poco ameni.

    Correò a vedere il film..anche il primo della serie è un film molto, molto “scomfort zone”

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    • Mr Tozzo 30 marzo 2016 alle 8:09 Reply

      Ciao e grazie per aver letto !!

      Si hai ragione non bisogna farsi prendere dai sensi di ansia o inadeguatezza..anche se un salto nel vuoto, come può essere appunto uscire dalla comfort zone, può portarli.

      Uscire dalla Comfort zone non ti ribalta la vita? Forse non tutta però una minima parte si….altrimenti vuole dire che sei rimasta ancora nella tua comfort zone.

      P.S.
      Il film non è malaccio😀

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  7. Andrea Torti 29 marzo 2016 alle 10:43 Reply

    Certo, prima di affrontare un cambiamento – con tutto ciò che ne consegue – sarebbe bene chiedersi se ne valga o meno la pena…

    …Tuttavia può capitare di trovarsi in situazioni in cui uscire dalla Comfort Zone non è tanto una questione di scelta, quanto piuttosto di necessità – soprattutto in ambito professionale.

    Insomma, valutiamo sempre rischi e benefici!

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    • Mr Tozzo 30 marzo 2016 alle 8:12 Reply

      Ciao e grazie per aver letto !!

      Bisogna distinguere i casi: uscire dalla comfort zone per scelta nostra o perché obbligati. Se nel primo caso hai il tempo per valutare nel secondo, nella maggior parte delle volte, il cambiamento più che farlo lo subisci.

      Se invece è una tua scelta, come hai detto bene anche te, bisogna valutare sempre i rischi e i benefici.

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  8. Susanna 29 marzo 2016 alle 13:17 Reply

    Io ho cambiato la mia situazione con il compimento dei 40 anni, dopo un anno sabbatico ho lasciato il mio lavoro per intraprendere nuove strade, ma senza sapere dove sarei andata e che cosa avrei fatto. Beh, alla fine ho capito che le opportunità si creano da sole, mantenendo la mente aperta pronta a cogliere le occasioni che si presentano. Auguro a tutti di provare questa sensazione di libertà di scelta senza condizionamenti acquisiti dalla routine.

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    • Mr Tozzo 30 marzo 2016 alle 8:14 Reply

      Prima di tutto complimenti per la scelta che hai fatto !!

      Se posso chiedere ..è stata una tua scelta spontanea o obbligata da eventi esterni ?

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      • Scusami, ma vedo ora il tuo commento. Grazie. La scelta è stata spontanea, maturata dopo una serie di eventi che mi han fatto capire di provare a svoltare per non avere rimpianti nel futuro e anche un po’ per mettermi alla prova, visto che sono una persona che difficilmente si lancia nelle cose senza pensarci. Effettivamente non ho fatto il passo più lungo della gamba, ma già il dover spiegare alle persone e l’essere visti come”strani” non è così semplice,

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  9. Nick Murdaca 29 marzo 2016 alle 13:38 Reply

    Quello che ha detto il Maestro Shifu, e quanto hai così ben sviluppato tu, mi ricorda fortemente le parole ormai inflazionate (e chissà se mai veramente comprese) di Einstein: “Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose”. Il che potrebbe fare a cazzotti con quanto risposto da Simone, e poi ripreso così bene da te. Onestamente, non so da che parte stare: siete saggi tutti e quattro!

    Scherzi a parte, per mia esperienza, la zona di Comfort può essere un problema (se non ne esci) nel momento in cui DEVI apportare un cambiamento nella tua vita, che sia professionale o personale.

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    • Mr Tozzo 30 marzo 2016 alle 8:18 Reply

      Dall’alto della mia saggezza ti rispondo che….no vabbè stavo scherzando !! ;D

      Se hai necessità di cambiare qualcosa nella tua vita (professionale o privata) devi necessariamente cambiare qualcosa e quindi anche uscire dalla tua zone di comfort, se rimani fermo sicuramente non cambierà niente.

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  10. Naturalbodyartist (@francogug) 29 marzo 2016 alle 14:01 Reply

    Io credo ci siano situazioni estreme in cui perdi la tua zona di ” comfort zone ” : chiedetelo ai migranti !

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  11. Rocco Laurino 29 marzo 2016 alle 15:03 Reply

    Ciao Andrea, credo che uscire dalla propria zona di comfort non debba necessariamente equivalere a stravolgere la propria vita personale o professionale. Anzi, è possibile fare tante piccole azioni per cercare di scoprire cosa c’è di nuovo li fuori che potrebbe interessarci. Perchè cambiare se già si sta bene con se stessi? Nulla esclude che si possa stare meglio!
    Zona di comfort come punto di arrivo? Non credo, abbiamo bisogni di autorealizzazione che tendono sempre a ripresentarsi anche dove aver raggiunto un obiettivo(penso che per questo chi ha sempre puntato al classico “posto alle poste” poi alla fine entri a far parte delle categorie di lavoratori più stressate).
    L’importante come sempre è non seguire le mode del momento ma fare quello che ci viene da dentro, valutandone sempre pro e contro.

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    • Mr Tozzo 30 marzo 2016 alle 8:22 Reply

      Ciao e grazie per aver letto e commentato !!

      La frase finale che ha scritto (“L’importante come sempre è non seguire le mode del momento ma fare quello che ci viene da dentro, valutandone sempre pro e contro.”) racchiude proprio i senso di questo post.

      E’ vero, come ho già scritto nei commenti precedenti, uscire dalla zona di comfort non è detto che significhi stravolgere la propria vita ma forse solo una minima parte. Quel minimo che basta per scoprire nuove cose che magari ci possono migliorare. Anche se così potrebbe essere vista come “una gitarella” per poi tornare subito alla zona di comfort.

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  12. Patrizia M. 29 marzo 2016 alle 23:23 Reply

    Concordo con Simone, però ci sono anche casi nei quali bisogna osare. Chissà, magari bisognerebbe trovare, sempre sia possibile, una via di mezzo😀
    Saluti, Patrizia

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    • Mr Tozzo 30 marzo 2016 alle 7:28 Reply

      Ciao e grazie per il commento!!

      Si hai ragione, alcune volte bisogna osare… Però, secondo me, bisogna essere anche stimolati per il cambiamento. Che ne pensi?

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      • Patrizia M. 30 marzo 2016 alle 8:43 Reply

        Sicuramente essere stimolati è importante, ma lo è di più (a mio parere) essere convinti di voler fare un cambiamento, non avere dubbi o tentennare!
        Buona giornata. Pat

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