Meglio una Laurea o un Blog ?

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Ieri sera , come tutti i giorni, mi stavo facendo un giro su Twitter per tenermi aggiornato quando mi sono imbattuto in questo tweet.

 

 

Naturalmente la risposta di Selvaggia Lucarelli non si è fatta attendere ed è stata la seguente:

 

 

 

La risposta data dalla Lucarelli non è proprio sbagliata perché una laurea non ti da la professionalità e per scrivere su un giornale non la vedo come un requisito vincolante, l’importante è saper scrivere. Il saper scrivere non si impara con la laurea ma facendo pratica (tanta pratica), leggendo e cosa fondamentale studiando la grammatica.

Ti blocco subito prima che inizi ad insultarmi, non sto dicendo che la laurea è inutile anzi se hai la possibilità e se hai la voglia la devi prendere perché ti servirà, ma non dovrà essere un punto di arrivo ma un trampolino di lancio. Altro concetto che devi tenere bene a mente è che l’essere laureato non ti garantisce nessun diritto, se vuoi farti valere e ottenere il “tuo posto al sole” ti devi rimboccare le maniche.

Io personalmente la penso così e questa è stata la risposta che ho dato alla ragazza del tweet:

 

 

Alla fine le occasioni te le devi anche creare  e se cerchi la meritocrazia allora il web è quello che fa per te, infatti qui le raccomandazioni o le “spintarelle” servono a poco perché se qualcuno non funziona non funziona al contrario se invece vali prima o poi arriverai al successo.

 

“P.S. Ricordate l’hashtag lanciato da alcuni youtubers #selvaggianonmentire ? Ecco quella è stata una grossa cazzata mossa dal fatto che Francesco Sole è riuscito ad arrivare al successo e loro no. Perché è una cazzata ? Perché sul web le raccomandazioni o le “spintarelle” servono a poco. “

 

Ora torno sulla domanda posta nel titolo di questo post: “Meglio la Laurea o il Blog ?” La laurea è sicuramente importante ma non fondamentale, ad esempio se ti piace scrivere e vuoi sfondare in questo settore puoi aprire un blog e iniziare a farti le ossa. Insomma ti devi dare da fare, lamentarsi non serve e se quella porta non si apre allora la devi buttare giù.

 

“Il tempo è una pistola arrendersi è facile e quindi È ora che decidi o su le mani o le maniche – Tutto o Niente, J-AX”

 

CONCLUSIONI

Questo è il mio pensiero, ora tocca a te a lasciare il tuo e per farlo puoi sfruttare i commenti sotto questo post. Meglio la Laurea o il Blog ? Ai posteri l’ardua sentenza !!

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30 thoughts on “Meglio una Laurea o un Blog ?

  1. athenabruna 7 maggio 2015 alle 7:25 Reply

    Secondo me l’alternativa, in sé per sé, non ha ragion d’essere. Mi spiego meglio: per poter scrivere, ossia farlo di mestiere, non è necessaria alcuna laurea ma un una bella dose di competenza, magari anche innata. Ho sempre saputo scrivere discretamente bene, la laurea ha aggiungo rigore logico al mio argomentare, nel parlato e nello scritto, ma se avessi concluso il mio percorso in Fisica non avrei saputo scrivere tanto bene, però sarei stata in grado di farlo ugualmente. La lettura, infatti, aiuta sempre e a prescindere, io ho sempre letto molto; di conseguenza, non hai bisogno della laurea per scrivere, se riesci a far emergere questa abilità. Sono anche d’accordo sul fatto che il web è più meritocratico: generalmente, se sai valorizzarti prima o poi emergerai, appunto. Tuttavia, si può dire, in via generale, che chi oggi lavora in questo settore con soddisfazione è stato un giorno trovato, quasi a caso, da qualcuno e ha iniziato a lavorare? Sarà successo, ma suppongo a pochi. Il blog mi ha dato la possibilità di attestare una certa competenza, ma di fatto so bene che anche la voce “Master in Marketing e Comunicazione” ha fatto la sua porca figura: anche il master non è propriamente necessario, ma se devi inserirti in un certo ambiente lavorativo e, soprattutto, devi concorrere con tantissime altre persone come te, non puoi credere che la tua formazione possa fermarsi: spesso hai comunque bisogno del pezzo di carta, per formalità. Per quanto mi riguarda, la Lucarelli fa la “giornalista” per altre qualità; vedo ragazzi che per anni hanno scritto per diventare giornalisti e, alla fine, danno loro anche il bel servito e restano con un pugno di mosche in mano. Penso che bisogna giocarsela, dunque, su entrambi i livelli: consegui i titoli necessari, apri il blog e diffondi il verbo: le cose non si escludono, non si possono escludere.

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    • Mr Tozzo 7 maggio 2015 alle 7:28 Reply

      “consegui i titoli necessari, apri il blog e diffondi il verbo: le cose non si escludono, non si possono escludere.”

      Esatto e in particolare non devi mai considerare un punto di arrivo…ma di partenza, mai fermarsi.

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      • athenabruna 7 maggio 2015 alle 7:30 Reply

        Certo…per cui possiamo anche concludere che la Selvaggia ha semplicemente un gran fondoschiena😉

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  2. Simone Bennati 7 maggio 2015 alle 7:54 Reply

    Mi piace questo argomento! MI PIACE! Quindi bravo Andrea per averlo scelto😉

    Vorrei dunque esprimere il mio punto di vista sulla questione: non so dire se sia meglio una Laurea (cosa che non ho, tengo a specificarlo) o meglio un blog quando si parla di scrittura e del saper scrivere; quello che so, o meglio, quello che ho potuto constatare, è che il giornalismo in sé è cambiato, tanto nella forma, quanto nei contenuti.

    La mia sensazione, data appunto dall’osservazione di come vengono trattate le notizie, è che il giornalismo sia in qualche modo diventato ogni giorno più “bloggarolo”. Non per niente, infatti, c’è un sacco di gente che di giornalismo non sa proprio nulla, eppure viene chiamata a scrivere per testate online ed offline di portata variabile, ovvero dal giornalino del quartiere al quotidiano nazionale.

    Secondo me il mutamento è avvenuto in primis per questioni di linguaggio: il web ha portato nelle case della gente, ancor prima dei video e delle foto, contenuti fondamentalmente testuali. Prima del web a farlo erano solo libri e riviste. E chi meglio di uno che viene dalla gente sa come parlare alla gente stessa?

    Tutti possiamo diventare blogger, ovvero tutti possiamo accattarci uno spazio web e mettere nero su bianco i nostri pensieri, il nostro punto di vista e qualsiasi altra cosa ci passa per la testa. Da quando sono esplosi i social network, poi, questo è ancor più semplice ed evidente.

    Indi per cui, coloro che dimostrano di saper “parlare alla gente” attraverso il proprio spazio e che riescono a crearsi un seguito è ovvio che finiscano per attirare l’attenzione anche dei grandi nomi, i quali hanno un altrettanto ovvio interesse nel “portare dentro” chi a sua volta porta dentro lettori.

    L’altra faccia della medaglia è che questo ha finito man mano per svilire la figura del giornalista D.O.C., ovvero quello con tutti i crismi e che è arrivato a certi livelli perché prima ha studiato, poi ha fatto la gavetta, etc. etc. Così come a svilirsi è stata l’informazione stessa, la quale è diventata (suo malgrado) argomento gestito da cani e porci.

    Concludo con la più ovvia delle affermazioni: che uno sia giornalista DOC oppure blogger che si è fatto un nome, l’importante è che il singolo prenda atto della responsabilità che ha nel momento in cui è chiamato a fare informazione e tratti gli argomenti di sua competenza con la massima professionalità di cui è capace, sia essa certificata o meno.

    Grazie Andrea e scusa per il commento-fiume, ma ci stava!😉

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    • Mr Tozzo 7 maggio 2015 alle 9:08 Reply

      Wow più che un commento è un post !! ;D

      Si hai ragione il giornalismo è cambiato per merito (o colpa) del web, sicuramente è cambiato in peggio per i giornalisti “vecchia scuola” che si sono trovati scaraventati dentro il web (alcune volte anche contro il proprio volere) non sapendo bene come usarlo.

      Questo, secondo me, è la causa di servizi copia e incolla o superficiali come ormai siamo abituati a vedere. Credo che sia più facile che un blogger faccia il giornalista che il contrario, però i tempi cambiano e le modalità di lavoro sono diverse. Quindi o ti adatti o soccombi, la vecchia scuola prima o poi lascerà la scena al Giornalismo 2.0 fatto da quelli che sono nati sul web e che lo conoscono bene.

      Invece per tornare a bomba sul titolo… L’ideale sarebbe entrambi, ma come ho già detto la laurea non è vincolante per scrivere (il requisito è che devi saper scrivere) e comunque una laurea o un blog non devono essere visti come dei punti di arrivo ma di partenza.

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  3. cramstn 7 maggio 2015 alle 8:52 Reply

    Lo studio ti da poco mentre il fare ti da tanto !

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    • Mr Tozzo 7 maggio 2015 alle 9:09 Reply

      Lo studio ti può dare il metodo, le basi per muoverti…però è anche vero che la pratica serve !

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      • cramstn 7 maggio 2015 alle 9:24 Reply

        Si si verissimo leggiti l’ultimo articolo sulla libertà che ho messo ciaoooo grande

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  4. athenabruna 7 maggio 2015 alle 9:16 Reply

    Lo studio ti dà poco se non sai studiare; il fare ti dà tanto…se qualcuno te lo fa fare.

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  5. mikimoz 7 maggio 2015 alle 9:50 Reply

    Bel post, Tox!
    Che dire… io ho entrambe le cose! :p
    Ultimamente sono entrato in due redazioni; per la prima, mi hanno chiesto pezzi di prova e ovviamente il Moz O’Clock ha fatto tanto, perché hanno letto lì i miei articoli.
    Per la seconda mi hanno chiesto di occuparmi di un dato settore e lì è stata la (seconda) laurea a giocare un ruolo fondamentale, attestando la mia competenza in merito (si spera :p) Poi, parlo anche di altro, perché la passione fa più di centomila lauree^^

    Moz-

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    • athenabruna 7 maggio 2015 alle 9:53 Reply

      Ecco come è riassumibile, in poche parole, quello di cui parlavo😀

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      • Mr Tozzo 7 maggio 2015 alle 10:08 Reply

        Esatto, è la giusta sintesi di quello che hai detto te.

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      • mikimoz 7 maggio 2015 alle 11:36 Reply

        Ho letto adesso, Athena!
        Vero, sono cose in sinergia: la laurea ti fornisce la qualità comprovata, ma non può darti la passione; lo scrivere per passione garantisce invece una dedizione alla causa che una laurea non potrà mai darti.
        In sostanza, è preferibile scrivere comunque🙂

        Moz-

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        • athenabruna 7 maggio 2015 alle 12:08 Reply

          Esatto. Naturalmente, parlo per esperienza: sono consapevole che il blog mi dà UNA possibilità di provare un’abilità, di ottenere visibilità e creare un network; non posso sperare che da qui mi caschi il lavoro, come manna dal cielo: purtroppo, nonostante la mia breve esperienza nel web marketing, sono costretta a lasciar perdere offerte di lavoro in cui viene chiesto il titolo di laurea in economia o simili – io sono laureata in filosofia, nemmeno in scienze della comunicazione. Ecco perché non si può dire né che non serva la laurea né che non serva il blog.

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    • Mr Tozzo 7 maggio 2015 alle 9:53 Reply

      Prima di tutto complimenti, anche la passione fa molto..è la passione che muove tutto, è la passione che ti fa fare le ore piccole per scrivere un post.

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  6. Pier(ef)fect 7 maggio 2015 alle 10:06 Reply

    Meglio avere un blog, mentre si prende una laurea. Secondo me una non esclude l’altra, anche nella scrittura, ed entrambe possono portare belle soddisfazioni. Magari una può appoggiare l’altra. Tacito che se sei un laureato svogliato, serve a poco aver studiato.

    Non sono d’accordo su una cosa: le spintarelle sul web non servono a (quasi) nulla. Secondo me servono eccome. Moltissima gente in gamba non viene notata perché non ha le conoscenze giuste per avere “il proprio momento”. E ormai le agenzie sono lanciate nel reclutare ragazzi che sì, hanno talento, ma gli forniscono i mezzi (più o meno leciti) per crescere e affermarsi, anche sopra a chi ha più talento di loro.

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    • Mr Tozzo 7 maggio 2015 alle 10:07 Reply

      Puoi avere anche la spintarella ma se non vali…il web non perdona

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  7. angelocerrone 7 maggio 2015 alle 12:43 Reply

    Lo sfogo di quella ragazza racchiude le paure, le delusioni e i mille problemi di tutti i laureati italiani(lo sono anche io). Alcuni anni fa lanciai una provocazione, ma alcune persone mi presero per matto. All’ epoca dissi che bisognava ridurre drasticamente il livello dei laureati in Italia o avremmo avuto una marea di disoccupati. A distanza di qualche anno ho avuto ragione, purtroppo la nostra Nazione non ha la capacità e la forza di collocare le risorse umane nel mondo del lavoro(in Italia è un miraggio questa parola)e tutti questi laureati dopo aver concluso con tenacia i propri studi si ritrovano con un pugno di mosche in mano.
    Detto questo credo che coniugare studi e pratica sia la miglior cosa da fare soprattutto in quei settori come giornalismo, comunicazione,marketing e altri ancora, dove chiunque può dar vita ad un progetto vincente.
    Le nozioni che vengono trasmesse nei campus sono poche e ormai obsolete ma ti forniscono le basi per risolvere eventuali problematiche. Se non avessi studiato, avrei una visione limitata della realtà, mentre gli studi allargano gli orizzonti mentali. Se a questo aggiungi un pò di gavetta(ci sono persone che non hanno voglia di farla)puoi arricchire ulteriormente il tuo bagaglio culturale.
    I talenti si coltivano giorno per giorno.

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    • Mr Tozzo 8 maggio 2015 alle 12:35 Reply

      E’ vero infatti non sto giudicando lo sfogo della ragazza, però quello che dico io è che bisogna anche crearsele le opportunità…specialmente quando ricevi molte porte in faccia

      Il web è meritocratico, quindi bisogna darsi da fare e se vali avrai la gloria che meriti!!

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      • angelocerrone 8 maggio 2015 alle 14:52 Reply

        Infatti la miglior cosa è coniugare la teoria alla pratica. Direi che la meritocrazia del web compensa i favoritismi della realtà italiana

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  8. aliceelospecchio 7 maggio 2015 alle 22:45 Reply

    Direi che servono sia il blog (la passione) che la laurea (le competenze). Però è chiaro che possedere le competenze o un attestato senza avere la passione di scrivere non può portare da nessuna parte!

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    • Mr Tozzo 8 maggio 2015 alle 12:33 Reply

      Esatto, la laurea non può essere un punto di arrivo ma di partenza. Se vuoi puoi farti conoscere, specialmente sul web, devi avere il “fuoco sacro” della passione.

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  9. gloriavanni 8 maggio 2015 alle 4:53 Reply

    ciao, Andrea! Grazie per avermi acciuffata per un capello perché mi stavo per perdere questo tuo post molto interessante. Per quanto mi riguarda posseggo laurea+blog e sono pure giornalista professionista. Professionalità ottenuta facendo tanta, tantissima pratica, con pochi insegnanti e tanti insegnamenti: i miei errori, il fare e rifare. La laurea è un punto di partenza, ottimo se si è studiato davvero, con la voglia di conoscere e non solo per avere un titolo.
    Poi, però, con la scrittura, l’italiano, tecniche e regole devi sporcarti le mani ogni giorno.
    Con impegno, determinazione, pazienza, passione e, nel caso del blog, aggiungo tanta, tantissima generosità!

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    • Mr Tozzo 8 maggio 2015 alle 12:32 Reply

      Grazie a te per aver letto e commentato, e devo dire che siamo in linea come pensiero.

      Specialmente quando dici: “Con impegno, determinazione, pazienza, passione e, nel caso del blog, aggiungo tanta, tantissima generosità!”

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  10. […] Meglio una Laurea o un Blog? di Andrea Toxiri […]

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  11. Saverio 8 maggio 2015 alle 15:56 Reply

    Interessante blog, premetto che non scrivo e non sono neanche diplomato, però cerco e seguo molto volentieri i blog come il tuo, e posso dire che oltre al piacere della lettura del blog e dei commenti, sento che imparo tanto, un po alla volta ma alla lunga è tanto.
    A differenza di articoli di tanti quotidiani e Tg vari, spesso trovo più approfondimento, più notizie e anche più gradevole la lettura.
    Spesso le persone raccomandate non hanno un titolo di studio idoneo, però ci sono dei diplomati che hanno delle capacità, ma vengono scartate perché senza laurea.
    Ignorantemente suppongo che avere una laurea è un sapere in più, una possibilità di approfondire, ma è chiaro che si bisogna fare anche tanta pratica e un blog è una buona opportunità, inoltre entrambi forse si possono complementare.
    Penso anche che, dopo un diploma o una laurea, non sia finita, ma sia o dovrebbe essere un continuo imparare.
    Saluto

    Liked by 1 persona

    • Mr Tozzo 9 maggio 2015 alle 6:59 Reply

      Grazie per aver letto. Si hai ragione il blog è un buon metodo per farsi le ossa, poi io credo che il web sia il posto più meritocratico.

      Infatti se vali o non vali lo decide il “pubblico”, quindi puoi avere tutte le “spintarelle” che vuoi, ma se non vali non vali .

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  12. Bricolage 14 maggio 2015 alle 7:52 Reply

    Condivido il tuo pensiero. Davvero.

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    • Mr Tozzo 14 maggio 2015 alle 7:54 Reply

      Grazie e benvenuto nel blog, tu cosa preferisci ..Laurea, blog o entrambi ?

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      • Bricolage 14 maggio 2015 alle 8:03 Reply

        Ciao e grazie! Sono una benvenut – a😉
        Io ho una laurea in comunicazione artistica e un master in europrogettazione. Ho aperto il mio blog per sfogo personale poiché penso che sia uno strumento molto democratico che faccia esprimere il senso delle cose concrete offrendole all’altro senza omologarsi al pensiero comune.
        Una via di salvezza rispetto al marasma generale. Ormai anche questi metodi sono stati sopraffatti dal caos dei social, l’importante è mantenere la costanza su cio’ che si fa – anche senza ottenere in cambio una lira. Questo lo dico poiché in Italia chi si cimenta nel campo del giornalismo – nonostante abbia buone qualità di scrittura – deve necessariamente far parte e condividere un gioco di poteri non sempre piacevoli.
        Gratis per gratis, le periferiche blogging sono una risorsa e risposta positiva a questo disagio. Una (ri)affermazione di se stessi e delle proprie posizioni.
        Nonostante i titoli non ancora completi — a me manca solo la tesi specialistica -(che forse un giorno decidero’ di prendere) – vado avanti e lavoro; tra l’altro spesso occupandomi di stesura di testi critici per l’arte.
        Le competenze, la coerenza e la sensibilità verso se stessi portano a un cambiamento, lento, ma cambiamento.
        Questo è quanto penso.

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