[INTERVISTA]: Francesco Menghini di FrancescoMenghini.net

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Oggi parliamo di fotografia, video, viaggi e lo facciamo con Francesco Menghini. Fotografo, videomaker con la passione per i viaggi. Il suo sito web è http://francescomenghini.net/, non perdiamo tempo e iniziamo subito con le domande.

 

LE DOMANDE A FRANCESCO MENGHINI

Ciao Francesco, prima di tutto “grazie” per il tempo che hai impiegato a rispondere alle domande per il mio blog. Allora partiamo subito.

 

Presentati spiegando ai lettori chi sei e cosa fai nella vita

Dico sempre che la cosa più difficile da fare è presentarsi, perché ciascuno di noi altro non è che la propria storia, intrisa dei propri pensieri, emozioni, progetti, e non è facile sintetizzare tutto questo in una risposta.

Quindi per semplicità potrei dire che sono una persona in continua evoluzione. Da vent’anni sono un regista, un documentarista, un fotografo.

Mi sento un uomo fortunato perché ho avuto la possibilità di fare della mia passione un lavoro che mi ha dato infinite soddisfazioni, sia perché ho lavorato a programmi tv per maggiori emittenti italiane e qualcuna straniera, sia perché è un lavoro che mi ha permesso di viaggiare, ed io adoro il mondo.

Da tre anni circa inoltre mi occupo di web, e in particolare ho creato Madre in Italy, una piattaforma rivolta agli italiani all’estero, e francescomenghini.net dedicato invece a chi ruota intorno al videomaking, al montaggio video, alla fotografia.

 

 

Anche tu hai il tuo sito con la sezione blog (http://francescomenghini.net/), quindi anche per un fotografo/videomaker è importante essere presente sul web con un blog?

Credo che per vivere il presente bisogna mantenersi in costante evoluzione perché il presente muta ogni giorno, come un fiume. per questo oggi è importante avere un proprio sito.

Se vuoi che altri sappiano chi sei, quanto vali, cosa fai, come lo fai, la cosa migliore da fare e farglielo sapere, e il web in questo è un megafono. Questo a condizione che tu sia trasparente, sincero, vero. Se menti, il web può diventare un boomerang.

 

 

“…. Siamo un team di professionisti della comunicazione e del Web. Abbiamo creato una rete di collaboratori e referenti italiani in diversi Paesi…. Madre in Italy è una piattaforma, una web-TV in via di sviluppo, ma soprattutto una casa lontano da casa…” 

Parlaci di questo progetto, che cosa fate esattamente con Madre in Italy?

Diamo supporto agli italiani che vivono all’estero e a quelli che hanno intenzione di trasferirsi in un altro Paese, magari anche solo per un periodo.

Lo facciamo attraverso le informazioni che forniamo e i servizi che offriamo, che vanno dal blogging alle consulenze personalizzate su vari temi come quello della burocrazia, delle convenzioni internazionali, della tassazione, della sanità.

Abbiamo una rete di collaboratori che sono professionisti italiani che vivono all’estero, ma anche semplici referenti italiani in diverse città del mondo che posso essere un punto di riferimento per chi è interessato a quel Paese.

E poi volgiamo promuovere, attraverso la realizzazione di video, l’attività delle imprese italiane all’estero, quelle tante che nel mondo rappresentano il Made in Italy, oppure dei tanti talenti italiani che all’estero hanno trovato casa e fortuna: una sorta di storytelling dell’italianità nel mondo, fatta di persone, storie e vissuto.

 

 

Anche Madre in Italy è in costante evoluzione e abbiamo in cantiere una serie di progetti, in particolare ora stiamo lavorando è quello della web tv, ossia la creazione di contenuti video con una precisa linea editoriale, ed è per questo che mi sto guardando intorno alla ricerca di vlogger italiani che vivono all’estero.

 

Fotografo e Videomaker ormai sono figure che sono  state sdoganate dal web, ovvero ti basta una macchina fotografica (o una videocamera)  e un account Social per diffondere i tuoi lavori e farti conoscere. Secondo te è un bene o un male?

E’ un bene. Se hai talento il web ti premia. Se non lo hai ti boccia.

 

Ho visto che per lavoro viaggi molto, il posto più bello che hai fotografato e il più particolare?

L’india. Non so se sia il più bello, ma senza dubbio è il più intenso, quello che mi ha dato maggiori soddisfazioni, e quando parlo di India intendo anche l’Himalaya.

Sono arrivato nel luogo che chiamano “il posto dove nasce l’acqua” e ti assicuro che quando assaggi l’acqua che nasce li, capisci quanto siamo piccoli rispetto alla natura.

 

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Cosa deve trasmettere una foto (o un video) per colpirti?

Mi deve emozionare, deve arricchirmi, deve farmi pensare che se non l’avessi vista o visto, mi sarei perso qualcosa di bello.

 

Noi utenti finali vediamo solo il risultato (quindi la foto o il video) molti pensano che sia facile, punti la macchinetta scatti e poi condividi. Sfatiamo questo mito! Ma quanto lavoro c’è dietro ?

Non c’è solo lavoro, perché scattare una foto o girare un video non è solo mestiere, o capacità tecnica. Dietro uno scatto o dietro un video c’è tutta la vita che fino a quel giorno hai dedicato a questo.

C’è la passione, la ricerca, gli ostacoli che hai superato, le volte che hai pensato di smettere e non lo hai fatto, i sacrifici, l’emozione di avere in mano la telecamera che desideravi, ci sono le mille foto non scattate e le altrettante cestinate, ci sono le immagini vuote e quelle piene, la sperimentazione, lo studio, la costanza, il divertimento, gli aneddoti, insomma, una storia.

Un esempio ne è il video che ho girato per l’Unicef e la rai la scorsa estate in Mozambico.

 

 

Instagram, Youtube, 500px e Flickr cosa ne pensi di queste piattaforme ? Sono canali validi per diffondere i propri lavori? Ne conosci altri?

Penso che siano canali di diffusione, che ciascuno può scegliere di utilizzarli tutti o solo quello che sente più affine. Rappresentano un mezzo, una opportunità, e sta a te capire se sono o meno adatte a ciò che fai.

Credo però che non abbiamo ancora raggiunto il picco evolutivo, sono piattaforme che stanno sperimentando e mettendo a punto nuovi utilizzi, e questo mi incuriosisce molto.

 

Cosa consigli ai novizi che vogliono iniziare la tua stessa carriera?

Non mi piace dare consigli, preferisco condividere le esperienze, è per questo che uso il blog, e quindi, voglio raccontarti qualcosa che ho imparato: l’estate scorsa avevo bisogno di mettere a punto alcuni aspetti tecnici e di marketing legati a Madre in Italy, e per questo sono andato a San Francisco, nella Silicon Valley.

La Silicon Valley è un luogo molto particolare, se dovessi creare un’immagine direi che è una piazza attraversata da persone di tutto il mondo che hanno una caratteristica in comune: lavorano al futuro.

Lì scopri quante cose stanno per accadere, le vedi creare, e vieni contagiato da uno sguardo che piano piano diventa anche il tuo, ed è pieno di energia positiva. E’ questo che vorrei trasmettere a chi vuole iniziare qualunque cosa: energia positiva e senso critico.

 

CONCLUSIONI

Ringrazio ancora Francesco per il suo tempo e per aver reso questa intervista grazie alle sue risposte, foto e video molto interessante.

Se la volete seguire anche sui Social questi sono i suoi Canali:

 

 

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Come creare un post evergreeen

 

Quando apri un blog devi tenere conto che esistono due tipi di post, quelli che io chiamo “one-shot” e gli “evergreen”.  I primi sono post con una vita breve, mentre i secondi possono portare traffico per mesi o per anni.

 

Cosa determina se un post è one-shot o se è evergreen ? Nella mia esperienza da blogger (dal 2009) ho potuto notare le seguenti cose:

 

POST ONE-SHOT

 

  1. L’argomento del post è un trend nel momento della pubblicazione per poi passare di moda dopo qualche settimana
  2. Il post non rispetta le regole SEO e quindi non riesce a “trovare spazio” sui motori di ricerca, quindi niente traffico organico
  3. L’argomento del post non interessa, o è scritto male, e quindi non attrae traffico

 

Naturalmente i post one-shot non sono il male anche loro portano traffico, anche se per un periodo più breve, certo se riusciamo a scrivere più post evergreen la salute del nostro blog migliorerà e di molto.

 

POST EVERGREEN

Il post evergreen è l’opposto di quello one-shot quindi avrà le seguenti caratteristiche:

 

  1. Tratta un argomento che genere un notevole interesse
  2. Rispetta le regole SEO e quindi riesce a collocarsi bene nei motori di ricerca
  3. Il post è interessante e scritto bene

 

COME HO CREATO IL MIO POST EVERGREEN

Esattamente 2 anni fa (20 febbraio 2015) ho creato il mio post evergreen che ad oggi ha portato sul mio blog circa 40000 visite con una media di 1666 visite mensili e un picco di 3091. Sto parlando del post “Le 5 migliori telecamere IP“.

Di queste 40000 visite il 99% arrivano dai motori di ricerca, quindi con un traffico organico, mentre i Social Media hanno avuto un ruolo minore (se non proprio inesistente). Infatti questo post è stato condiviso sui Social solo il giorno della pubblicazione, dopo non ho più effettuato “azioni di marketing”.

Infatti se andiamo ad analizzare il post con Buzzumo le condivisioni sui Social sono poche, molto poche.

 

Post Evergreen

 

Quindi se vogliamo puntare ad un post evergreen dobbiamo scrivere un post che generi traffico organico, ovvero se qualcuno scrive su Google una ricerca il primo sito ad uscire deve essere il nostro. Con il post “Le 5 migliori telecamere IP”  ha funzionato (e funziona) così, il post esce sempre in prima o seconda posizione nella prima pagina o comunque sempre in prima pagina.

Queste che vado ad elencare sono le keywords che portano traffico (ormai da 2 anni) sul mio blog:

 

  • migliore telecamera ip motorizzata
  • telecamera ip motorizzata esterno consigli
  • migliori videosorveglianza wifi
  • migliori telecamere da esterno
  • le migliori ipcam
  • telecamera ip motorizzata esterno consigli
  • migliori telecamere ip

 

Queste sono solo alcune delle combinazioni di ricerca che hanno reso il post “Le 5 migliori telecamere IP” un post evergreen.

 

TUTTO BELLO MA IN PRATICA COME BISOGNA FARE ?

Quando due anni fa ho deciso di scrivere il post “Le 5 migliori telecamere IP” venivo da un periodo di studio dell’argomento (quindi le telecamere IP) perché avevo intenzione di comprarle, e non volevo andare alla cieca.

Siti dove spiegassero bene cosa fossero e come funzionassero le telecamere IP ne ho trovati veramente pochi, la maggior parte sono pieni di banner pubblicitari o link di affiliazione (la giusta tecnica per far scappare il lettore come ho scritto anche qui) e poche informazioni, altri siti proponevano post veramente scarni però in mezzo a tutta questa fuffa qualche sito decente l’ho trovato.

Quindi pensai che un post sulle Telecamere IP (che oltre a consigliare quali comprare spiegasse anche il funzionamento) potesse tornare utile e per scriverlo mi sono mosso in questa maniera.

 

GOOGLE TREND

Normalmente quando inizio a scrivere un post faccio sempre qualche ricerca per vedere se l’argomento che andrò a trattare è interessante oppure no e per farlo utilizzo Google Trend. Quando due anni fa ho fatto la ricerca per le telecamere IP questo è stato il risultato.

 

 

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Nel 2015 il picco era alto e in crescita, quello che vedete dopo è una previsione che però non ha influito in maniera negativa sul post. Quindi una volta che hai verificato che l’argomento è “interessante” adesso ti tocca solamente scrivere il post.

 

UN TITOLO PER ATTIRARLI, UN TITOLO PER AFFASCINARLI, UN TITOLO PER SODDISFARLI E AL BLOG FIDELIZZARLI

L’attenzione di un lettore si attira nei primi 10 secondi se non ce la fai in questo tempo allora è un lettore perso. La prima cosa che viene letta è il titolo, quindi dobbiamo crearne uno  che attiri il lettore magari puoi provare anche un titolo pompato, ma in questo caso rischi che se il contenuto del post non è all’altezza di quello che hai scritto nel titolo la tua reputazione vacilli.

Un buon titolo? Un titolo che sia un’anteprima di quello che scriverai nel post e che incuriosisca il lettore.

 

CREARE UN POST UTILE

Ora arriva la parte più difficile ovvero creare il post, o meglio creare un post utile. Infatti non basta scrivere un post di due righe e mettere qualche link (magari di affiliazione). Ecco come ho fatto io.

La prima parte del post è una spiegazione di cosa sono e come funzionano le telecamere IP, quali sono le tipologie e il significato degli eventuali acronimi. Una volta che hai aiutato il lettore a capire meglio una cosa puoi presentare gli eventuali prodotti/servizi.

Nella seconda parte ho inserito le 5 telecamere (che poi sono diventate 6) che ritenevo migliori considerando anche un rapporto qualità/prezzo (cercando comunque di toccare varie fasce di prezzo). Ora se hai eseguito bene la prima parte e se hai un account di affiliazione (nel mio caso Amazon) puoi pensare di mettere invece del classico link il tuo link di affiliazione.

Che risultati otterresti? Lo spiego nel seguente post: “[Case Study]: Affiliazione Amazon, ecco come guadagnare con un solo post“.

Nella terza, ed ultima parte, puoi lasciare eventualmente spazio ad un breve riassunto e alle conclusioni invitando i lettori ad utilizzare i commenti sotto il post se hanno domande.

Non dimenticarti di dare una “spolverata di SEO” al testo, utilizzare i tag giusti, foto di qualità e personalizzare l’url del post.

 

AGGIORNARE IL POST

Una volta che il post è pubblicato non lo devi abbandonare ma ogni tanto una mano di vernice fa sempre bene per tenerlo vivo.

 

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Infatti dopo 1 anno dalla pubblicazione ho ripreso il post e ho dato una mano di vernice, in particolare le cose che ho cambiato sono state le seguenti:

 

  1. La foto scegliendone una migliore
  2. Ho migliorato il testo
  3. Aggiunto un prodotto
  4. Verificato che i link ai prodotti fossero ancora validi

 

Aggiornare il post periodicamente è una abitudine che dovete prendere se volete mantenere i vostri post sempre freschi.

 

CONCLUSIONI

Questo è quello che ho fatto io per creare (e mantenere) un post evergreen e visti i risultati penso di aver fatto bene. Voi cosa ne pensate? Avete suggerimenti o critiche (costruttive) da fare ? Sfruttate i commenti sotto questo post per il vostro contributo.

Naturalmente, con le opportune modifiche, potete applicare quanto detto a un video su Youtube (se vi interessa l’argomento vi consiglio di leggere questo post di Francesco Menghini: “COME AUMENTARE GLI ISCRITTI SUL TUO CANALE YOUTUBE“) oppure quando dovete pubblicare una foto.

 

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[BLOG E ALTRI DISASTRI]: Ovvero come ti faccio scappare il lettore

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Oggi voglio tirare le orecchie a tutti quei blogger che mettono in piedi delle “strategie” che si vedono lontano un miglio che sono fallimentari. Nel mondo del blog non importa quanti attestati hai attaccati in cameretta, spesso è il buon senso a fare la differenza.

 

Sono un blogger dal lontano 2009 e in questi anni ne ho visti blog (qualcuno arrivare al successo altri chiudere dopo pochi mesi) e ne ho viste di “strategie” per portare traffico al proprio sito, alcune erano veramente geniale altre erano delle cazzate enormi.

 

Twittami: Nel mondo del blog non importa quanti attestati hai attaccati in cameretta, spesso è il buon senso a fare la differenza. #toxnetlab

 

In questi anni anche io ho fatto molte cazzate con il blog perché ho sperimentato, del resto ho sempre considerato il mio blog un laboratorio (per questo si chiama Toxnetlab), e come si dice chi fa sbaglia e sbagliando si impara ma perseverare è diabolico !!!

 

PRENDI FIATO E RAGIONA

Come dicevo inizialmente non esistono delle regole scritte ma spesso è il buon senso che ti salva, specialmente quando non hai esperienza, e nel 2017 ci sono tre cose che da lettore (ma anche da blogger) mi mandano in bestia e mi fanno mettere nella black list un blog.

 

TITOLI POMPATI

I titoli pompati, o come si dice in gergo tecnico clickbaiting, è una delle tecniche che fa incazzare di più il lettore. Titoli che ti promettono la luna e poi leggendo il contenuto ti accorgi che la luna non la vedrai neanche in foto.

Siamo nel 2017 si sono scritti migliaia di post su quanto sia dannosa questa tecnica, ma niente il “blogger furbo” la continua ad usare perché quando vede il picco di visite su Google Analytics si eccita poi non importa se nei giorni successivi il blog assomiglia al deserto del Sahara a lui piace così, quel numerone gli serve per fare il coatto con gli amici.

 

“Le tue uniche poche erezioni le hai quando fai le visualizzazioni – Marracash

 

Recentemente ho letto questo articolo, “Consigli per non cedere al clickbait e generare valore“, che ti spiega come non cedere al lato oscure del clickbait e fare comunque i numeri.

 

BLOG MARKETTARI

Va bene la marketta, va bene il banner della tua affiliazione ma se questi vengono usati con moderazione. Se io arrivo su un blog e mi devo fare largo in una giungla di banner per riuscire ad arrivare al post che desidero leggere (manco fossi Indiana Jones nei “Predatori dell’Arca perduta”), allora no non va bene.

Anche il mio blog ha un banner di affiliazione (UNO SOLO), anche io ogni tanto faccio post-marketta ma prima ne ho scritti tanti free (e spero anche utili).

Se nel tuo blog pubblichi 10 post al mese e di questi 9 sono markette (neanche in linea con il tuo blog) allora non va bene. Io non dico di non fare markette o mettere banner ma moderatevi, poi fate come vi pare ma non vi lamentate se poi la gente usa AdBlock.

 

MI CHIEDI LA CONDIVISIONE? ALMENO FAMMI FINIRE DI LEGGERE !

L’ultima porcata che ho visto su un blog è la richiesta di condivisione prima di leggere tutto il post, altrimenti niente post (quasi un ricatto).

 

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Ecco questo è quello che mi sono trovato davanti mentre stavo leggendo un post (anche interessante): ti chiediamo gentilmente di supportarci sui social network.  Vuoi portare traffico al blog? Vuoi generare engagement ? Pensi che questa CtA (Call to Action) si efficace?

Mi dispiace infrangere i tuoi sogni di gloria ma lo stai facendo male e ripeto questa tecnica mi sa di ricatto, tu condividi e io ti faccio finire di leggere il post. Lo sai che risultato hai ottenuto My Friend (come direbbe Montemagno) ?

 

 

Il post non l’ho condiviso e sul tuo blog non tornerò più, bravo ottima strategia bravo !! Poi non venite a piange che i blog non servono a niente, che non portano clienti e che non riuscite a guadagnare con il blog perché la colpa è solo vostra !

 

CONCLUSIONI

Per attirare un lettore sul tuo blog ci vuole tanto lavoro, per fidelizzarlo devi sudare le famose 7 camicie, per renderlo un “ultrà” che ti fa pubblicità devi sputare il sangue ma per farlo scappare ci vuole poco anzi pochissimo !

 

Twittami: Come si misura il successo di un blog? No con le views ma se il lettore arriva sul tuo blog “povero” e va via “ricco” di contenuti. #toxnetlab

 

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Come creare un BOT su Telegram

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Telegram è la migliore applicazione per chattare, molto meglio di WhatsApp, ma non è solamente questo è molto di più. Una delle funzioni migliori di Telegram sono i bot che ti permettono di avere delle funzioni veramente interessanti.

 

Se usi ancora WhatsApp ti consiglio di leggere questo post perché magari riesco a farti cambiare idea, se invece usi già Telegram allora sicuramente questo post ti potrà tornare sicuramente utile. Prima di iniziare andiamo a vedere cosa sono esattamente i BOT.

 

“Il bot (abbreviazione di robot) in terminologia informatica in generale è un programma che accede alla rete attraverso lo stesso tipo di canali utilizzati dagli utenti umani (per esempio che accede alle pagine Web, invia messaggi in una chat, si muove nei videogiochi, e così via). Programmi di questo tipo sono diffusi in relazione a molti diversi servizi in rete, con scopi vari ma in genere legati all’automazione di compiti chel network fa credere all’utente di comunicare con un’altra persona umana. Questi bot migliorano di anno in anno ed è sempre più difficile distinguere un bot da una persona umana.”

 

ANDIAMO A CREARE IL NOSTRO BOT

Creare il nostro BOT è molto semplice e per farlo abbiamo bisogno di un account Telegram e poi  di altri due BOT che sono: @BotFather e @ManyBot. Per prima cosa apriamo Telegram e facciamo partire il BOT @BotFather, una volta fatto vi troverete davanti a questa schermata.

 

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Questo è il menù con i comandi che avete a disposizione per creare il vostro BOT, il comando che dovrete lanciare sarà /newbot. Una volta lanciato questo comando vi verrano chiesti il nome del BOT e il nome con il quale dovrà essere raggiunto da tutti (quindi quello che appare dopo la @).

Ad esempio il nome del BOT può essere PIPPO mentre il nome per raggiungerlo sarà PIPPOBOT (oppure PIPPO_BOT). Il nome utilizzato per farlo raggiungere anche ad altri utenti DEVE SEMPRE FINIRE CON BOT.

Una volta creato il nome, il BOT @BotFather ci manderà un token (una stringa alfanumerica) che dovremmo copiare perché ci servirà al passaggio successivo.

Lo step successivo è quello di far partire @ManyBot dove andremo ad effettuare il copia e incolla del token che abbiamo ottenuto prima. Una volta che @ManyBot parte dobbiamo lanciare il comando /addbot e poi incollare il token che abbiamo ottenuto prima.

Una volta che il token viene accettato dobbiamo descrivere cosa farà questo BOT (se non volete farlo vi basterà digitare il comando /skip). A questo punto il bot è pronto per essere usato , ti verrà anche indicato l’url da inviare ai contatti con i quali vorrai condividerlo.

 

FICO QUESTO BOT, MA NON HO CAPITO COSA FA

Il bot ha due funzioni principali, la prima è quella di invio notifiche (ad esempio il bot di Netflix ti manda una notifica ogni volta che esce un nuovo film oppure il bot del meteo che giornalmente ti manda le previsioni meteo) oppure  puoi usarli per creare piccoli giochi o questionari.

Il caso che vi ho fatto vedere io è quello per l’invio notifiche, ad esempio io ho creato un bot che si chiama @ToxnetlaBot che ogni volta che viene pubblicato un nuovo post sul blog manda una notifica. Come ho fatto ? Seguimi che te lo spiego.

 

CONFIGURA IL TUO BOT

Una volta creato il tuo bot dobbiamo configurarlo quindi, sempre da @ManyBot, lanciamo il comando (questo nel caso di un bot per invio notifiche) /autoposting il quale farà partire il BOT che avete appena creato.

Una volta che vostro BOT è avviato ridigitate il comando /autoposting e questa volta scegliete la vostra fonte da dove prendere i post da pubblicare. Le fonti possono essere Twitter, Youtube, VK o un feed RSS. Nel mio caso ho usato il feed RSS del mio blog (se non hai un feed RSS ti consiglio di crearlo con FeedBurner).

A questo punto una volta impostata la fonte il BOT è pronto per funzionare quindi, quando uscirà questo post, il mio BOT mi dovrebbe notificare la pubblicazione.

CONCLUSIONI

Alla fine creare un BOT per Telegram non è così difficile, ora il limite è solo la vostra fantasia. Se avete domande o dubbi potete sfruttare i commenti sotto questo post.

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[INTERVISTA]: Angelo Cerrone di Angelocerrone.it

Angelo Cerrone

 

Siamo arrivati alla quinta intervista e questa volta parliamo con un giovane professionista del web marketing molto forte anche su Instagram, oggi parliamo con Angelo Cerrone di https://www.angelocerrone.it/.

Non perdiamo tempo e iniziamo subito con le domande, sei pronto Angelo ?

 

LE DOMANDE AD ANGELO CERRONE

Ciao Angelo, prima di tutto “grazie” per il tempo che hai impiegato a rispondere alle domande per il mio blog. Allora partiamo subito.

 

Presentati spiegando ai lettori chi sei e cosa fai nella vita

Ciao, mi chiamo Angelo,ho da poco compiuto trent’anni e vivo nella splendida provincia di Salerno. Nella vita sono un nullafacente per molti e un professionista per pochi in quanto mi occupo di marketing e comunicazione per imprese e liberi professionisti.

Attualmente sono digital e social media strategist per una società locale,svolgo attività da libero professionista e,sempre in ambito locale,sto gestendo,sotto il profilo comunicativo,un nuovo progetto imprenditoriale.

 

Come nasce il tuo blog, Angelo Cerrone (www.angelocerrone.it), e quali argomenti tratti?

Il blog nasce dalla mia precedente esperienza con WordPress.com. In due anni e mezzo ho ottenuto tantissime soddisfazioni sia sotto l’aspetto professionale che sotto l’aspetto personale.

Dopo lunghe ed attente riflessioni,ho pensato di creare un blog di proprietà dove potessi ripercorrere i successi del mio primo blog.

Per questo anche su angelocerrone.it continuerò a “parlare” di marketing e comunicazione per imprese e liberi professionisti soprattutto in ambito digitale.

 

Come nasce un tuo post? Hai un calendario editoriale?

I miei post nascono dalla mie esperienze personali con i media digitali o in alternativa dalle richieste dei miei follower. Quest’ultime possono essere esplicite o tacite.

Le richieste esplicite non hanno bisogno di presentazioni visto che ognuno di noi ha ricevuto,almeno una volta nella vita,un messaggio,un email o un commento di aiuto da parte di un utente meno esperto.

Invece le richieste implicite sono molto più complesse in quanto è necessario ascoltare i bisogni dei navigatori mediante una continua analisi dei dati statistici del proprio blog.

Invece per quanto riguarda il calendario editoriale,per ora è prevista una sola pubblicazione per il Lunedì,con un argomento scelto la settimana precedente,ma in futuro spero di trovare ulteriore tempo per incrementare il numero di post.

 

Angelo e i social: che rapporto hai?

Odi et amo. Alcuni social li amo da impazzire,altri un po’ meno ma nel complesso adoro il mio lavoro. I social che apprezzo maggiormente sono quelli visual ovvero Pinterest ed Instagram,mentre non amo particolarmente Facebook perché su quella piattaforma la creatività e le idee sono penalizzate da un algoritmo che premia soltanto chi investe nell’advertising.

Infine apprezzo molto anche Linkedin e Twitter che sono utilissimi per chi ha un blog o per chi opera nel campo del business to business.

 

Blog e lavoro: quanto può essere utile un blog nel lavoro di un freelance e/o Azienda ?

Il blog continua ad essere l’arma vincente per le imprese e per i freelance in quanto i costi del social advertising,almeno su Facebook, sono più che raddoppiati e la profilazione sulla stessa piattaforma non sembra essere immune da errori.

Infatti fino a pochi anni fa,su Facebook bastavano pochi euro per raggiungere i propri obiettivi mentre oggi non è più cosi e ciò rappresenta un Handicap per chi non ha grandi budget da investire sul social di Zuckerberg.

Invece per quanto riguarda gli errori,questi ultimi sono legati all’algoritmo di Facebook che mostra gli annunci pubblicitari anche ad utenti poco interessati al nostro prodotto o servizio e ciò condiziona l’intera campagna pubblicitaria in quanto i tassi di conversione sono influenzati anche da questi utenti “fantasma”.

Per questo ritengo che il blog e la Seo siano ancora fondamentali per tutte quelle attività che non hanno grandi risorse economiche in quanto con tanto lavoro e con piccoli budget,da destinare alle attività di Sem,si possono raggiungere grandi traguardi sotto il profilo della conversioni finali.

 

Dalla tua esperienza, le aziende come vivono i Social Media? E’ un rapporto ancora “immaturo” o finalmente è cambiato qualcosa?

Rispetto a qualche anno fa,qualcosa è cambiato ma l’Italia resta una terra di cuggini o di imprenditori fai da te.

In questi anni di blogging,ho raccontato diversi epic-fail digitali come: il Kamasutra di Grisbi,il biscottone della MotoGp interpretato dalla Gentilini oppure la comunicazione omofoba di Melegatti.

Inoltre in questi ultimi mesi abbiamo assistito al suicidio del ristorante Piovono Zucchine che ha creato una strategia di Instant marketing “sfruttando” la tragedia del terremoto.

Tutte queste azioni sono la chiara dimostrazione di come ci sia ancora tanta improvvisazione.

Ma in questo caos generale stanno emergendo belle realtà digitali come Taffo,Trony o altre piccole pagine dedicate a prodotti non strettamente connessi con il mondo tecnologico.

Questo significa che la figura del social media manager inizia ad essere rilevante per il mondo del lavoro,ma naturalmente questa nuova figura professionale ha bisogno di tempo,spazio e soprattutto di risorse economiche da utilizzare nel campo dei social media.

 

Ti seguo anche su Instagram e devo dire che il tuo profilo va molto forte, parlaci dei progetti che hai lanciato su questa piattaforma.

Il mio amore per Instragram è abbastanza recente. Mi sono iscritto alla piattaforma soltanto alla fine del 2015 e in un anno ho ottenuto risultati sorprendenti. Ho dato vita a due progetti ovvero all’hashtag #unangeloinviaggio e alla pagina @italiaincartolina.

Con il primo progetto,racconto i miei viaggi lungo la penisola italiana in modo tale da valorizzare un territorio ricco di storia,arte e di bellezze paesaggistiche.

Invece il secondo progetto ha per protagonista i miei follower e i loro viaggi. Attraverso l’hashtag #italiaincartolina,tutti possono essere protagonisti della mia pagina ottenendo visibilità e un piccolo premio ovvero dedicare la loro cartolina ad una specifica persona.

 

Come può essere utile Instagram per un freelance o Azienda?

Le aziende e i liberi professionisti possono operare su Instagram mediante un’attività di indicizzazione locale o di interessi. Mi spiego meglio.

Se l’azienda A operasse sul territorio X,la stessa impresa potrebbe utilizzare tutti quegli hashtag che caratterizzano il territorio X oppure tutti quegli hashtag che possono essere coerenti con gli interessi della propria community.

A tutto ciò,possiamo aggiungere anche le potenzialità di Instagram Stories,uno strumento sottovalutato da molti ma che può essere fondamentale per attuare strategie di storytelling aziendale.

Tutto ciò che ho appena elencato,è valido anche per i freelance che possono utilizzare l’app per valorizzare i loro servizi e per consolidare i rapporti con la loro community di riferimento.

 
LinkedIn Pulse si può inserire in una strategia di marketing ? Può essere utile per un’azienda che ha già un blog?

Linkedin Pulse è un’ottima soluzione per fare storytelling aziendale.

Sostengo da tempo che le aziende devono incentivare e coinvolgere i loro dipendenti nello storytelling aziendale proprio attraverso Linkedin Pulse.

Ogni dipendente potrà scrivere uno o più post dove racconterà la sua esperienza lavorativa in modo tale da mostrare il lato umano della stessa azienda.
Naturalmente i contenuti realizzati su questa piattaforma dovranno essere coerenti con quelli pubblicati sul proprio blog aziendale in quanto senza coerenza vengono meno gli aspetti della comunicazione integrata.

 

CONCLUSIONI

Ringrazio ancora Angelo  per il suo tempo e per aver reso questa intervista, grazie alle sue risposte, molto interessante.

Se la volete seguire anche sui Social questi sono i suoi Canali:

 

 

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