Come funzionano le Facebook Stories

(DPA) FACEBOOK

 

Se hai un account Facebook sicuramente ti sarai accorto che Zio Mark ha lanciato le Stories, si le stesse che trovi su Instagram e su Snapchat ma visto che qui si parla di Facebook sicuramente avranno più successo.

 

Le Facebook Stories sono disponibili per tutti da qualche settimana e per ottenerle ti basta aggiornare l’applicazione di Facebook (sia per iOS che per Android). Una volta aggiornata troverete le Storie in alto come accade per Instagram, quando Zio Mark non riesce a comprare una cosa la copia ma non sempre lo fa bene.

 

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Cliccando su “La tua storia” potrai vedere le storie che hai appena pubblicato (durano al massimo 24 ore), mentre cliccando sulle foto dei tuoi amici potrai vedere le loro storie. Se invece ne vuoi caricare una nuova dovrai cliccare sull’icona della macchinetta fotografica che trovi in alto a sinistra.
A questo punto ti si apre una schermata (in stile Instagram) che ti permetterà di scattare una foto (o fare un video) e fare una “leggera post-produzione” con gli effetti speciali che Facebook mette a disposizione.
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Una volta finito possiamo passare alla pubblicazione cliccando sulla freccia, ora qui dovete fare attenzione perché la foto (o il video) delle Stories può essere pubblicato solamente sulle Stories o anche sulla bacheca.
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Se lo vuoi pubblicare solo sulle Stories dovrai spuntare la voce “La tua storia” se invece la vuoi pubblicare anche sulla bacheca dovrai spuntare la voce “Pubblica“.

A COSA SERVONO LE STORIES ?

Lo scettico ti risponderà a un cazzo (ma del resto risponde sempre così a tutte le novità dei Social), altri potrebbero dire per cazzeggiare (giusto) ma può servire anche per chi usa i Social per lavoro. E’ lo stesso concetto per le Stories di Instagram:

 

“Le Stories servono per aumentare le visualizzazioni al proprio profilo, quindi le probabilità di prendere un LIKE in più e quindi, se lo usi per lavoro, aumentare la possibilità di trovare un cliente.”

 

Ad esempio se sei un fotografo potresti far vedere tramite le Stories il “Making Of” dei tuoì lavori, se scrivi su un blog potresti usare le Stories per annunciare l’uscita di un tuo nuovo post. Se invece sei un’Azienda puoi usare le Stories per far vedere il “dietro le quinte” del tuo posto di lavoro.

Insomma le possibilità per usare “seriamente” le Stories sono tante, il limite è solo la tua fantasia.

CONCLUSIONI

Hai già iniziato ad utilizzarle le Storie di Facebook? Cosa ne pensi? Lascia il tuo parere nei commenti sotto questo post.

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[RECENSIONE]: Inateck feltro bagagli Custodia per accessori

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Se siamo sempre in viaggio, o semplicemente se passiamo molte ore fuori casa per lavoro, dobbiamo portarci dietro molte cose. Se abbiamo uno smartphone e un tablet per forza di cose dovremmo portare anche gli alimentatori e/o il Power Bank.

 

Se vogliamo viaggiare comodi e avere sempre tutto ordinato, invece di buttare tutto nel nostro zaino, dobbiamo dotarci di una custodia che ci permetterà di portare tutto il necessario in maniera ordinata, protetta e con un tocco di stile.

 

INATECK CUSTODIA FELTRO

A gennaio ho comprato una custodia di Inateck per portare in giro i vari cavi e alimentatori, proteggendoli da eventuali rotture in maniera ordinata e con stile. La custodia è in feltro e al tatto risulta essere morbida e resistente.

Le dimensioni di questa custodia ti permettono di portare mouse, alimentatori, cellulare, caricabatterie cellulari, cavi, SSD, HDD USBPower Bank. Di questo prodotto esistono tre versioni: grigio chiaro, grigio scuro e grigio chiaro con quadretti neri. Questo è quello che ho comprato io !

 

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La chiusura tramite elastico è comoda (sia apre e si chiude velocemente) e sicura (una volta chiuso non vi perderete niente), insomma questo prodotto della INATECK  è un MUST HAVE se volete combinare comodità, eleganza e sicurezza.

 

CONCLUSIONI

L’acquisto di questo prodotto può essere frenato dal materiale con il quale è composto (il feltro può non piacere a tutti) ma posso confermare che il materiale utilizzato è molto buono e resistente e per soli 7,99€ è da provare. Se poi proprio non vi piace lo potete rivendere su Depop come spiego qui.

Se volete questa custodia la potete comprare su Amazon cliccando qui di seguito.

 

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Il mio voto è di 5/5 stelle

Voi cosa ne pensate ?  Lasciate i vostri parerei nei commenti sotto questo post.

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[IO & LA NIKON]: Vicoli di Frascati

 

I vicoli delle città (o dei piccoli centri) nascondo sempre dei particolari interessanti da catturare con la propria macchina fotografica. Può essere una luce particolare, un colore o una situazione.

 

In questa occasione mi trovavo in giro per Frascati, un Comune che si trova vicino Roma nell’area dei Castelli Romani, in occasione del Carnevale. Mentre andavo verso la tradizionale sfilata dei carri la mia attenzione è andata su questo vicolo, in particolare mi ha colpito la luce che entrava alla fine della strada.

 

“La foto è stata scatta con un Nikon D80 con Obiettivo Tamron 70 – 300 mm”

 

La foto è in bassa risoluzione perché è la versione per il web, per la versione originale potete contattarmi qui.

“Senti tu che lavori con i Computer”….ovvero come maledire la tua passione per l’informatica

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Senti visto che lavori con i Computer mi puoi aiutare ? Si è rotto Google ! Senti visto che lavori con i Computer mi puoi vedere lo smartphone perché non riesco più a telefonare. Te che lavori con i computer ci metti un secondo a risolvermi questo problema.

 

Se lavori nel campo informatico, o se i computer sono la tua passione, chissà quante volte avrai sentito questi frasi e se pensi che le “domande” siano inventate ti posso assicurare che non è così. In questa era tecnologica i Nerd sono venerati (ma molto spesso anche sfruttati) dai tecno-analfabeti.

 

SENTI TE CHE LAVORI CON I COMPUTER..OVVERO È IN ARRIVO UNO TSUNAMI DI ROTTURE DI PALLE

Quando sei all’inizio della tua “carriera” di esperto informatico ti fa anche piacere di risolvere i problemi informatici di amici, parenti e colleghi ma credimi dopo qualche anno il tuo pensiero cambierà e arriverà il giorno in cui maledirai di avere la passione per l’informatica e per tutto ciò che è tecnologico.

Girando sul web mi è capitato un post di Patryk Rzucidlo Non rendere la tua passione un lavoro” dove appunto spiega l’errore di rendere la propria passione un lavoro (almeno in campo informatico), cazzo se è vero.

I tempi di quando mi divertivo davanti a un PC a smanettare con Linux, con i Server, con le Reti e con il Codice ormai sono lontani. Adesso devo passare 8 ore davanti a un PC a monitorare sistemi, a risolvere casini creati da programmi di merda scritti da programmatori incapaci.

E io sono uno di quei pochi fortunati che ha scelto il proprio lavoro o meglio ha scelto di rendere la propria passione un lavoro, ma per forza di cosa quando una passione diventa un lavoro qualcosa cambia.

E anche le “consulenze” ad amici, parenti e colleghi iniziano ad essere non più piacevoli. Se prima ti esaltavi adesso quando senti la frase “Senti te che lavori con i Computer..” vorresti avere il teletrasporto per scappare lontano.

Perché ? Il motivo è semplice:

 

  • Se sai usare il computer (anche a un livello normale) il tecno-analfabeta pensa che tu possa risolvere tutti i problemi informatici di questo mondo
  • Ti vengono sottoposti sempre dei problemi informatici assurdi, del tipo “mi si è rotto Google” oppure delle problematiche mai viste che rientrano nei “misteri informatici” che manco Bill Gates conosce
  • “Tu lavori con i computer che ci vuole a risolvere questo problema”… ecco questa frase è presagio di almeno 4/5 ore di rotture di palle

 

Questi sono solamente alcuni dei motivi che ti fanno pensare: “Quasi quasi cambio lavoro e mi metto a fare il kebabbaro”.

 

CONCLUSIONI

Continuo ad amare il mio lavoro (anche se preferirei tornare ai ritmi più blandi come ai tempi universitari) ma sto cercando di limitare le consulenze ad amici/parenti/colleghi, alla fine è anche per questo che ho aperto il blog.

Se ti interessa l’argomento passione-lavoro ti consiglio di leggere anche il post di Riccardo Esposito La passione non diventerà mai un lavoro“.

 

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[INTERVISTA]: Francesco Menghini di FrancescoMenghini.net

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Oggi parliamo di fotografia, video, viaggi e lo facciamo con Francesco Menghini. Fotografo, videomaker con la passione per i viaggi. Il suo sito web è http://francescomenghini.net/, non perdiamo tempo e iniziamo subito con le domande.

 

LE DOMANDE A FRANCESCO MENGHINI

Ciao Francesco, prima di tutto “grazie” per il tempo che hai impiegato a rispondere alle domande per il mio blog. Allora partiamo subito.

 

Presentati spiegando ai lettori chi sei e cosa fai nella vita

Dico sempre che la cosa più difficile da fare è presentarsi, perché ciascuno di noi altro non è che la propria storia, intrisa dei propri pensieri, emozioni, progetti, e non è facile sintetizzare tutto questo in una risposta.

Quindi per semplicità potrei dire che sono una persona in continua evoluzione. Da vent’anni sono un regista, un documentarista, un fotografo.

Mi sento un uomo fortunato perché ho avuto la possibilità di fare della mia passione un lavoro che mi ha dato infinite soddisfazioni, sia perché ho lavorato a programmi tv per maggiori emittenti italiane e qualcuna straniera, sia perché è un lavoro che mi ha permesso di viaggiare, ed io adoro il mondo.

Da tre anni circa inoltre mi occupo di web, e in particolare ho creato Madre in Italy, una piattaforma rivolta agli italiani all’estero, e francescomenghini.net dedicato invece a chi ruota intorno al videomaking, al montaggio video, alla fotografia.

 

 

Anche tu hai il tuo sito con la sezione blog (http://francescomenghini.net/), quindi anche per un fotografo/videomaker è importante essere presente sul web con un blog?

Credo che per vivere il presente bisogna mantenersi in costante evoluzione perché il presente muta ogni giorno, come un fiume. per questo oggi è importante avere un proprio sito.

Se vuoi che altri sappiano chi sei, quanto vali, cosa fai, come lo fai, la cosa migliore da fare e farglielo sapere, e il web in questo è un megafono. Questo a condizione che tu sia trasparente, sincero, vero. Se menti, il web può diventare un boomerang.

 

 

“…. Siamo un team di professionisti della comunicazione e del Web. Abbiamo creato una rete di collaboratori e referenti italiani in diversi Paesi…. Madre in Italy è una piattaforma, una web-TV in via di sviluppo, ma soprattutto una casa lontano da casa…” 

Parlaci di questo progetto, che cosa fate esattamente con Madre in Italy?

Diamo supporto agli italiani che vivono all’estero e a quelli che hanno intenzione di trasferirsi in un altro Paese, magari anche solo per un periodo.

Lo facciamo attraverso le informazioni che forniamo e i servizi che offriamo, che vanno dal blogging alle consulenze personalizzate su vari temi come quello della burocrazia, delle convenzioni internazionali, della tassazione, della sanità.

Abbiamo una rete di collaboratori che sono professionisti italiani che vivono all’estero, ma anche semplici referenti italiani in diverse città del mondo che posso essere un punto di riferimento per chi è interessato a quel Paese.

E poi volgiamo promuovere, attraverso la realizzazione di video, l’attività delle imprese italiane all’estero, quelle tante che nel mondo rappresentano il Made in Italy, oppure dei tanti talenti italiani che all’estero hanno trovato casa e fortuna: una sorta di storytelling dell’italianità nel mondo, fatta di persone, storie e vissuto.

 

 

Anche Madre in Italy è in costante evoluzione e abbiamo in cantiere una serie di progetti, in particolare ora stiamo lavorando è quello della web tv, ossia la creazione di contenuti video con una precisa linea editoriale, ed è per questo che mi sto guardando intorno alla ricerca di vlogger italiani che vivono all’estero.

 

Fotografo e Videomaker ormai sono figure che sono  state sdoganate dal web, ovvero ti basta una macchina fotografica (o una videocamera)  e un account Social per diffondere i tuoi lavori e farti conoscere. Secondo te è un bene o un male?

E’ un bene. Se hai talento il web ti premia. Se non lo hai ti boccia.

 

Ho visto che per lavoro viaggi molto, il posto più bello che hai fotografato e il più particolare?

L’india. Non so se sia il più bello, ma senza dubbio è il più intenso, quello che mi ha dato maggiori soddisfazioni, e quando parlo di India intendo anche l’Himalaya.

Sono arrivato nel luogo che chiamano “il posto dove nasce l’acqua” e ti assicuro che quando assaggi l’acqua che nasce li, capisci quanto siamo piccoli rispetto alla natura.

 

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Cosa deve trasmettere una foto (o un video) per colpirti?

Mi deve emozionare, deve arricchirmi, deve farmi pensare che se non l’avessi vista o visto, mi sarei perso qualcosa di bello.

 

Noi utenti finali vediamo solo il risultato (quindi la foto o il video) molti pensano che sia facile, punti la macchinetta scatti e poi condividi. Sfatiamo questo mito! Ma quanto lavoro c’è dietro ?

Non c’è solo lavoro, perché scattare una foto o girare un video non è solo mestiere, o capacità tecnica. Dietro uno scatto o dietro un video c’è tutta la vita che fino a quel giorno hai dedicato a questo.

C’è la passione, la ricerca, gli ostacoli che hai superato, le volte che hai pensato di smettere e non lo hai fatto, i sacrifici, l’emozione di avere in mano la telecamera che desideravi, ci sono le mille foto non scattate e le altrettante cestinate, ci sono le immagini vuote e quelle piene, la sperimentazione, lo studio, la costanza, il divertimento, gli aneddoti, insomma, una storia.

Un esempio ne è il video che ho girato per l’Unicef e la rai la scorsa estate in Mozambico.

 

 

Instagram, Youtube, 500px e Flickr cosa ne pensi di queste piattaforme ? Sono canali validi per diffondere i propri lavori? Ne conosci altri?

Penso che siano canali di diffusione, che ciascuno può scegliere di utilizzarli tutti o solo quello che sente più affine. Rappresentano un mezzo, una opportunità, e sta a te capire se sono o meno adatte a ciò che fai.

Credo però che non abbiamo ancora raggiunto il picco evolutivo, sono piattaforme che stanno sperimentando e mettendo a punto nuovi utilizzi, e questo mi incuriosisce molto.

 

Cosa consigli ai novizi che vogliono iniziare la tua stessa carriera?

Non mi piace dare consigli, preferisco condividere le esperienze, è per questo che uso il blog, e quindi, voglio raccontarti qualcosa che ho imparato: l’estate scorsa avevo bisogno di mettere a punto alcuni aspetti tecnici e di marketing legati a Madre in Italy, e per questo sono andato a San Francisco, nella Silicon Valley.

La Silicon Valley è un luogo molto particolare, se dovessi creare un’immagine direi che è una piazza attraversata da persone di tutto il mondo che hanno una caratteristica in comune: lavorano al futuro.

Lì scopri quante cose stanno per accadere, le vedi creare, e vieni contagiato da uno sguardo che piano piano diventa anche il tuo, ed è pieno di energia positiva. E’ questo che vorrei trasmettere a chi vuole iniziare qualunque cosa: energia positiva e senso critico.

 

CONCLUSIONI

Ringrazio ancora Francesco per il suo tempo e per aver reso questa intervista grazie alle sue risposte, foto e video molto interessante.

Se la volete seguire anche sui Social questi sono i suoi Canali:

 

 

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