Instagram Business e il “bug” che fa sparire le foto

 

 

Se hai Instagram Business e hai notato un calo delle visualizzazioni, dei like e dei commenti non è detto che sia per colpa delle tue foto ma potresti essere vittima di uno “Shadow Banning”.

 

Se non hai ancora un account Business su Instagram e vuoi capire come si ottiene allora ti consiglio di leggere qui: “Come e perché passare al profilo business di Instagram“. Quando avevo il profilo normale e pubblicavo una foto di media avevo sempre una 50ina di like e una 10ina di commenti, molte volte superavo i 100 like entro 30 minuti dalla pubblicazione.

Una volta passato al profilo Business, almeno inizialmente, non è cambiato niente….inizialmente !! Infatti dopo qualche mese dal passaggio ho iniziato a notare un calo di like e commenti, inizialmente pensavo dipendesse dalle foto che stavo pubblicando (del resto non sono Steve McCurry) però ho notato anche una cosa che mi ha insospettito.

Ovvero un calo drastico delle visualizzazioni del quale non riuscivo a capire la motivazione fino a quando non ho controllato gli hashtag utilizzati. A questo punto la nebbia si dirada e inizio a capire quale può essere la motivazione di questo calo, le foto non appaiano più negli hashtag  facendomi perdere molta visibilità con tutto quello che ne consegue.

Anche in questo mi sono messo in discussione pensando di aver “infranto qualche regola misteriosa“. Postando la domanda su Facebook la prima cosa che mi hanno chiesto è stata:”Ma hai usato qualche hashtag considerato spam da Instagram?”

Controllando al volo le mie ultime 10 foto mi sono levato il dubbio, no non avevo usato hashtag spam. Se vuoi capire come riconoscere un hashtag spam ti consiglio di leggere l’articolo di Alessandro Pozzetti:”COME SCEGLIERE GLI HASHTAG DA UTILIZZARE SU INSTAGRAM (PER AUMENTARE LA VISIBILITÀ DI FOTO E VIDEO)“.

Girando su internet ho trovato un post che mi ha (parzialmente) tranquillizzato, perché alla fine non era un mio problema. L’articolo è il seguente: “Shadow Banning: le Foto su Instagram Business che Scompaiono“.

 

 

TU VUOI FARE L’INSTAGRAMMER, ALLORA DEVI DA PAGÀ

Quello che succede quando passi ad un account Business è abbastanza chiaro, vuoi la visibilità ? Allora devi pagare !! No, non sto parlando di comprare i follower anche perché ho già scritto che è da COGLIONI ! Se te lo sei perso trovi il post qui: “Hai comprato i followers? Bravo COGLIONE !!

Parlo di spendere soldi per sponsorizzare i post e quindi avere in questa maniera più visibilità, come succede per le pagine di Facebook. Aspetta aspetta ma Instagram è di Facebook !! 😀

 

 

TORNARE SUI PROPRI PASSI

Io personalmente sono tornato sui miei passi e quindi ho riportato il mio profilo da Business a Personale e tutto “magicamente” è tornato come prima. Le foto appaiono negli hashtag, quindi ho visibilità, like e commenti sono tornati a regime.

Certo con il profilo personale mi perdo alcune cose che avevo con quello Business:

 

 

  1. I pulsanti per le CtA (Call to Action), ovvero i tasti per contattarmi via email o per visitare il mio blog
  2. La possibilità di sponsorizzare i miei post
  3. Le statistiche
  4. L’aspetto professionale

 

 

PULSANTI CALL TO ACTION

Quando parlo di pulsanti Call to Action intendo quello per contattarmi via email o quello per visitare il mio sito. Non è un grosso problema perché sia l’email che l’indirizzo del sito sono presenti nella mia BIO, è vero che se mi vuoi mandare l’email adesso devi fare il copia e incolla del mio indirizzo però se hai bisogno di contattarmi lo fai !

 

SPONSORIZZARE I POST

Con il profilo personale non ho la possibilità di sponsorizzare i miei post, poco male perché non ho questa necessità ma se proprio ne avessi necessità punterei sul mio network.

 

LE STATISTICHE

Questa sarà la funzione che mi mancherà di più perché erano dati puliti, chiari e molto comodi per fare dei piccoli report… e basta !!

 

ASPETTO PROFESSIONALE

“Anche l’occhio vuole la sua parte” ma anche “L’abito non fa il Monaco”. In questo periodo ho notato molti fotografi professionisti con il profilo personale e molti fotografi amatoriali con il profilo Business. Quindi alla fine non mi preoccuperei più di tanto di apparire professionale grazie al pulsante “CONTATTAMI“.

 

 

CONCLUSIONI

Questi sono i motivi che mi hanno portato a tornare indietro con il mio profilo Instagram, tu hai avuto lo stesso problema ? Come hai risolto ? Lascia il tuo parere nei commenti sotto questo post.

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[INTERVISTA]: Francesco Ambrosino di Socialmediacoso.it

 

 

Blog, Social Media, un evento in preparazione  e molto altro. Questo è quello che uscito da questa intervista con Francesco Ambrosino. Il suo sito è http://www.socialmediacoso.it

 

Francesco crede fortemente nel potere del Content Marketing e non gli piace parlare di cose che non conosce, per questo parla poco ma se può scrive.

 

LE DOMANDE A FRANCESCO AMBROSINO

Ciao Francesco, prima di tutto “grazie” per il tempo che hai impiegato a rispondere alle domande per il mio blog. Allora partiamo subito.

Presentati spiegando ai lettori chi sei e cosa fai nella vita 

Questa domanda è sempre bastarda, soprattutto per chi, come me, non sta mai fermo allo stesso posto per troppo tempo. In breve, posso dire che sono un Content Marketer, uno che, per mestiere, produce contenuti per PMI e liberi professionisti.

Mi occupo, nello specifico, di blogging aziendale e di social media marketing, faccio formazione e partecipo ad eventi di settore come relatore, quando non li organizzo io, come nel caso del Digitalklive.

 

 

Quando e perché è nato il tuo blog (http://www.socialmediacoso.it/) ?

Socialmediacoso è nato nell’estate del 2014, e da allora è la mia casa digitale. L’ho creato perché avevo bisogno di uno spazio mio per sperimentare e mettere in pratica le cose che imparavo e imparo ogni giorno, e da allora non ho mai smesso.

Scrivo sempre meno, ma lo faccio solo quando ho qualcosa che voglio dire davvero, che nasce dalle mie esperienze professionali quotidiane. Si evolve con me, e mi piace da morire.

 

 

Solitamente in passato  se a un imprenditore parlavi d’investire in Blog e Social Media ti rideva in faccia (se ti andava bene). In questi anni com’è cambiato l’approccio delle Aziende nei confronti di questi strumenti che, se usati bene,  possono essere veramente potenti?

Molti continuano a riderti in faccia, e sono quelli del “abbiamo sempre fatto così”. Ecco, quelli non saranno mai clienti, meglio ignorarli e salutarli con la manina mentre affondano con tutta l’azienda.

Oggi più che mai ci si rende conto che la presenza online deve essere subordinata alla produzione di contenuti utili, interessanti, di qualità, sia sui social che sul blog.

Un sito web aziendale non riceve traffico, se non branded, e questo è un problema enorme.

Se si vuole far fruttare quello spazio digitale, magari pagato anche profumatamente ad una agenzia del cazzo che continua a vendere il prodotto “sito” invece del servizio, è necessario produrre dei contenuti, ottimizzati lato SEO.

Meglio intercettare un traffico profilato, di persone potenzialmente interessate a quello che è il tuo settore, invece di sparare nel mucchio e sperare di beccare quello giusto.

 

 

Il blog aziendale e  i Social sono strumenti potenti per il proprio business, ma se usati male possono avere conseguenze devastanti (mi vengono in mente il caso di British Petroleum e di Piovono Zucchine). Secondo te cosa bisogna fare per cercare di salvare la nostra Web Reputation dopo una “crisi online”?

Guarda, partiamo dal presupposto che le crisi spesso sono generate dall’incomprensione o dall’eccessivo desiderio polemico degli utenti, mentre altre volte se le cercano proprio, come nel caso ridicolo di Piovono Zucchine.

Non esiste la bacchetta magica per evitare di fare danni, ma credo che per ridurre le possibilità di fallire sia sufficiente partire da un dato: quando parli online, non sei solo.

Devi sempre calcolare tutto quello che è calcolabile, quindi frasi anche solo potenzialmente ambigue su sesso, religione, credo politico, abitudini alimentari, vanno evitate.

Pochi social team sono veramente preparati a monte ad affrontare una crisi, si procede un po’ a vista in quei momenti, ma questo non giustifica l’arroganza. Mai.

Anche se hai ragione, devi sforzarti di mantenere dei toni pacati, senza mai, però, giustificare o avallare comportamenti offensivi da parte degli utenti. Una bella netiquette, una dose massiccia di santa pazienza, e si fa.

 

 

Blog: scrivere per i lettori o per Google ? Quanto è importante seguire le regole della SEO ?

Non esiste più una distinzione così netta tra le esigenze di Google rispetto a quelle degli utenti.

Se vuoi produrre dei contenuti per il tuo blog professionale o aziendale non devi ignorare le regole SEO, e se vuoi seguire le regole SEO non puoi ignorare il lettore.

Alla base della produzione dei contenuti deve esserci sempre il concetto di utilità: quell’argomento ha buoni volumi di ricerca su Google? Perfetto, vuol dire che le persone hanno quel problema lì e tu puoi provare a risolverglielo con un contenuto scritto come Dio comanda.

Google è un algoritmo, ma costruito per gli esseri umani. Quindi, scrivi per gli esseri umani, ma assicurandoti che abbiano bisogno di quel contenuto.

 

 

Se è vero che una volta i blogger venivano snobbati e presi per il culo, perché visti come il classici ragazzini nerd e brufolosi, adesso tutti vogliono fare i blogger (spesso mossi dalla ricerca di soldi e gloria). Com’è cambiata la situazione della blogosfera e come è cambiata la figura del blogger?

Tutti vogliono fare i blogger perché l’accesso alla professione è molto semplice, ma come dico sempre all’inizio dei miei corsi se vuoi fare il blogger non devi aprire un blog. Devi prima farti le ossa, altrimenti dopo tre mesi lo chiudi demoralizzato.

Non credo che sia cambiata la figura, semplicemente grazie ai social è più facile farsi notare. Io faccio blogging da 16 anni, le piattaforme sono sempre esistite anche prima di WordPress, solo che all’epoca dovevi essere un nerd o un amante della scrittura.

Oggi, invece, è possibile non essere nessuna delle due cose, ma avere voglia di raccontare il proprio lavoro, il proprio hobby, le proprie passioni.

Una cosa è certa, non si guadagna un cazzo facendo il blogger, quindi non lo aprite pensando di fare soldi con la pala grazie ai banner.

 

 

Svolgi anche attività di formazione, raccontaci il lavoro che c’è dietro la preparazione di un corso e quali sono le difficoltà che si possono incontrare durante questa attività. 

Adoro fare formazione, e sto cercando di farne sempre di più, organizzando da solo i miei corsi di Blogging e SEO Copywriting, prima a Napoli, ora a Roma.

Fare formazione è difficilissimo, ma io ho le spalle forti perché sono nato professionalmente in questo ambiente, nella realtà peggiore d’Italia per quanto riguarda questo settore: Napoli.

Mi dispiace dirlo, ma se riesci a portare gente in aula con un corso a pagamento a Napoli, puoi farlo ovunque. Ovunque.

Ci sono 3 cose difficili da fare:

  1. Progettare il corso: devi assicurarti che ci sia interesse per quella materia, che nel territorio non ci sia troppa concorrenza, che la tua struttura possa competere in modo adeguato sul mercato, che abbia una giusta proporzione tra durata e costo, e mille altre variabili (ad esempio calcolare le provvigioni dei commerciali);
  2. Vendere il corso: in Italia c’è la cultura del pezzo di carta, si fanno corsi per accumulare titoli e non competenze, ed è il motivo per il quale c’è una disoccupazione giovanile dilagante in questo fottuto Paese. Vogliamo fare tutti gli avvocati, poi scopri che c’è lavoro per i programmatori in angular.js ma non per gli azzeccagarbugli. Riuscire a vendere qualcosa di intangibile, che all’apparenza è solo fumo, è difficilissimo;
  3. Gestire l’aula: sono sincero, la maggior parte dei formatori in Italia è incompetente. Sia chiaro, mi riferisco all’abilità nel gestire l’aula, non alle competenze tecniche specifiche, che non discuto. Chi entra in aula a fare formazione quasi mai ha i tempi giusti, il linguaggio giusto, l’occhio attento per beccare quello che, in ultima fila, si è un po’ perso e non ha capito quanto hai appena spiegato, balbetta, pieno di intercalari da interrogazione delle superiori (ehm, diciamo, possiamo dire che, ecc..). Fare il formatore è come fare l’attore, o lo stand-up comedian. Devi gestire la curva dell’attenzione, altrimenti è finita.

 

 

Per una persona che lavora online quanto è importante uscire dalla “propria cameretta” ed incontrare vis a vis clienti e/o collaboratori 

Fondamentale. Lo dico sempre, lavori sui social ma non devi fare l’asociale.

Conosco professionisti che credono che lavorare online voglia dire stare 12 ore al giorno attaccato al pc a cosare il coso, e non fanno altro. Fosse per me, starei sempre in giro a fare consulenze, riunioni, corsi di formazione, eventi, altrimenti non cresci mai.

Il nostro lavoro può essere molto alienante, e rischiamo di diventare come Robertino in “Ricomincio da Tre”. Ecco, io sono come il personaggio di Troisi, che gli dice “devi uscire, và mmiezo ‘a strada, tocc ‘e femmene, va a arrubbà, fa chello che vuo’ tu!”.

 

 

In questi giorni sei impegnato con il DigiTalkLive (http://www.digitalklive.it/), raccontaci meglio questo progetto. 

Digitalklive è un pezzo di cuore, nato per caso e diventato un community di persone che si vuole bene davvero. Lo scorso anno, dal nulla, abbiamo organizzato un evento che doveva essere una semplice presentazione di un libro e si è trasformato in una giornata dedicata al Digital Marketing e al Content Marketing con più di 200 partecipanti.

Quest’anno, in vista dell’uscita del libro di Federico Simonetti e Luca Barboni sul Growth Hacking, abbiamo deciso di replicare l’evento, ma più grande e più figo.

Una giornata intera, con 18 relatori d’eccezione, divisi in due panel, uno dedicato alle StartUp e uno dedicato alle PMI.

Nel giro di 10 giorni siamo passati dal “vogliamo rifare il Digitalklive?” al “E adesso dove cazzo le mettiamo 300 persone?”.

Sembra una esagerazione, ma è andata proprio così, fino alla fine di marzo non avevamo nemmeno una sala, oggi abbiamo sponsor, relatori, sala, pranzo offerto a tutti, ricchi premi e cotillion.

La cosa bella di questo evento è l’entusiasmo che registra nelle persone, come se non stessero aspettando altro da tempo. In meno di 3 giorni è andato Sold Out, non ce lo saremmo mai aspettato. Ci sarà da divertirsi, e tu non puoi mancare!

 

 

CONCLUSIONI

Ringrazio ancora Francesco per aver risposto alle mie domande, se lo volete seguire sui Social questi sono i suoi canali:

 

 

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Cos’è YT2FB ? Il tool per migliorare la visibilità dei video su Facebook

 

Cos’è YT2FB ? Avete presente quando pubblicate un video su Facebook e l’anteprima del video si vede piccola? Brutta vero? Ecco YT2FB è la soluzione a questo problema, infatti grazie a questo tool riuscirete a pubblicare i video con un’anteprima decente.

Una volta che avete deciso quale video pubblicare su Facebook dovete andare sul sito YT2FB e incollare il link nel box dove trovate scritto “paste your YouTube link“. Una volta dato invio YT2FB inizierà a lavorare per generare il nuovo link.
 

COME SI USA YT2FB

Quindi se ho intenzione di pubblicare il seguente link https://www.youtube.com/watch?v=nLE74-4PzSA su Facebook, una volta passato su YT2FB il nuovo link sarà: http://yt2fb.com/post-facebook-large-thumbnail-on-facebook-by-yt2fb-31/ .

 

 

Come potete notare l’url cambia e questo permette di “ingannare” Facebook riuscendo a pubblicare il video con l’anteprima più grande. Come potete notare dalla foto il link può essere pubblicato anche su altri Social Network (Twitter, Google Plus, LinkedIn etc..) ottenendo lo stesso risultato.

PERCHÉ USARE YT2FB ?

A questa domanda io ho trovato due risposte:
  1. Estetica: come si dice anche l’occhio vuole la sua parte, vedere un video con una piccola immagine è veramente brutto. Molto meglio vedere il titolo (o descrizione) con l’anteprima grande.
  2. Engagement: questo punto si lega anche al punto precedente. Infatti un video con l’anteprima grande è più bello, ma ha anche più possibilità (proprio perché è più bello) che io lo veda e se usi i video per promuovere il tuo lavoro e/o prodotti capisci bene che diventa importante questo tool.

 

CONCLUSIONI

Questo tool, scoperto grazie al post “YT2FB: E i link a YouTube sembrano video nativi di Facebook!” , lo trovo veramente utile sia per condividere video per gioco che per lavoro. Tu ne conosci altri di tool simili? Cosa ne pensi di questo ? Lascia il tuo contributo nei commenti sotto questo post.

 

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[IO & LA NIKON]: Quartiere EUR Roma – Prima Parte

IO & LA NIKON

 

In una grande città come Roma generalmente vivi intensamente due quartieri, quello dove vivi e quello dove lavori. Questo perché sono i due quartieri dove passi più tempo e perché Roma è così grande che è impossibile riuscire a viverla a pieno tutta.

 

 

 

Oggi vi porterò in giro nel quartiere che, da ormai quasi tre anni, frequento tutti i giorni per lavoro ovvero il quartiere EUR (Esposizione Universale di Roma). Questo quartiere è indicato anche come Q. XXXII ovvero il 32esimo quartiere della Capitale.

L’area fu bonificata nel 1942 con la costruzione dei primi edifici per l’Esposizione (per questo che sui tombini trovate la sigla E.42), ma divenne ufficialmente un quartiere solamente nel 1961.

 

 

Questo quartiere è quello più moderno e schematico dove trova sbocco  l’architettura razionalista

 

“L’EUR è un quartiere molto congeniale a chi fa di professione il rappresentante di immagini  – Federico Fellini”

 

GIRANDO  L’EUR

Il quartiere EUR è pieno di attività commerciali e uffici ma troviamo anche posti, come il Laghetto dell’EUR, dove possiamo rilassarci durante pausa pranzo o possiamo andare a divertirci con la famiglia al LunEur Park (che ha riaperto da poco) oppure possiamo vedere i monumenti o le Chiese che sono presenti in zona.

Iniziamo il giro partendo dal Palazzo della Civiltà Italiana (i romani lo chiamano anche Colosseo Quadrato).

 

 

 

{🗣 La sorgente della vita – pt2}

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{🗣 Puntare verso il cielo e oltre }

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Il Palazzo della Civiltà Italiana fu progettato e iniziato a costruire tra il 1936 e il 1940 per poi interrompere i lavori durante il periodo della seconda guerra mondiale. Quello che mi colpisce è la sua maestosità e soggezione che incute quando ti trovi proprio sotto.

Il Palazzo della Civiltà Italiana ha una forma a  parallelepipedo, con struttura in cemento armato e copertura interamente in travertino e presenta 54 archi per facciata. Questo edificio viene usato per usi espositivi e museali e attualmente è dato in gestione al gruppo Fendi.

 

 

 

Con una passeggiata di 10 minuti possiamo spostarci dal Palazzo della Civiltà Italiana alla Basilica dei Santi Pietro e Paolo altra meta, che se passi per l’EUR, devi andare a vedere perché merita veramente.

La basilica dei Santi Pietro e Paolo  si innalza nel punto più elevato del quartiere, una delle visuali da questo punto ad esempio è viale europa,  qui si ritiene che sorgesse un oratorio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, il quale è stato consacrato ai due apostoli.

 

{🗣 Basilica dei Santi Pietro e Paolo La basilica dei Santi Pietro e Paolo è una chiesa di Roma, all'EUR. Essa si innalza nel punto più elevato del quartiere, nel punto in cui si ritiene sorgesse un oratorio dell'Arciconfraternita dei Pellegrini, consacrato ai due apostoli. È affidata alla cura dei Frati Minori Conventuali della Provincia Romana. Il tempio, a croce greca, è costituito da un cubo centrale e da una cupola emisferica con un diametro di 32 metri. All'esterno, ai lati del portico, le grandi statue raffiguranti i Santi patroni di Roma Pietro e Paolo dominano la scalea monumentale che unisce il piazzale della chiesa al sottostante viale Europa. All'interno, sopra l'altare maggiore, domina la figura di Cristo trionfatore; a sinistra, nella cappella dedicata all'Immacolata Concezione, è presente un mosaico raffigurante la Madonna con il bambino circondata da una corona di angeli. A destra, invece, si trova la cappella di San Francesco ove è collocata una pala in mosaico che presenta il poverello di Assisi insieme ad alcuni santi francescani. Sulla facciata laterale della basilica spicca un altorilievo in marmo la Conversione di Saulo del 1941 scolpito da Venanzo Crocetti.} ~ ~ ~ ~ #IAmATraveler #italy #AwesomeEarth #BestVacations #EarthFocus #BeautifulMatters #Earthpix #PassionPassport #Exklusive_Shot #CNTraveler #AGameOfTones #BeautifulDestinations #AwesomePix #TravelAwesome #DiscoverGlobe #Discover_Vacations #BestDiscovery #TravellingThroughTheWorld #Places_Wow #Instatravel #TopEuropePhotos #Wonderful_Places #MyTinyAtlas #ArtOfVisuals #GuardianTravelSnaps #RoamThePlanet #NeverStopExploring #rome #roma #toxnetgram

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All’esterno della Basilica, per la precisione ai lati del portico, troviamo due grandi statue che raffigurano i Santi patroni di Roma Pietro e Paolo i quali dominano la scala  che unisce il piazzale della chiesa alla sottostante viale Europa.

 

 

 

L’interno della Basilica è affascinante tanto quanto l’esterno,una volta dentro possiamo subito notare sopra l’altare maggiore la figura di Cristo trionfatore. Alla sinistra, nella cappella dedicata all’Immacolata Concezione, troviamo un mosaico che raffigura la Madonna con il bambino circondata da una corona di angeli.

Dalla parte opposta, nella cappella di San Francesco, troviamo un mosaico che rappresenta San Francesco insieme ad alcuni santi francescani.

CONCLUSIONI

La prima parte della “gita per l’EUR” finisce qui, la prossima volta ci dedicheremo a qualcosa di più “leggero” come Viale Europa (una lunga via dove fare shopping), il LunEur Park e i parchi che circondando questo quartiere.

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[INTERVISTA]: Marko Morciano di Markomorciano.com

 

 

 

Anche in questa intervista rimaniamo sul tema fotografia, instagram e comunicazione  andando ad intervistare Marko Morciano. Il suo sito è http://www.markomorciano.com/

 

Lui si definisce un “Digital Artist” con la passione per la fotografia, sui Social è molto presente specialmente su Instagram (il suo Social Network preferito).

 

LE DOMANDE A MARKO MORCIANO

Ciao Marko, prima di tutto “grazie” per il tempo che hai impiegato a rispondere alle domande per il mio blog. Allora partiamo subito.

 

 

Presentati spiegando ai lettori chi sei e cosa fai nella vita

Sono Marko Morciano e sono un Digital Artist perché attualmente non credo di avere una definizione bene precisa visto che mi occupo di vari campi. Nasco come fotografo e poi gli studi e la formazione in marketing mi hanno portato ad avere una propensione al mondo della Comunicazione e dei Social che poi ho unito insieme alla passione per la fotografia e per la scrittura.

Quindi nella vita mi occupo di Comunicazione e Fotografia e molta parte del mio lavoro si basa sui Social Network.

 

 

Come e quando è nata la tua passione per la fotografia ?

La mia passione per la fotografia è nata da quando ero piccolo, avevo 9 anni quando trovai la mia prima fotocamera analogica a casa dai miei non utilizzata. L’ho presa ed ho iniziato a scattare foto e mi divertivo un sacco, questa passione poi si è evoluta con l’arrivo degli smartphone e alle tecnologie.

Il mio primo smartphone fu un Sony Ericsson T68i che aveva un fotocamera esterna che si applicava, quindi con questo smartphone ho iniziato a fare le mie prime foto in digitale e mi divertivo con i primi programmi di fotografia ad editare le mie foto e a smanettare con l’editing che è una delle mie più grandi passioni.

 

 

In questi anni il mondo della comunicazione è cambiato molto, grazie anche all’ascesa del Web e dei Social Media, cosa secondo te non può mancare in una strategia di comunicazione per un progetto online?

Sicuramente non può mancare la semplicità, io reputo la semplicità uno dei concetti alla base di tutto, perché più una cosa è semplice e più può arrivare alla gente il messaggio in maniera chiara quindi risulta più facile fallo recepire, però non bisogna mai superare i limiti perché ci sono dei limiti anche nella semplicità.

Non andare mai troppo oltre perché alla fine si rischia di sfociare nella banalità, quindi sicuramente in una strategia (secondo me) conta la semplicità e quella che io chiamo una comunicazione amichevole, ovvero utilizzare un linguaggio semplice e diretto che arriva subito e senza troppi fronzoli. A questi due elementi va unità anche l’originalità per dare un valore aggiunto a quello che si sta facendo.

 

 

Ho visto sul tuo sito (www.markomorciano.com) che hai all’attivo molti progetti, quello che mi ha incuriosito di più è Ayellowmark un progetto nato su Instagram. Spiegaci esattamente di cosa si tratta.

Ayellowmark è nato a dicembre 2014, dopo pochi mesi che mi ero appassionato fortemente ad Instagram, ed è nato durante un viaggio in treno. Io ho la passione per il colore giallo da sempre e ultimamente stavo pubblicando foto con dettagli gialli sul mio profilo Instagram principale.

Quindi mentre ero in viaggio, quasi per gioco, decisi di aprire un profilo Instagram dove pubblicare solo “foto gialle”. Il nome nasce dal gioco di parole dal fatto che fosse un “richiamo al giallo” e “mark” che richiama comunque il mio nome.

Quindic è un progetto creativo fotografico nato su Instagram che racchiude tutte le foto con dettagli gialli e che spesso alcune foto (meno della metà) sono re-postate dalle utenze della community che utilizzano l’hashtag #ayellowmark nelle foto.

Naturalmente non tutte le foto vengono re-postate sul profilo, ma solamente quelle che rispettano alcuni criteri come tonalità di giallo, la pulizia della foto, la qualità e quello che è contenuto nella foto. Grazie a questo progetto sono nate delle collaborazioni, il progetto è stato menzionato anche da Mashable e da Netflix (sono rientrato tra i 25 per un campagna che fecero 1 anno fa per selezionare delle persone che avrebbero viaggiato per il mondo sulle scene delle serie TV di Netflix per documentare).

Inoltre sono nati anche dei prodotti Ayellowmark come ad esempio le ayellowmark mugs e le t-shirt.

 

 

Instagram: due libri pubblicati e un profilo che generano numeri interessanti.

Per la precisione sono due e-book auto-pubblicati, quindi non c’è nessuna casa editrice dietro a questi libri, che ho pubblicato sul mio blog e che mi ha dato un grande riscontro e delle grosse soddisfazioni.

 

 

Cosa serve per essere vincenti su questo Social  (Instagram) ?

Sicuramente serve una passione per la fotografia e non è una frase fatta, infatti quello che mi ha portato al “successo” su questo Social è stata la naturalezza con cui l’ho usato. Essendo appassionato di fotografia a me non pesava scattare fotografie e pubblicare sul Social.

Altra caratteristica importante è essere costanti e presenti nella community, interagire (lasciare like, commentare, seguire le persone) con gli altri utenti è importante altrimenti l’utilizzo di Instagram diventa una comunicazione unidirezionale dove io voglio solo ricevere senza dare niente (in termini di like, commenti, condivisioni).

Naturalmente i feedback (like e commenti) devono essere dati a foto che io effettivamente apprezzo, che non siano quindi finti, è per questo che io seguo un numero molto limitato di persone perché sono molto selettivo nel seguire persone che hanno una Gallery che mi piace.

 

 

Instagram (forse) è il Social più snobbato dai Social Media Manager per le attività lavorative, è veramente così impossibile generare (come dicono gli esperti di marketing) una lead generation ?  

Instagram in realtà non credo che sia tanto snobbato dai Social Media Manager perché comunque si stanno rendendo conto delle potenzialità di questo Social. Io lavoro molto come Creatore di Contenuti e lavoro a stretto contatto con molti Social Media Manager che si occupano di curare la comunicazione dei brand.

Quindi io non credo che molti Social Media Manager lo snobbino e se lo fanno è solo per una presa di posizione, però per quanto riguarda la mia esperienza io lavoro con molti Social Media Manager che utilizzano Instagram per campagne di influencer marketing. Quindi assolutamente funziona e non credo che sia impossibile creare lead generation.

Ad esempio quando ho pubblicato il mio primo e-book gratuito su Instagram quello che mi ha portato più conversioni è stato proprio Instagram. Infatti pubblicizzando l’e-book su Instagram sono andato a colpire il target interessato al contenuto dell’e-book avendo un ottimo riscontro.

 

L’utente finale vede solo il prodotto finale (che sia una foto, un video o un progetto grafico).  Ma quanto lavoro c’è dietro per la realizzazione?

Il lavoro che c’è dietro ogni scatto è veramente tanto, quando realizzo un post/contenuto/foto mi porta via sempre del tempo perché lo voglio fare sempre bene, preciso, deve essere di qualità, la luce deve essere giusta.

Sia che il post sia sponsorizzato su commissione (quindi lavoro) o che sia semplicemente una foto che voglio condividere con i miei follower la qualità non deve mai mancare, quindi il tempo impiegato dietro la realizzazione di ogni scatto c’è perché prima c’è la creazione dell’idea e poi si mette in pratica.

 

 

Che caratteristiche deve avere una fotografia per colpirti ?

Non deve essere banale (porte, porticine, cassette della posta, 500, fiori, bici etc..), quello che mi piace molto è anche quello che viene scritto nelle didascalie perché sono sempre interessato a capire il collegamento che la gente fa  tra foto e didascalie.

Se invece devo valutare solamente la foto quello che mi interessa è il punto di vista, la qualità e la luce per me la luce è fondamentale. Una foto con una bella luce sicuramente riesce a colpirti anche se banale.

Quello che non amo sono le foto particolarmente colorate, saturate e un uso eccessivo di editing (HDR, contrasti etc..).

 

 

Pellicola o Digitale, quale preferisci ?

Sicuramente digitale anche perché sono appassionato di editing fotografico/postproduzione e poi perché sono cresciuto con la digitale.

 

 

 

CONCLUSIONI

Ringrazio ancora Marko che nonostante i suoi impegni è riuscito a trovare del tempo per rispondere alle mie domande. Se lo volete seguire questi sono i suoi canali Social:

 

 

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