Rischi nella provocazione ? Dipende – Risposta a My Social Web

 

Prima di iniziare voglio fare una premessa, con questo articolo non voglio attaccare nessuno ne aprire nessuna faida ma è solamente per approfondire un concetto. Leggo da mesi MySocialWeb.it e l’ho trovato sempre molto interessante come blog, questa volta però non mi trovo allineato con un paio di concetti espressi nel suo ultimo articolo: “I rischi della provocazione nel blogging“.

LA PROVOCAZIONE E’ UN RISCHIO? DIPENDE

La prima frase con la quale non concordo è la seguente:

“Il pericolo di andare oltre è sempre in agguato, e il tuo brand può subire gravi danni. Si innesca un meccanismo inverso: a ogni tweet, link, like e +1 il tuo brand perde un pezzo. E alla fine ti ritrovi con un articolo che ha fatto il botto, ma con un nome distrutto.”

Non sempre è vero, ci sono dei Brand che hanno basato il proprio blog sulla provocazione (e alcune volte anche su attacchi pesanti) senza perdere i pezzi. Ad esempio mi viene in mente il Blog di Beppe Grillo o quello di DagoSpia.

Ogni articolo pubblicato da questi due blog generano sempre una grande mole di traffico, tweet, link,like e +1 ma (almeno fino a questo momento) non hanno mai subito perdite.

L’altra frase con la quale non concordo invece è la seguente:

“Ma spesso gli articoli non sono specchio delle idee. No, per niente. Sono piuttosto il tentativo di conquistare l’attenzione (condivisioni e link) attraverso un vecchio trucco.”

Cosa c’è di male? Se il blog nasce con l’obiettivo di monetizzare (e qui concordo con un commento trovato nell’articolo) e riesce “nell’arte della provocazione”  non vedo niente di sbagliato.

CONCLUSIONI

Questo espresso è solamente un mio parere su questo argomento, niente da togliere a Riccardo (fondatore del blog MySocialWeb) e anzi consiglio di andare a leggere il blog specialmente se sei un freelance.

Tu invece cosa ne pensi sulla questione “Provocazione”? Lascia la tua idea nei commenti.

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Informazioni su Mr Tozzo

Nato nel 1981 mi definisco un Indigeno Digitale, il mio esordio nel mondo informatico risale al 1994 con un favoloso Amiga 500, invece il mio primo "giro" sul web risale al 1999 grazie a un modem 56k ... dal quel momento la mia vita è sempre stata online. Appassionato da sempre di tecnologia, telecomunicazioni, informatica, Apple, web e Social Media. Dal 2009 sono un blogger.

Pubblicato il gennaio 17, 2014, in blog, Giornalismo 2.0, web, www con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 8 commenti.

  1. Il blog di Riccardo Esposito è davvero una prolifica miniera di consigli e articoli interessanti.
    Ma, come con ogni persona che conosciamo e frequentiamo anche nella vita off line, non sempre si può essere d’accordo. Nemmeno lui credo che abbia questa ambizione, dopotutto non è il pontefice! Giusto esprimere il proprio parere, è con questo principio che nascono le discussioni che ci fanno crescere, sia professionalmente che come persone.

    • Esatto, se la discussione è costruttiva (come del resto le critiche) è sempre stimolante. Non possiamo conoscere tutto, ne possiamo avere sempre ragione noi…. il confronto come dici te fa crescere.

  2. Ciao!

    Eccomi qua, arrivo per chiarire. Come ho detto nell’articolo, la provocazione è arte pericolosa. Ma è pur sempre arte: ci sono persone che riescono a toccare la sensibilità giusta e a criticare nel modo corretto ciò che deve essere criticato. O ciò che il target crede che sia giusto criticare. Quindi la sintesi è questa: vuoi criticare? Ok, fallo bene. Beppe Grillo e Dagospia lo fanno alla grande.

    Per la seconda affermazione ti dico: metti in ballo il rapporto di onestà che dovrebbe crearsi tra autore e lettore. Io non voglio leggere la fuffa che il blogger scrive solo per monetizzare, io voglio leggere le sue idee e le sue opinioni. Se hai una linea la mantieni, sei riconoscibile, credi in quello che dici: se ogni giorno cambi bandiera per andare contro qualcuno o qualcosa rischi di tradire la fiducia.

    Non credi?

    • Ciao Riccardo e grazie per aver risposto anche te. Concordo con quello che hai detto sulla coerenza, un blog deve essere coerente con la propria linea editoriale e il blogger deve essere onesto con i propri lettori.

      Alcuni blog nascono solo per monetizzare, altri per fare satira pungente, altri per fare informazione e quindi devono mantenere una certa linea, senza fare i ruffiani per catturare più audience.

      L’importante e’ essere chiari dal principio, però magari si può fare qualche esperimento per vedere cosa succede. Cosa ne pensi ?

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