Rischi nella provocazione ? Dipende – Risposta a My Social Web

 

Prima di iniziare voglio fare una premessa, con questo articolo non voglio attaccare nessuno ne aprire nessuna faida ma è solamente per approfondire un concetto. Leggo da mesi MySocialWeb.it e l’ho trovato sempre molto interessante come blog, questa volta però non mi trovo allineato con un paio di concetti espressi nel suo ultimo articolo: “I rischi della provocazione nel blogging“.

LA PROVOCAZIONE E’ UN RISCHIO? DIPENDE

La prima frase con la quale non concordo è la seguente:

“Il pericolo di andare oltre è sempre in agguato, e il tuo brand può subire gravi danni. Si innesca un meccanismo inverso: a ogni tweet, link, like e +1 il tuo brand perde un pezzo. E alla fine ti ritrovi con un articolo che ha fatto il botto, ma con un nome distrutto.”

Non sempre è vero, ci sono dei Brand che hanno basato il proprio blog sulla provocazione (e alcune volte anche su attacchi pesanti) senza perdere i pezzi. Ad esempio mi viene in mente il Blog di Beppe Grillo o quello di DagoSpia.

Ogni articolo pubblicato da questi due blog generano sempre una grande mole di traffico, tweet, link,like e +1 ma (almeno fino a questo momento) non hanno mai subito perdite.

L’altra frase con la quale non concordo invece è la seguente:

“Ma spesso gli articoli non sono specchio delle idee. No, per niente. Sono piuttosto il tentativo di conquistare l’attenzione (condivisioni e link) attraverso un vecchio trucco.”

Cosa c’è di male? Se il blog nasce con l’obiettivo di monetizzare (e qui concordo con un commento trovato nell’articolo) e riesce “nell’arte della provocazione”  non vedo niente di sbagliato.

CONCLUSIONI

Questo espresso è solamente un mio parere su questo argomento, niente da togliere a Riccardo (fondatore del blog MySocialWeb) e anzi consiglio di andare a leggere il blog specialmente se sei un freelance.

Tu invece cosa ne pensi sulla questione “Provocazione”? Lascia la tua idea nei commenti.

Ad maiora

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8 thoughts on “Rischi nella provocazione ? Dipende – Risposta a My Social Web

  1. […] Prima di iniziare voglio fare una premessa, con questo articolo non voglio attaccare nessuno ne aprire nessuna faida ma è solamente per approfondire un concetto. Leggo da mesi MySocialWeb.it…  […]

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  2. Ghostbox 17 gennaio 2014 alle 10:43 Reply

    Il blog di Riccardo Esposito è davvero una prolifica miniera di consigli e articoli interessanti.
    Ma, come con ogni persona che conosciamo e frequentiamo anche nella vita off line, non sempre si può essere d’accordo. Nemmeno lui credo che abbia questa ambizione, dopotutto non è il pontefice! Giusto esprimere il proprio parere, è con questo principio che nascono le discussioni che ci fanno crescere, sia professionalmente che come persone.

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    • Mr Tozzo 17 gennaio 2014 alle 10:52 Reply

      Esatto, se la discussione è costruttiva (come del resto le critiche) è sempre stimolante. Non possiamo conoscere tutto, ne possiamo avere sempre ragione noi…. il confronto come dici te fa crescere.

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  3. Riccardo Esposito 17 gennaio 2014 alle 17:36 Reply

    Ciao!

    Eccomi qua, arrivo per chiarire. Come ho detto nell’articolo, la provocazione è arte pericolosa. Ma è pur sempre arte: ci sono persone che riescono a toccare la sensibilità giusta e a criticare nel modo corretto ciò che deve essere criticato. O ciò che il target crede che sia giusto criticare. Quindi la sintesi è questa: vuoi criticare? Ok, fallo bene. Beppe Grillo e Dagospia lo fanno alla grande.

    Per la seconda affermazione ti dico: metti in ballo il rapporto di onestà che dovrebbe crearsi tra autore e lettore. Io non voglio leggere la fuffa che il blogger scrive solo per monetizzare, io voglio leggere le sue idee e le sue opinioni. Se hai una linea la mantieni, sei riconoscibile, credi in quello che dici: se ogni giorno cambi bandiera per andare contro qualcuno o qualcosa rischi di tradire la fiducia.

    Non credi?

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    • Mr Tozzo 17 gennaio 2014 alle 18:49 Reply

      Ciao Riccardo e grazie per aver risposto anche te. Concordo con quello che hai detto sulla coerenza, un blog deve essere coerente con la propria linea editoriale e il blogger deve essere onesto con i propri lettori.

      Alcuni blog nascono solo per monetizzare, altri per fare satira pungente, altri per fare informazione e quindi devono mantenere una certa linea, senza fare i ruffiani per catturare più audience.

      L’importante e’ essere chiari dal principio, però magari si può fare qualche esperimento per vedere cosa succede. Cosa ne pensi ?

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      • Riccardo Esposito 18 gennaio 2014 alle 8:27 Reply

        Certo, anche io spesso sono provocatorio. Nel modo giusto, o almeno seguendo quello che io credo che sia il modo giusto. Quando si provoca si corrono sempre dei rischi.

        Esempio. Ho scritto due articoli che spiegano perché sia giusto lavorare gratis in alcuni casi. Questi articoli li ho pubblicati sul mio blog e su CheFuturo:

        http://www.mysocialweb.it/2012/11/20/piccolo-manuale-per-lavorare-gratis-e-guadagnare/

        http://www.chefuturo.it/2013/02/riccardo-esposito-quando-lavorare-gratis-diventa-un-investimento/

        Sono post che non insultano, ma che toccano la sensibilità di chi è stato sfruttato per mesi. Sono articoli che dicono: “ehi, hai lavorato gratis. E hai fatto male. Potevi lavorare gratis ma al tempo stesso guadagnare”.

        Articoli del genere sono provocatori. In modo positivo, secondo me. Ho ricevuto molte critiche per aver scritto questi articoli, ma in fin dei conti un po’ devi rompere il ca… se vuoi differenziarti ed emergere.

        Solo un po’ :-)

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        • Mr Tozzo 18 gennaio 2014 alle 11:27 Reply

          L’articolo su My Social Web l’avevo letto :D Quando si provoca il rischio della critica esiste….però un rischio che si deve correre se vuoi differenziarti !! :D

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  4. Mulrooney 6 marzo 2014 alle 6:36 Reply

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