Usa Dropjar se devi trasferire file di grosse dimensioni

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Abbiamo ADSL sempre più veloci (quasi sempre) ma abbiamo ancora problemi a trasferire file di rosse dimensioni, il limite spesso e volentieri lo troviamo nelle applicazioni che utilizziamo per trasferire. Esistono dei programi che ti permettono di superare questi limiti. Oggi andiamo a vedere Dropjar.

 

DROPJAR COME FUNZIONA?

Questo servizio web ti permette di inviare qualsiasi tipo di file con dimensioni fino a 10 GB. E’ vero esistono anche altri programmi che fanno queste cose (WeTransfer, JumboFile etc..) ma è sempre meglio avere più alternative. Una volta arrivati sul sito in basso a destra trovate il tasto che vi permetterà di caricare il file da inviare, una volta scelto il file vi apparirà una schermata dove dovrete inserire la vostra email, l’email del destinatario e un eventuale messaggio.

Una volta cliccato su START TRASNFER partirà l’invio del file, il destinatario riceverà un link dal quale potrà scaricare il file. Semplice ed efficace come dovrebbero essere tutti i tool. Questo servizio può essere raggiunto al seguente indirizzo:  http://dropjar.com/ .

 

CONCLUSIONI

Ho provato questo programma e l’ho trovato molto utile e sono convinto che è sempre meglio avere una alternativa, tu invece quale usi ? Lascia, se vuoi, il uo contributo nei commenti sotto questo post.

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VOTA LA FOTO: AGOSTO 2015

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Vota la foto che più ti piace, quella che riceverà più voti verrà messa in free-download e potrà essere utilizzata liberamente. Hai tempo fino al 8 settembre.

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Tutti vogliono diventare una star su Twitter

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Tutti vogliono essere una TweetStar ma in pochi riescono a diventarlo, motivo? Non esiste solo un motivo ma possono essere più di uno e molte volte non sono mai li stessi. Alcuni hanno bisogno di attenzioni, altri gli piace mettersi in mostra e altri (cercando di imitare i colleghi youtubers) cercano il successo per approdare su altre piattaforme (vedi TV), altri cercano il successo per sponsorizzare i propri prodotti/servizi.

Ora in questo post non andiamo a vedere come diventare una star di Twitter (anche se il modo più semplice è mettere in evidenza le proprie grazie), ma andiamo a vedere uno strumento che può darci una mano per sistemare il nostro profilo e renderlo accettabile.

 

GRADE YOUR SOCIAL

Questo tool è stato sviluppato da HootSuite  e lo trovate  online al seguente sito: http://grader.hootsuite.com/ e naturalmente per utilizzarlo dovete entrare con il vostro account Twitter. Una volta entrati il tool analizzerà il vostro account e vi darà i voti in stile scuola.

 

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Come potete vedere il vostro account sarà valutato su tre sezioni:

 

  1. Reach
  2. Engagement
  3. Profile

 

REACH

In questa sezione verrà valutato il vostro network, quindi quanti followers avete, e l’impatto che avete su di loro.

 

ENGAGEMENT

In questa sezione verrà analizzata la vostra capacità di relazionarvi con i vostri followers e come loro si relazionano con voi.

 

PROFILE

In questa sezione invece verrà analizzato il vostro profilo, o meglio se avete un profilo completo oppure no (foto, copertina, bio etc..).

In ogni sezione, oltre ad avere il voto, il tool vi lascerà dei suggerimenti per migliorare il vostro profilo. Siete veramente sicuri di voler diventare delle TweetStar?

 

CONCLUSIONI

Questo strumento sicuramente non vi farà diventare delle TweetStar ma vi darà una mano per capire come migliorare il vostro profilo. Cosa ne pensate di questo strumento? Ne conoscete altri? Lasciate il vostro contributo nei commenti.

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Come ti frego il Klout con un tweet

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Se utilizzi il web in maniera semi-professionale/professionale conoscerai sicuramente il Klout, ma se non sai di cosa stiamo parlando ecco la definizione presa da Wikipedia.

 

Klout è un servizio di social networking che offre analisi statistiche personalizzate sui social media. In particolare, stima l’influenza degli utenti attraverso il Klout score (da 0 a 100) ottenuto dal grado di interazione nei profili utente di siti popolari di social networking, tra cui Twitter,Facebook, Google+, Linkedin e Foursquare. Questa influenza è ottenuta a partire dall’ampiezza del network dell’utente, il contenuto generato, e il livello di feedback ottenuto.”

 

Quindi in poche parole è un parametro che misura la tua popolarità sui Social Media e in molti casi è anche un parametro importante per lavorare. Nel Klout Score sono coinvolti tutti i Social Network,  ma quello con più peso è Twitter e proprio su Twitter è stato svolto il “mio piccolo test”. Ne hanno già parlato in molti della dubbia validità del Klout Score e io sicuramente non ho fatto questa mega scoperta, ma voglio solamente aggiungere un tassello in più a questa tesi.

 

BASTA UN POCO DI RAP E IL KLOUT VA SU

 Il Klout Score è veramente un parametro così utile? Secondo me no e adesso ti spiego il perché, qui di seguito ti elenco gli ingredienti per “fregare” il Klout Score.

 

  • 1 account VIP
  • 1 frase ad effetto dell’account VIP
  • Un pizzico di fortuna (q.b.)

 

Prendi un account VIP, io ad esempio ho usato quello di Gue Pequeno rapper dei Club Dogo, seguito (in particolare dai giovani). Questo rapper ha da poco fatto uscire un suo cd da solista, che naturalmente ha avuto molto successo. A questo punto prendi una frase ad effetto di questo rapper, nel mio caso ho preso la seguente: “Quegli scemi dei tuoi amici a cui scroccate. Tutta la sera al tavolo, dopo non gliela date!!” A questo punto dovete solamente citare l’account VIP e attendere di ricevere un RT.

Se seguite tutti i passi della ricetta “Come ti frego il Klout con un tweet” e se avete quel pizzico di fortuna ecco quale sarà il risultato.

 

 

Come potete vedere il risultato è stato buono, 16 RT e 40 Preferiti, il tutto perché questo tweet è stato retwittato dallo stesso rapper citato nel mio tweet. Visto il numero di follower che ha Gue Pequeno su Twitter mi aspettavo di più, ma visto che il mio tweet non ha generato niente di utile (era solamente un pezzo di una canzone), praticamente fuffa, il risultato che ha ottenuto il mio Klout Score fa riflettere.

Infatti proprio nella giornata del tweet il mio Klout Score ha fatto un salto di 1 punto, che non è poco, quindi sono passato da 65 a 66 grazie a un tweet fuffa. Quindi, come diceva Bennaker sul suo post, non conta tanto la QUALITA’ di un post ma la QUANTITA’ di interazione che riceve (quindi Like, Commenti e Condivisioni).

 

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Quindi se io prendessi un argomento delicato e pubblicassi sul mio Facebook un parere che va contro il pensiero della massa, sicuramente riceverei un alto tasso di interazione che mi farebbe schizzare in alto il Klout. Ma che tipo di interazione ? I commenti sarebbero sicuramente al 90% insulti ma che ce frega tanto al Klout interessa la quantità.

 

LE DIMENSIONI NON SONO IMPORTANTI L’IMPORTANTE E’ SAPERLO USARE

 Quante volte abbiamo sentito questa frase? Di solito usata per giustificare qualche mancanza (;D), però forse nel caso del Klout è vera. Specialmente se per diventare “Influencer” basta veramente poco, dai alla massa quello che vuole oppure vai contro la massa per vedere il tuo Klout Score andare alle stelle.

 

CONCLUSIONI

Per molti il Klout Score è fondamentale, per altri no e per altri ancora ha solamente sostituito il righello di fanciullesca memoria. Secondo me, visto i parametri utilizzati, attualmente lascia il tempo che trova visto che la popolarità della singola persona non viene misurata nella qualità dei suoi post, ma nella quantità. E tu cosa ne pensi? Se ti va lascia il tuo parere nei commenti sotto questo post.

Se hai trovato interessante il blog lo puoi votare nella CATEGORIA 27 per il Macchianera Italian Awards cliccando qui.

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Chi ha paura del blogger ?

Mr Tozzo

Quello che non conosciamo ci mette sempre paura, così è sempre stato e così lo sarà sempre. Omero diceva che la Terra  finisse dopo le colonne d’Ercole e se le superavi saresti caduto di sotto, invece adesso dicono che i blogger sono il male e che il web è un posto brutto anche grazie a loro.

Ma chi è veramente un blogger? Prima di andare avanti vediamo come al solito la definizione su Wikipedia:

 

“Il blogger (o per meglio dire il bloggista) è colui che scrive su il blog”

 

Ma allora perché fa così paura il blogger? E soprattutto a chi fa paura? Nella mia modesta esperienza ho notato che la figura del blogger fa paura principalmente a due categorie:

 

  • Aziende
  • Giornalisti

 

LO VUOI UN PALLONCINO ?

Avete mai visto il film IT (tratto da un libro di Stephen King) ? Se si, sicuramente vi ricorderete la scena dove il clown Pennywise da dentro un tombino chiama il bambino George Denbrough che cerca di recuperare una barchetta di carta. Il clown lo uccide brutalmente.

Avete in mente l’espressione di terrore che ha il bambino? Ecco è la stessa che hanno quando le persone si devono interfacciare con un blogger. Ma perché le Aziende e i Giornalisti hanno così paura dei blogger? Io mi sono fatto questa idea, se tu hai altri motivi sfrutta i commenti sotto questo post.

 

AZIENDA

 

  1. Un blogger (ma diciamo il web in generale)  può rovinare la reputazione di una azienda. In passato ci sono stati molti casi, uno su tutti British Petroleum
  2. Il blogger non è un professionista anzi solitamente sono dei ragazzini brufolosi che smanettano con il computer
  3. E’ una perdita di tempo
  4. Non vedono il guadagno immediato

 

GIORNALISTI

L’esplosione del web ha portato una ventata di terrore nel mondo giornalistico (specialmente nella vecchia guardia) perché, come dicevo prima, quello che non si conosce mette sempre paura come anche i cambiamenti. E da quando l’editoria si è dovuta spostare anche sul web di cambiamenti ce ne sono stati tanti.

La Carta Stampata ha perso, e continua a perdere, terreno nei confronti del web  e non è un caso che alcuni blog (o testate web) facciano più numeri dei classici giornali, come non è un caso che anche la storica rivista Wired si sia trasferita completamente sul web.

Non è un caso che molte testate “blasonate” per vedere aumentare le visite utilizzino tecniche scorrette, bannate anche da Facebook, come il click baiting.

 

“Io sono un giornalista e non un blogger e non ho la minima intenzione di mischiarmi con loro”

 

Caro giornalista che la pensi così, credimi, anche molti blogger la pensano uguale a te però a parti invertite .

 

LA GUERRA DEI POVERI

Le faide non portano a niente anzi si perde da entrambe le fazioni, volete sfruttare il web per i vostri affari e avere una soluzione WIN-WIN ? COLLABORAZIONE !! Azienda il blogger non è un headhunter che gira per il web alla ricerca di aziende da far chiudere, giornalista il blogger non vuole rubarti il lavoro. Collaboriamo cazzo e facciamo sviluppare il web anche in Italia, proprio come succede in altri Paesi.

CONCLUSIONI

Questa è la mia idea dopo aver letto i commenti sotto il post “Quanto costa una recensione?“, i blogger non sono cattivi è che li disegnano così !! E tu cosa ne pensi? Lascia, se ti va, il tuo parere nei commenti sotto questo post.

 

“Che avete da guardare? Siete solo una manica di TROLL . Sapete perché? Perché non avete il fegato per aprire un BLOG. Voi avete bisogno di gente come me. Vi serve la gente come me, così potete puntare il vostro dito del cazzo e dire: «Quello è un BLOGGER cattivo». Be’? E dopo come vi sentite, buoni? Voi non siete buoni. Sapete solo nascondervi, solo dire bugie. Io non ho questo problema. Io dico sempre la verità, anche quando dico le bugie. Coraggio, augurate la buona notte al BLOGGER, coraggio. È l’ultima volta che lo vedete un BLOGGER come me, ve lo dico io. Forza, fate passare il BLOGGER cattivo. Attenti sta arrivando il BLOGGER ! Meglio che vi fate da parte!”

 

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