Come ti frego il Klout con un tweet

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Se utilizzi il web in maniera semi-professionale/professionale conoscerai sicuramente il Klout, ma se non sai di cosa stiamo parlando ecco la definizione presa da Wikipedia.

 

Klout è un servizio di social networking che offre analisi statistiche personalizzate sui social media. In particolare, stima l’influenza degli utenti attraverso il Klout score (da 0 a 100) ottenuto dal grado di interazione nei profili utente di siti popolari di social networking, tra cui Twitter,Facebook, Google+, Linkedin e Foursquare. Questa influenza è ottenuta a partire dall’ampiezza del network dell’utente, il contenuto generato, e il livello di feedback ottenuto.”

 

Quindi in poche parole è un parametro che misura la tua popolarità sui Social Media e in molti casi è anche un parametro importante per lavorare. Nel Klout Score sono coinvolti tutti i Social Network,  ma quello con più peso è Twitter e proprio su Twitter è stato svolto il “mio piccolo test”. Ne hanno già parlato in molti della dubbia validità del Klout Score e io sicuramente non ho fatto questa mega scoperta, ma voglio solamente aggiungere un tassello in più a questa tesi.

 

BASTA UN POCO DI RAP E IL KLOUT VA SU

 Il Klout Score è veramente un parametro così utile? Secondo me no e adesso ti spiego il perché, qui di seguito ti elenco gli ingredienti per “fregare” il Klout Score.

 

  • 1 account VIP
  • 1 frase ad effetto dell’account VIP
  • Un pizzico di fortuna (q.b.)

 

Prendi un account VIP, io ad esempio ho usato quello di Gue Pequeno rapper dei Club Dogo, seguito (in particolare dai giovani). Questo rapper ha da poco fatto uscire un suo cd da solista, che naturalmente ha avuto molto successo. A questo punto prendi una frase ad effetto di questo rapper, nel mio caso ho preso la seguente: “Quegli scemi dei tuoi amici a cui scroccate. Tutta la sera al tavolo, dopo non gliela date!!” A questo punto dovete solamente citare l’account VIP e attendere di ricevere un RT.

Se seguite tutti i passi della ricetta “Come ti frego il Klout con un tweet” e se avete quel pizzico di fortuna ecco quale sarà il risultato.

 

 

Come potete vedere il risultato è stato buono, 16 RT e 40 Preferiti, il tutto perché questo tweet è stato retwittato dallo stesso rapper citato nel mio tweet. Visto il numero di follower che ha Gue Pequeno su Twitter mi aspettavo di più, ma visto che il mio tweet non ha generato niente di utile (era solamente un pezzo di una canzone), praticamente fuffa, il risultato che ha ottenuto il mio Klout Score fa riflettere.

Infatti proprio nella giornata del tweet il mio Klout Score ha fatto un salto di 1 punto, che non è poco, quindi sono passato da 65 a 66 grazie a un tweet fuffa. Quindi, come diceva Bennaker sul suo post, non conta tanto la QUALITA’ di un post ma la QUANTITA’ di interazione che riceve (quindi Like, Commenti e Condivisioni).

 

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Quindi se io prendessi un argomento delicato e pubblicassi sul mio Facebook un parere che va contro il pensiero della massa, sicuramente riceverei un alto tasso di interazione che mi farebbe schizzare in alto il Klout. Ma che tipo di interazione ? I commenti sarebbero sicuramente al 90% insulti ma che ce frega tanto al Klout interessa la quantità.

 

LE DIMENSIONI NON SONO IMPORTANTI L’IMPORTANTE E’ SAPERLO USARE

 Quante volte abbiamo sentito questa frase? Di solito usata per giustificare qualche mancanza (;D), però forse nel caso del Klout è vera. Specialmente se per diventare “Influencer” basta veramente poco, dai alla massa quello che vuole oppure vai contro la massa per vedere il tuo Klout Score andare alle stelle.

 

CONCLUSIONI

Per molti il Klout Score è fondamentale, per altri no e per altri ancora ha solamente sostituito il righello di fanciullesca memoria. Secondo me, visto i parametri utilizzati, attualmente lascia il tempo che trova visto che la popolarità della singola persona non viene misurata nella qualità dei suoi post, ma nella quantità. E tu cosa ne pensi? Se ti va lascia il tuo parere nei commenti sotto questo post.

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Chi ha paura del blogger ?

Mr Tozzo

Quello che non conosciamo ci mette sempre paura, così è sempre stato e così lo sarà sempre. Omero diceva che la Terra  finisse dopo le colonne d’Ercole e se le superavi saresti caduto di sotto, invece adesso dicono che i blogger sono il male e che il web è un posto brutto anche grazie a loro.

Ma chi è veramente un blogger? Prima di andare avanti vediamo come al solito la definizione su Wikipedia:

 

“Il blogger (o per meglio dire il bloggista) è colui che scrive su il blog”

 

Ma allora perché fa così paura il blogger? E soprattutto a chi fa paura? Nella mia modesta esperienza ho notato che la figura del blogger fa paura principalmente a due categorie:

 

  • Aziende
  • Giornalisti

 

LO VUOI UN PALLONCINO ?

Avete mai visto il film IT (tratto da un libro di Stephen King) ? Se si, sicuramente vi ricorderete la scena dove il clown Pennywise da dentro un tombino chiama il bambino George Denbrough che cerca di recuperare una barchetta di carta. Il clown lo uccide brutalmente.

Avete in mente l’espressione di terrore che ha il bambino? Ecco è la stessa che hanno quando le persone si devono interfacciare con un blogger. Ma perché le Aziende e i Giornalisti hanno così paura dei blogger? Io mi sono fatto questa idea, se tu hai altri motivi sfrutta i commenti sotto questo post.

 

AZIENDA

 

  1. Un blogger (ma diciamo il web in generale)  può rovinare la reputazione di una azienda. In passato ci sono stati molti casi, uno su tutti British Petroleum
  2. Il blogger non è un professionista anzi solitamente sono dei ragazzini brufolosi che smanettano con il computer
  3. E’ una perdita di tempo
  4. Non vedono il guadagno immediato

 

GIORNALISTI

L’esplosione del web ha portato una ventata di terrore nel mondo giornalistico (specialmente nella vecchia guardia) perché, come dicevo prima, quello che non si conosce mette sempre paura come anche i cambiamenti. E da quando l’editoria si è dovuta spostare anche sul web di cambiamenti ce ne sono stati tanti.

La Carta Stampata ha perso, e continua a perdere, terreno nei confronti del web  e non è un caso che alcuni blog (o testate web) facciano più numeri dei classici giornali, come non è un caso che anche la storica rivista Wired si sia trasferita completamente sul web.

Non è un caso che molte testate “blasonate” per vedere aumentare le visite utilizzino tecniche scorrette, bannate anche da Facebook, come il click baiting.

 

“Io sono un giornalista e non un blogger e non ho la minima intenzione di mischiarmi con loro”

 

Caro giornalista che la pensi così, credimi, anche molti blogger la pensano uguale a te però a parti invertite .

 

LA GUERRA DEI POVERI

Le faide non portano a niente anzi si perde da entrambe le fazioni, volete sfruttare il web per i vostri affari e avere una soluzione WIN-WIN ? COLLABORAZIONE !! Azienda il blogger non è un headhunter che gira per il web alla ricerca di aziende da far chiudere, giornalista il blogger non vuole rubarti il lavoro. Collaboriamo cazzo e facciamo sviluppare il web anche in Italia, proprio come succede in altri Paesi.

CONCLUSIONI

Questa è la mia idea dopo aver letto i commenti sotto il post “Quanto costa una recensione?“, i blogger non sono cattivi è che li disegnano così !! E tu cosa ne pensi? Lascia, se ti va, il tuo parere nei commenti sotto questo post.

 

“Che avete da guardare? Siete solo una manica di TROLL . Sapete perché? Perché non avete il fegato per aprire un BLOG. Voi avete bisogno di gente come me. Vi serve la gente come me, così potete puntare il vostro dito del cazzo e dire: «Quello è un BLOGGER cattivo». Be’? E dopo come vi sentite, buoni? Voi non siete buoni. Sapete solo nascondervi, solo dire bugie. Io non ho questo problema. Io dico sempre la verità, anche quando dico le bugie. Coraggio, augurate la buona notte al BLOGGER, coraggio. È l’ultima volta che lo vedete un BLOGGER come me, ve lo dico io. Forza, fate passare il BLOGGER cattivo. Attenti sta arrivando il BLOGGER ! Meglio che vi fate da parte!”

 

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Perché bisogna (o non bisogna) condividere un post?

“Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”

 

Nel mondo del web esiste una regola NON scritta che vuole che quando un post ha colpito la nostra attenzione dobbiamo lasciare un mi piace, un commento e ricondividerlo. Oggi vorrei concentrarmi proprio su questo ultimo punto ovvero la ricondivisione di un post.

Forse non ti è mai venuto in mente ma la ricondivisione è un super potere quanto il Senso di Ragno che ha Peter Parker, perché in quel momento tu stai offrendo al blogger l’opportunità di farsi conoscere, aumentare il suo pubblico, aumentare le sue visite e perché no anche i suoi clienti.

 

QUANDO BISOGNA RICONDIVIDERE

Da qualche mese faccio parte su Facebook del gruppo #adotta1blogger , gruppo fondato da Paola Chiesa, e in questo periodo ho avuto modo (grazie alle condivisioni degli altri partecipanti) di leggere (e successivamente seguire) dei blogger che molto probabilmente non avrei mai conosciuto.

Inoltre ho avuto modo di verificare la potenza di una ricondivisione grazie ai blog che ho adottato io, piccoli blog che sono riusciti a superare anche il muro delle 100 visite al giorno. Questo non è successo perché sono stato io a ricondividerli, ma questo è successo perché sono stati ricondivisi.

 

Esempio: io su Twitter attualmente ho 835 followers se pensiamo al caso estremo,  ovvero che il post condiviso viene letto da tutti i followers, quel blogger otterrebbe già così 835 visite. Ora se degli 835 followers anche solo la metà fa un retweet (e se mettiamo che ogni persona che ha fatto un retweet ha mediamente 200 followers) sono già altre 80000 visite, che se le sommiamo a quelle ottenute grazie alla mia condivisione il post del blogger ha grossi numeri in una sola giornata.

 

L’esempio chiarisce bene la potenza che ha una ricondivisione, ma adesso il concetto da capire è: quando ricondividere e quando no?

 

NON RICONDIVIDERE

 

  1. Per riconoscenza: ovvero tu hai condiviso il mio post e quindi io devo condividere il tuo
  2. Se hai letto solo il titolo: pensi che sia una cavolata questo punto? Sei proprio sicuro?
  3. Se non ti è piaciuto il post
  4. Se il post non è in linea con te, ad esempio non condividerei mai un post di una fashion blogger perché non mi interessa l’argomento

E tu perché non ricondividi ? Lascia i tuo punti nei commenti sotto questo post.

RICONDIVIDERE

 

  1. Il post ti è piaciuto (questo non vuole dire che devi concordare con quello che scrive)
  2. Il post potrebbe generare una discussione interessante (di solito sono quei post che vanno contro il pensiero della massa)
  3. L’argomento è uno di quelli che volevi trattare te ma questo blogger è stato più veloce di te
  4. L’argomento del post potrebbe interessare i tuoi lettori

E tu perché  ricondividi ? Lascia i tuo punti nei commenti sotto questo post.

CONCLUSIONI

Insomma la prossima volta che stai per condividere un post di un blogger fermati tre secondi prima di premere il tasto, fai un lungo respiro e pensa a quello che stai per scatenare.

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Quanto costa una recensione ?

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Nell’ultimo anno ho avuto 4 richieste di recensione a pagamento che però non sono andate a buon fine, ovvero non si sono mai concretizzate. Il motivo? Il prezzo come sempre ma anche per colpa della mentalità, si perché (almeno in Italia) si pensa che il blogger sia una figura non ben definita (il blogger non è un lavoro..in Italia)  da sfruttare per farsi largo nel web.

Alcune volte arrivano richieste di recensioni a gratis con la promessa che condivideranno il tuo post sui loro Social e ti assicurano che avrai un ottimo riscontro in visibilità. Si c’è ancora gente che ragiona così o meglio che ti vuole fregare in questa maniera. Avete mai visto il video “Freelance SI, Coglione NO!!

 

 

Questo capita anche nel mondo dei Blog e di solito questi “imprenditori” prendono di mira i piccoli medi blog perché, come si dice a Roma,  magari ce cascano !! E se queste persone ancora popolano il web è anche colpa di chi accetta di scrivere solo per avere la visibilità !!

 

CARO BLOGGER CON LA VISIBILITA’ NON CI PAGHI MANCO L’AFFITTO DEL SERVER !!

 

Poi ci sono anche quelli che ti pagano per scrivere una recensione sul tuo blog, poco, ma ti pagano. E qui, come diceva qualcuno, la domanda nasce spontanea. Ma quanto costa una recensione sul mio blog? Alle prime due richieste, essendo anche le prime, ho volato basso e ho chiesto 100€ e la risposta è stata: “Mi dispiace ma l’idea di budget era di 50€”, “Mi dispiace ma l’idea di budget era di 30€”.

Signori per 30€ non facciamo manco la fatica di accendere il computer !! Quindi le prime due non sono andate bene, la terza richiesta invece mi è stato risposto in maniera secca che “Era troppo” e poi è sparito. Alla quarta richiesta, visto che mi ero stufato di questi personaggi che vogliono la pubblicità ai loro prodotti gratis, sono andato pesante: “La recensione costa 500€“. E ho anche evidenziato la portata che avrebbe avuto il post se lo condividevo nei miei Social. Naturalmente la risposta è stata che era troppo.

E qui siamo arrivati al nocciolo della questione, quanto si deve far pagare un blogger per una recensione ? Si ok dipende dalla lunghezza del post, si ok dipende dalla qualità del post ma dipende anche da una cosa molto preziosa che ti sto offrendo, il mio pubblico !!  Se sono un blogger seguito (non è che servono i numeri dei GURU) io ti sto offrendo i miei lettori che potrebbero diventare tuoi potenziali clienti, più alto è il loro numero e più la recensione costa.

Buzzoole mi comunica che sommando tutti i Social dove sono iscritto ho un audience di 3K se a questo ci sommiamo i 1222 followers diretti del blog, allora, superiamo i 4K. Non sono tantissimi ma neanche pochi e sicuramente non li svendo per 30€ o per la visibilità.

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CONCLUSIONE

Pochi maledetti e subito

Adesso tocca a te a dire la tua? Cosa ne pensi ? Preferisci la visibilità, essere sotto pagato o pagato il giusto? A te la parola, sfrutta i commenti sotto questo post per lasciare la tua idea.

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Voyager: porta il tuo smartphone anche in mare

Instagram video

L’estate è arrivata (e il caldo esagerato  ce lo conferma tutti i giorni) e quindi molti di voi saranno andati anche già al mare. Il vostro smartphone viene con voi? Certo che viene con voi, ma come sapete bene sabbia e acqua non sono proprio gli amici ideali del vostro smartphone.

Io questa estate ho provato Voyager della CellularLine e devo dire che il risultato è stato più che positivo, il test l’ho eseguito sia al mare che in piscina. Ok prima di andare in spiaggia mettetevi comodi e leggete la mia recensione.

 

VOYAGER PRO E CONTRO

Partiamo dal prezzo che è veramente conveniente, infatti io l’ho pagato 15€. Leggendo un prezzo così basso uno può pensare che il prodotto non sia il top, ed è la stessa cosa che ho pensato anche io mentre lo stavo comprando, ma poi mi sono ricreduto. Rapporto Prezzo/Prestazioni: OTTIMO !!

Il Voyager è compatibile con la maggior parte degli smartphone ma prima di comprarlo controllate se il vostro entra bene. Il test è facile, appoggiate il vostro smartphone sulla scatola e se entra nella parte tratteggiata allora non ci sono problemi.

A questo punto se il vostro smartphone è compatibile allora possiamo iniziare ad usarlo, quindi inseritelo nella custodia e chiudetela ermeticamente tramite l’apposita chiusura.

 

voyager chiusura

 

Ora che avete inserito (e chiuso bene) il vostro smartphone nella custodia potete iniziare ad utilizzarlo, i test che ho eseguito sono stati due:

 

  • Foto al mare
  • Video sotto l’acqua in piscina

 

Il Voyager è testato fino a 20 metri di profondità, quindi se avete esigenze più “spinte” questo prodotto non è per voi. Qui di seguito potete vedere alcune foto che ho fatto e il video.

 

 

 

Per fare la foto ho dovuto appoggiare il telefono a pelo sull’acqua e dopo la foto il telefono si è presa anche l’onda in faccia ;D . Come contro ho trovato un piccolo difetto che però non si presenta sempre, ovvero quando si immerge nell’acqua la pressione spinge la custodia contro lo schermo dello smartphone, questo diventa un problema quando sei in modalità fotocamera perché inizia a scattare foto a raffica. Però ripeto non si presenta sempre questo problema.

 

CONCLUSIONI

Personalmente il voto per questo oggetto è 8 fa quello che dice e soprattutto ti salva il telefono da sabbia, acqua e creme solari.

Se vuoi lo puoi comprare qui.

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